Sembra, infatti, che all'aumentare della lentezza crescano i rimbalzi e diminuiscano le conversioni. In parole semplici, gli utenti si spazientiscono e si dirigono su altri lidi, magari quelli della concorrenza. Ma in che modo la lentezza può uccidere un business online?

Secondo una recente survey condotta da WebbyMonks, l'83% degli utenti online attende massimo 3 secondi per il caricamento di un sito: in caso le informazioni richieste non venissero raggiunte in questo lasso di tempo, la gran parte dei visitatori si dirige altrove. Questa tendenza si ripercuote su diversi settori del proprio business online.

Frequenza di rimbalzo

Il caricamento lento di un sito web determina un aumento della frequenza di rimbalzo, ovvero delle sessioni di una sola pagina aperte da un singolo utente. In particolare, sembra che i siti con tempi di caricamento superiori ai 5 secondi vedano una frequenza di rimbalzo del 40% più alta rispetto ad altri portali: questo significa che la gran parte degli utenti si collega all'homepage del sito, attende qualche secondo e poi si dirige su altre risorse. Riducendo il caricamento di un sito a circa 3 secondi, invece, tale frequenza viene letteralmente dimezzata.

Conversioni

Tempi di caricamento elevati, e una generale esperienza d'uso lenta per il sito, si traducono in un bassissimo numero di conversioni, ovvero di utenti che interagiscono attivamente con le proprie pagine. Le conversioni sono fondamentali per fidelizzare la propria utenza, nonché rappresentano un elemento abbastanza affidabile per comprendere quanto un brand, un prodotto o un servizio siano visti e apprezzati dai navigatori.

Effetti negativi su questo fronte si traducono in una crescita esponenziale della diffidenza dei clienti: di fronte a un'esperienza claudicante, i navigatori saranno portati a pensare che anche il prodotto sia di bassa qualità, per la scarsa cura con cui il sito è stato progettato.

SEO

In fase di webdesign i tempi di caricamento devono essere vagliati in modo certosino, ad esempio eliminando loader o immagini eccessivamente pesanti, poiché la lentezza di caricamento ha anche delle conseguenze in termini di SEO.

I principali motori di ricerca, Google fra tutti, tengono conto di una serie infinita di elementi per decidere il posizionamento di una pagina e, come facile intuire, fra questi vi è anche la snellezza e la velocità di caricamento. In un universo online sempre più ricco di alternative, la corsa alla prima pagina dei motori di ricerca è determinare nello stabilire il successo o il fallimento di un marchio: non basta, di conseguenza, ottimizzare i contenuti, serve anche una progettazione ad hoc.

Analisi e monitoraggio

Molti strumenti di monitoraggio e analisi, tra cui il classico Google Analytics, potrebbero non rilevare effettivamente tutti gli accessi al proprio sito in caso i tempi di caricamento fossero eccessivamente prolungati. Un problema non di poco conto, poiché è proprio in base a queste statistiche - dal numero di pagine viste a quello degli utenti unici - che vengono decise importanti strategie di business, quali gli investimenti pubblicitari. Si rischia, in altre parole, di spendere denaro inutilmente.

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