Sebbene per molti aspetti l'AI sia già entrata a far parte della nostra quotidianità, non si parla ancora di una sua espressione massima che, secondo il paper "Future Progress in Artificial Intelligence: A Survey of Expert Opinion", si svilupperà pienamente soltanto nel 2300; l'Intelligenza Artificiale che oggi permette di raggiungere una località evitando il traffico o che risponde ai nostri comandi vocali, creata per risolvere specifici task e per offrire supporto e che usiamo giornalmente, è chiamata invece weak AI o narrow AI.

La differenza è sostanziale, poiché quando si parla di Intelligenza Artificiale si immagina lo scenario sci-fi che rappresenta robot umanoidi in grado di superare le capacità mentali dell'essere umano; in questo caso parliamo però di Artificial Super-Intelligence (ASI) ma, a differenza dell'immaginario comune, gli esperti non sanno ancora quando, come e se sarà mai realizzata.

Nonostante ciò, i rischi sono reali e non molto lontani dal dover affrontarli sotto vari aspetti, non avendo ancora leggi che regolamentino l'implementazione di tali tecnologie. I pericoli derivati dalla "weak AI". l'Intelligenza Artificiale "debole", si riscontrano già: sono la disoccupazione dovuta all'automazione, armi automatiche programmate per attaccare obiettivi prefissati e difetti delle automobili a conduzione autonoma, mentre quelli che si riscontreranno in futuro con lo sviluppo dell'AGI potrebbero addirittura andare contro gli interessi dell'umanità.

È necessario, dunque, iniziare a discutere delle problematiche che si verranno a creare con lo sviluppo dell'AI, evitando l'effetto sensazionalistico dei media e concentrando gli sforzi in un dialogo che possa assicurare un futuro roseo per l'umanità, in equilibrio con la tanto temuta intelligenza artificiale.

Via Nick Bostrom

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