In questi ultimi mesi in Rete si è inoltre diffusa l'opinione che le criptovalute e la Blockchain siano delle bolle pronte ad esplodere, soprattutto in considerazione del fatto che le valute digitali basano sostanzialmente il loro valore su gli scambi e sul mercato da loro generato, facendo affidamento unicamente agli utenti e non ad una banca centrale o ad un ente che regola il suo utilizzo.

È normale dunque che molte persone non proprio avvezze alla tecnologia non comprendano le potenzialità di una criptovaluta e della tecnologia che sta alle sue spalle, considerando entrambe come una semplice bolla speculativa. In realtà Blockchain e il florido mercato delle intelligenze artificiali rappresentano una vera e propria industria in continua crescita. E nel prossimo futuro gli utenti comuni saranno ormai abituati ad interfacciarsi con delle AI che sfruttano applicazioni che sono messe in sicurezza proprio tramite Blockchain.

Il vero problema della Blockchain è rappresentato dagli investitori poco consapevoli o male informati. Il settore è spesso bombardato da finanziatori che non sanno nulla della tecnologia in cui stanno investendo né di come vendere i prodotti derivati. È infatti possibile che un'azienda fallisca malgrado venda un buon prodotto ma questo non fa della Blockchain, né delle intelligenze artificiali, una bolla, anzi spesso il successo può essere molto tardivo. Aziende come Google o Amazon sono state per anni in perdita prima di iniziare a registrare qualche introito.

Si tratta del fenomeno che in molti definiscono come "enthusiastic ignorance", le persone sono incuriosite o attratte da una tecnologia e allora tutti punteranno su quella determinata tecnologia anche se effettivamente non hanno idea di come funzioni esattamente. In molti potranno ricordare la bolla del dot-com alla fine degli anni '90, questo evento storico ha portato molta diffidenza negli investitori e nelle persone sopratutto nei confronti di Bitcoin.

In realtà il contesto e le tecnologie sono molto diverse, la questione delle dot-com fu effettivamente una vera e propria bolla speculativa, mentre la tecnologia della Blockchain ha delle solide basi ed è fondata su tecnologie crittografiche già implementate in altri ambienti da decenni. Dunque una speculazione simile alle dot-com non è plausibile anche perché esiste già un florido mercato di servizi e applicazioni basati sulla Blockchain.

Via ApproximatelyCorrect

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