Il costo del buon design

mercoledì 15 luglio 2009 - 8:14

di Cesare Lamanna

àˆ davvero ricco di spunti il lungo post di Jeff Gardner su Smashing Magazine. Tema centrale, a partire dal titolo, è quello del rapporto qualità /prezzo nel web design, ma qui voglio concentrarmi su un punto specifico, una questione su cui mi sono confrontato spesso con amici che lavorano in questo settore e che mi ha sempre incuriosito.

Ma perché ti fai pagare a ore?” ho chiesto a tanti. A volte può essere conveniente, non ne dubito e non contesto, ma quasi mai ho ricevuto risposte convincenti. Secondo Gardner è un sistema che va bene in situazioni in cui c’è una correlazione diretta tra il tempo impiegato e quanto prodotto. Ma per il design?

A volte hai l’illuminazione e impieghi 2 ore per portare a termine il progetto. Altre volte devi lottare giorni e giorni con te stesso prima di ottenere qualcosa che sia lontanamente paragonabile ad un design decente. Nel primo caso un cliente non dovrebbe pagare quasi nulla, mentre nel secondo si ritrova a dover pagare molto più del giusto prezzo?

Le tariffe a ore sono scorrette, sia per il designer sia per il cliente.

Tutti d’accordo?

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Categoria: Lavoro | Commenta

Commenti per Il costo del buon design

Io lo chiamo valore commerciale. Il design non lo vendi al Kg e quindi bisogna inventarsi un tariffario basato sul valore di mercato che normalmente un servizio simile ha.

Naturalmente il prezzo sarà  più o meno alto a seconda della qualità , originalità  e dell’oggettiva bellezza di quanto fatto ma visto che il prezzo si decide prima della realizzazione ci si basa sulle precedenti esperienze.

E poi diciamola tutta, se logo da urlo te lo realizza l’agenzia “dal dei tali” lo puoi pagare anche 3 volte quello che un freelance affermato può chiedere.

Da questo si capisce che una tariffa ad ora non tiene in considerazione del reale valore di quanto realizzato.

# - Postato da TaTaC 15 luglio 2009 alle 09:35

Be’, concordo col commento precedente… però andrebbe scomposto il processo di produzione del sito web. Esempio:

- logo e visual design: costo forfettario, a volte va bene altre va male…
- information architecture: costo forfettario
- sviluppo (css, php ecc.): a ore

poi é vero che di agenzia in agenzia il costo varia

# - Postato da Andrea Crevola 15 luglio 2009 alle 10:55

per i miei compensi io ho imparato a ragionare così:

se di tariffa a ore si tratta… metto in conto una parte delle tante (tantissime) ore di formazione che fanno di me ciò che sono…
quindi se in due ore cavo fuori il design azzeccato il costo della mia prestazione non é la tariffa oraria per due… ma di più… molto di più… (ad esempio bisogna o no considerare il costo dell’ultimo libro di Saviano che ho comprato e del tempo impiegato a leggerlo e che mi ha reso migliore e più capace di azzeccare il design in due ore… certo che sì…)

in generale, poi, ormai considero un dato di fatto che tendenzialmente le cose valgono quanto vengono pagate…
per cui se fate un lavoro a un prezzo stracciato é molto facile che il cliente lo consideri un lavoretto da due soldi…
fategli pagare una bella cifra (che non vuol dire gonfiare, ma vuol dire assolutamente niente di meno del dovuto) e si disporrà  come nei confronti di un affare di un certa rilevanza…

buona giornata…

# - Postato da EsseZeta 15 luglio 2009 alle 11:02

Quoto il #2.
La parte visuale deve essere un forfettario (ad esempio tot euro per 1 bozza grafica + 1 di correzione)che poi puo’ sfociare in extra a seconda delle voglie del cliente.
L’effettiva realizzazione poi dell’applicazione non dico a ore, ma un occhio esperto capisce subito dal progetto quanto sarà  il costo finale.
Aggiungiamoci anche le probabili deviazioni per i tarli del cliente.
Fatturare le letture hobbistiche e le risorse di formazione che spendiamo per migliorare mi sembra un po’ assurdo : ) , poi é chiaro che i costi del nostro lavoro vanno valutati anche in ottica di esperienza, e crescono pertanto con il progredire delle nostre capacità .

# - Postato da Ale 15 luglio 2009 alle 11:52

La mia opinione é che i costi debbano essere quantificati in base al progetto. Poi siamo noi che dobbiamo fare le stime.

Nei contratti però va ben chiarito che cambi di specifiche o rallentamenti dovuti al cliente possono far crescere il costo dell’opera.

# - Postato da Maurizio 15 luglio 2009 alle 11:53

“in generale, poi, ormai considero un dato di fatto che tendenzialmente le cose valgono quanto vengono pagate…
per cui se fate un lavoro a un prezzo stracciato é molto facile che il cliente lo consideri un lavoretto da due soldi…
fategli pagare una bella cifra (che non vuol dire gonfiare, ma vuol dire assolutamente niente di meno del dovuto) e si disporrà  come nei confronti di un affare di un certa rilevanza…”

Sante parole!!! Pienamente d’accordo

# - Postato da Aerendir 16 luglio 2009 alle 14:55

il problema é far capire al cliente la differenza tra il design di qualità  e quello non di qualità , con la relativa differenza di prezzo.

# - Postato da Paolo 16 luglio 2009 alle 15:01

il cliente c’entra solo nella misura in cui può guadagnare dal tuo design, mi spiego, se faccio un marchio per il fruttarolo all’angolo se gli chiedo 100 euro é un furto, se lo stesso lavoro me lo chiede il signor coca cola se gli chiedo meno di 100.000 euro é mal pagato. perché in quel caso il nostro lavoro ha più valore, a parità  di tempo impiegato, perché genera indubbiamente più valore.
Altra cosa, il cliente deve farsi i cazzi suoi, sono io il designer e sono io che gli dico cosa gli serve. Al mio medico non mi sognerei mai di farmi una modifica alla diagnosi…

# - Postato da andrea 18 luglio 2009 alle 03:12

@ andrea:

Altra cosa, il cliente deve farsi i cazzi suoi, sono io il designer e sono io che gli dico cosa gli serve. Al mio medico non mi sognerei mai di farmi una modifica alla diagnosi…

Santissima verità . Ti approvo in pieno. Noi siamo gli specialisti del nostro settore.

# - Postato da Paolo 18 luglio 2009 alle 14:19

Concordo con il post. Il design a ore non é professionale. Se per un progetto impieghi tanto vorrà  dire che farai meglio la prossima volta, se impieghi poco vuol dire che sei stato bravo. Il cliente non paga per le ore, ma per il progetto; idee, velocità  e bravura permettono a un designer di migliorare le sue prestazioni e i suoi introiti, il tutto a vantaggio dei clienti che rimarranno sempre soddisfatti di un lavoro professionale!

# - Postato da gabriele 19 luglio 2009 alle 00:20

non posso non sottoscrivere questa considerazione di andrea… la aggiungo alle mie…

se faccio un marchio per il fruttarolo all’angolo se gli chiedo 100 euro é un furto, se lo stesso lavoro me lo chiede il signor coca cola se gli chiedo meno di 100.000 euro é mal pagato. perché in quel caso il nostro lavoro ha più valore, a parità  di tempo impiegato, perché genera indubbiamente più valore.

# - Postato da EsseZeta 19 luglio 2009 alle 01:49

a ore, il cliente si assume la responsabilità  diretta delle proprie inefficienze, per cui va adottato come cautela se non si conosce il cliente o se si sa che non é organizzato

# - Postato da devsmt 20 luglio 2009 alle 10:05

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