Si tratta di una soluzione interamente client side, Firefeed non richiederà  quindi alcun server; per il suo funzionamento sarà  invece possibile adottare qualsiasi piattaforma, come per esempio GitHub o un CDN, in grado di ospitare contenuti statici e fornire risorse basate su HTML, CSS e JavaScript.

Se si esclude l'interfaccia utente, l'applicazione è basata sostanzialmente su due file, "firefeed.js" e "rules.json", per un totale di appena 500 linee di codice; il primo file mette a disposizione un'astrazione per i dati allocati tramite Firebase, mentre il secondo è dedicato alle regole per la sicurezza.

Gli sviluppatori di Firefeed hanno deciso di utilizzare Facebook per l'autenticazione degli utenti, attraverso di esso e tramite il protocollo OAuth verrà  fornito un dispositivo virtuale con il quale sarà  possibile ottenere un ulteriore token da Firebase, in questo modo il backend disporrà  di un identificatore e di una credenziale che permetteranno di stabilire in modo univoco che la richiesta di autorizzazione proviene da Firefeed.

I tweets di Firefeed prendono il nome di sparks, questi ultimi potranno essere letti da chiunque ma postati soltanto dagli utenti autenticati, i contrbuiti non potranno essere modificati, nemmeno dal loro autore, e ad ogni utente sarà  associata una lista dei post pubblicati non integrabile da estranei.

L'applicazione è stata pensata per limitare il più possibile i pericoli derivanti dallo spoofing (falsificazione di identità ), a ciascun utente verrà  poi attribuito un feed personale composto dai propri contributi e da quelli degli altri partecipanti da lui seguiti.

Firefeed è una soluzione il cui sorgente viene distribuito sotto licenza Open Source su GitHub per la realizzazione di fork da adattare ai propri progetti.

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