àˆ davvero ricco di spunti il lungo post di Jeff Gardner su Smashing Magazine. Tema centrale, a partire dal titolo, è quello del rapporto qualità /prezzo nel web design, ma qui voglio concentrarmi su un punto specifico, una questione su cui mi sono confrontato spesso con amici che lavorano in questo settore e che mi ha sempre incuriosito.

"Ma perché ti fai pagare a ore?" ho chiesto a tanti. A volte può essere conveniente, non ne dubito e non contesto, ma quasi mai ho ricevuto risposte convincenti. Secondo Gardner è un sistema che va bene in situazioni in cui c'è una correlazione diretta tra il tempo impiegato e quanto prodotto. Ma per il design?

A volte hai l'illuminazione e impieghi 2 ore per portare a termine il progetto. Altre volte devi lottare giorni e giorni con te stesso prima di ottenere qualcosa che sia lontanamente paragonabile ad un design decente. Nel primo caso un cliente non dovrebbe pagare quasi nulla, mentre nel secondo si ritrova a dover pagare molto più del giusto prezzo?

Le tariffe a ore sono scorrette, sia per il designer sia per il cliente.

Tutti d'accordo?

12 CommentiDi' la tua

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a ore, il cliente si assume la responsabilità  diretta delle proprie inefficienze, per cui va adottato come cautela se non si conosce il cliente o se si sa che non é organizzato

devsmt
devsmt

non posso non sottoscrivere questa considerazione di andrea... la aggiungo alle mie...

se faccio un marchio per il fruttarolo all’angolo se gli chiedo 100 euro é un furto, se lo stesso lavoro me lo chiede il signor coca cola se gli chiedo meno di 100.000 euro é mal pagato. perché in quel caso il nostro lavoro ha più valore, a parità  di tempo impiegato, perché genera indubbiamente più valore.

EsseZeta
EsseZeta

Concordo con il post. Il design a ore non é professionale. Se per un progetto impieghi tanto vorrà  dire che farai meglio la prossima volta, se impieghi poco vuol dire che sei stato bravo. Il cliente non paga per le ore, ma per il progetto; idee, velocità  e bravura permettono a un designer di migliorare le sue prestazioni e i suoi introiti, il tutto a vantaggio dei clienti che rimarranno sempre soddisfatti di un lavoro professionale!

gabriele
gabriele

@ andrea:

Altra cosa, il cliente deve farsi i cazzi suoi, sono io il designer e sono io che gli dico cosa gli serve. Al mio medico non mi sognerei mai di farmi una modifica alla diagnosi…
Santissima verità . Ti approvo in pieno. Noi siamo gli specialisti del nostro settore.

Paolo
Paolo

il cliente c'entra solo nella misura in cui può guadagnare dal tuo design, mi spiego, se faccio un marchio per il fruttarolo all'angolo se gli chiedo 100 euro é un furto, se lo stesso lavoro me lo chiede il signor coca cola se gli chiedo meno di 100.000 euro é mal pagato. perché in quel caso il nostro lavoro ha più valore, a parità  di tempo impiegato, perché genera indubbiamente più valore. Altra cosa, il cliente deve farsi i cazzi suoi, sono io il designer e sono io che gli dico cosa gli serve. Al mio medico non mi sognerei mai di farmi una modifica alla diagnosi...

andrea
andrea

il problema é far capire al cliente la differenza tra il design di qualità  e quello non di qualità , con la relativa differenza di prezzo.

Paolo
Paolo

"in generale, poi, ormai considero un dato di fatto che tendenzialmente le cose valgono quanto vengono pagate… per cui se fate un lavoro a un prezzo stracciato é molto facile che il cliente lo consideri un lavoretto da due soldi… fategli pagare una bella cifra (che non vuol dire gonfiare, ma vuol dire assolutamente niente di meno del dovuto) e si disporrà  come nei confronti di un affare di un certa rilevanza…" Sante parole!!! Pienamente d'accordo

Aerendir
Aerendir

La mia opinione é che i costi debbano essere quantificati in base al progetto. Poi siamo noi che dobbiamo fare le stime. Nei contratti però va ben chiarito che cambi di specifiche o rallentamenti dovuti al cliente possono far crescere il costo dell'opera.

Maurizio
Maurizio

Quoto il #2. La parte visuale deve essere un forfettario (ad esempio tot euro per 1 bozza grafica + 1 di correzione)che poi puo' sfociare in extra a seconda delle voglie del cliente. L'effettiva realizzazione poi dell'applicazione non dico a ore, ma un occhio esperto capisce subito dal progetto quanto sarà  il costo finale. Aggiungiamoci anche le probabili deviazioni per i tarli del cliente. Fatturare le letture hobbistiche e le risorse di formazione che spendiamo per migliorare mi sembra un po' assurdo : ) , poi é chiaro che i costi del nostro lavoro vanno valutati anche in ottica di esperienza, e crescono pertanto con il progredire delle nostre capacità .

Ale
Ale

per i miei compensi io ho imparato a ragionare così: se di tariffa a ore si tratta... metto in conto una parte delle tante (tantissime) ore di formazione che fanno di me ciò che sono... quindi se in due ore cavo fuori il design azzeccato il costo della mia prestazione non é la tariffa oraria per due... ma di più... molto di più... (ad esempio bisogna o no considerare il costo dell'ultimo libro di Saviano che ho comprato e del tempo impiegato a leggerlo e che mi ha reso migliore e più capace di azzeccare il design in due ore... certo che sì...) in generale, poi, ormai considero un dato di fatto che tendenzialmente le cose valgono quanto vengono pagate... per cui se fate un lavoro a un prezzo stracciato é molto facile che il cliente lo consideri un lavoretto da due soldi... fategli pagare una bella cifra (che non vuol dire gonfiare, ma vuol dire assolutamente niente di meno del dovuto) e si disporrà  come nei confronti di un affare di un certa rilevanza... buona giornata...

EsseZeta
EsseZeta