Legge Stanca: punto di arrivo o di partenza?
Martedì 11 Ottobre 2005 - 09:00
di Francesco de Francesco

No, non vorrei per lennesima volta tentare di convincere qualcuno di quanto siano importanti lusabilità, laccessibilità, così come non vorrei spiegare cosa dice la Legge Stanca, ormai conosciuta da tutti gli addetti ai lavori.
Vorrei attirare la vostra attenzione, invece, su un altro aspetto. Molti credono che la Pubblica Amministrazione sia indietro sulla tecnologia, sui metodi e sulla professionalità e la cosa a volte può essere vera (almeno per certi settori).
La P.A. e le sue collegate (ASL, scuole, ecc.), però, sono il principale cliente di molte aziende ed in qualche modo influiscono sulla trasformazione del tessuto professionale e sui metodi di produzione.
Per intenderci. Possiamo anche ritenere che lusabilità e laccessibilità siano poco importanti (io no, please!), ma se la P.A. dice che da domani i suoi siti debbono esserlo, cè poco da fare. Se vuoi vendere siti alle sue organizzazioni ed ai suoi enti, dovrai farli così.
La Legge Stanca inizia con un articolo che personalmente trovo bellissimo: 1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.
Dato che la P.A. si sta un po alla volta attrezzando perché i siti siano realmente navigabili da chiunque, gli enti e le organizzazioni collegate si allineeranno.
Le società di web design dovranno necessariamente dividersi in due grandi categorie: quelle che fanno i siti come gli pare e che vendono solo ad aziende e/o organizzazioni senza vincoli di usabilità ed accessibilità; quelle che realizzano siti per chi vuole soddisfare la Legge Stanca.
È un errore credere di non essere coinvolti perché non realizzano siti per la P.A. Presto o tardi questi (o vincoli simili a questi) saranno i requisiti di tutti i siti di un certo peso.
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Commenti
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Io ho l’utopistica - ad oggi - convinzione che TUTTI i siti debbano essere accessibili. Ricordo un esempio che mi colpì tempo fa.
Credere che un sito che tratta di videogame non debba essere accessibile perchè le persone non vedenti o con difficoltà motorie non sono in grado di giocare con i videogame è sbagliato. Che dire se la mamma (non vedente) di un ragazzo vuole informarsi su una lista di giochi per capire quale possa essere quello che più interessa al figlio?
Questo è solo uno di infiniti esempi, giusto per sottolineare che noi non possiamo sapere in che modo saranno usate le informazioni che pubblichiamo. E soprattutto, guardando al futuro del web, non sappiamo da che dispositivo essere saranno visualizzate/utilizzate.
In vista di un web migliore e più intelligente (mi pare che ci stiamo avvicinando) e di progetti come il Web Semantico, la miglior pianificazione e la miglior ponderazione nella costruzione di strutture di markup dovrebbero essere fonte di riflessione e approfondimento per i progettisti.
# - postato da Piero Fissore - 11 Ottobre 2005 - 09:47
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Ma qual’e’ il problema ?
Noi liberi professionisti (che per sopravvivere siamo “costretti” ad essere sempre preparati ed aggiornati) non possiamo fare siti per la P.A. perche’ come tali non abbiamo la possibilità di partecipare alle gare di appalto.
Ma chi le fa queste gare di appalto ?
Spesso aziende che si occupano di siti ma che per fare prezzi “bassi” al fine di aggiudicarsi le gare di appalto non hanno, quasi sempre, personale veramente competente (un professionista costa di piu’ di un inesperto … solo che un professionista da solo puo’ affrontare problematiche complesse in meno tempo di due poco competenti che costano, assieme, più del professionista … ma che, assieme, non sono in grado di affrontare le suddette problematiche … bella l’economia!?! … chissà perché l’ IT italiana é così in crisi … ) .
Le big in grado di soddisfare i requisiti hanno tanto personale e molto competente ma non sono sempre loro a fare i siti per le P.A. poicé sono big e non sempre riescono ad essere abbastanza competitive.In questa zona (Marche) 3/4 dei siti delle P.A. sono assolutamente inaccessibili e irrispettosi di tale legge, molte aziende hanno dipendenti che usano DreamWeaver o altri piu’ blasonati e non sanno ripulire (o scrivere) mezza linea di codice a mano e credono che Java sia il JavaScript perche’ ? … perche’ pappa pronta programmino gli ha fatto trovare un posto di lavoro ma non l’ha mai aggiornato al web di questi anni.
A conti fatti, una società come la Vodafone, che tratta soprattutto comunicazione e servizi per telefonia mobile e che non ha nulla a che fare con la P.A. , ha investito per creare un sito il più accessibile possibile mentre chi ne ha veramente bisogno ha speso decine di migliaia di euro per un prodotto al limite del ridicolo.
Un esempio di quanto detto ?
Eccola, la pagina sull’ accessibilità del sito della Regione Marche:
http://www.regione.marche.it/v.....?CO_ID=223C’é da mettersi a ridere o da mettersi a piangere ?
Saluti a tutti quelli che rispettano gli standards, Andrea Giammarchi.
# - postato da andr3a - 11 Ottobre 2005 - 10:14
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Sono perfettamente d’accordo con Francesco.
Vorrei anche ricordare che non è affatto vero che un sito accessibile debba essere anche bruttino. Utilizzando bene i CSS e XHTML (anche Strict) si posso fare anche cose davvero interessanti.
Sono anche convinto che il ruolo della legge Stanca non sia soltanto quello permettere alla PA di avere prodotti accessibili, ma anche quello di contribuire alla diffusione del concetto di Web Semantico, così come altri soggetti lo fanno da tempo, dal W3C all’IWA, alle associazioni di disabili ecc.Usabilità ed accessibilità poi non sono solo una scelta tecnica, ma culturale.
Troppo spesso però si vedono interpretazioni abbastanza bizzarre di questi concetti. Mi riferisco per esempio alla questione Vodafone citata dall’amico Andra. E’ sicuramente lodevole il fatto che abbiano investito due centesimi per creare un prodotto accessibile, ma anche loro l’anno fatto con la classica scelta della doppia versione del sito, scelta comoda e di bassisimo costo.
Qual’è il problema di queste soluzioni?
E’ che spesso, risolvendo i problemi di accessibilità si aumentano esponenzialmente quelli di usabilità, e si introducono concetti discriminatori.
Si mette quindi in grande evidenza che esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Nel caso specifico, i cittadini di serie B che per loro sfortuna dovranno usare l’interfaccia accessibile, dovranno cercare l’accesso a quell’interfaccia dentro il mare di codice completamente inaccessibile (non è dichiarata neanche la versione di html utilizzata) della home page generale del sito.
Una volta entrati poi, scopriranno che i contenuti dei quella interfaccia sono completamente diversi da quella home page “vera”. Per esempio, all’interno del sito accessibile Vodafone non è possibile effettuare le ricariche. E che ci si va a fare nel sito accessibile a scoprire cos’è un SMS?Insomma, secondo me un progetto accessibile come quello di Vodafone non serve a niente, e a pensarici proprio bene mi sembra quasi una presa in giro. E’ inutile mostrare i loghetti del W3C e WCAG di tipo AAA: a cosa serve un sito accessibile senza contenuti?
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Andrea accennava al sito della regione Marche in cui l’accessibilita’ e’ pressoche’ sconosciuta.
Qui in Veneto non succede cosi’, infatti la nuova versione del sito della regione Veneto, in linea da giugno 2005, e’ accessibile (e’ stato utilizzato XHTML strict) e soddisfa ai 22 requisiti tecnici imposti dalla Legge Stanca ed in piu’ utilizza anche un CSS dedicato agli ipovedenti. L’abbiamo realizzato noi (una microazienda che si occupa esclusivamente di internet) in collaborazione con altri. Come vedi, Andrea, non e’ necessario essere *grandi* per fare certi lavori.
Per chi vuole visitarlo l’indirizzo e’ www.regione.veneto.it
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@ Fabrizio: riguardo Vodafone, alludevo allo sforzo di un’ azienda entertainment rispetto al niente proposto da molta P.A.
@ Paolo: fortunatamente ci sono aziende medio-piccole molto valide, voi ne siete un esempio lampante, il mio post era riferito soprattutto alla realtà della zona … che come avrai notato é al limite del tragico comico … o forse oltre quel limite. Anche le big, intendevo della zona, errore mio aver generalizzato.
Riguardo il sito, un buon lavoro, non é un capolavoro di layout ed usa abbastanza js, sicuramente un’altra galassia rispetto quello di questa regione. Bravi.# - postato da andr3a - 19 Ottobre 2005 - 01:53
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salve
non rispondo a nessuno in particolare dico solo che, come al solito, siamo un popolo di ladri, profittatori, truffatori e soprattutto furbi. E non solo, ma chi frega di più è considerato virtuoso e questo, lasciatemelo dire, si incarna mirabilmente nelle gesta del nostro capo del governo. Vuol dire che ce lo meritiamo. Torno all’argomento vero di questa discussione per dire che una legge, che è soprattutto una priorità culturale e sociale come mirabilmente annuncia Stanca nella sua legge La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici!! viene utilizzata soprattutto per mangiare, tracannare e divorare soldi pubblici. La piccola società che fa il sito accessibile all’amministrazione locale è purtroppo una rarità: l’accessibilità è ormai il grande business che pubblica amministrazione e le solite grandi società di ICT stanno perpetrando. Grossi affari dei più abili sulle spalle dei diversamente abili.# - postato da max - 19 Ottobre 2005 - 09:24







