Quando si parla della società di Mark Zuckerberg, infatti, bisogna considerare come il gruppo gestisca un nugolo ben nutrito di app e di servizi: oltre a Messenger, quest'ultimo integrato nello stesso Facebook, la compagnia possiede anche Instagram e WhatsApp. Che fare, di conseguenza, in caso si volesse passare a servizi concorrenti? Di seguito, qualche consiglio sulla messaggistica e sui social più propriamente intesi.

Servizi di messaggistica

Messenger e WhatsApp rappresentano di certo due risorse largamente impiegate per comunicare facilmente con i propri contatti, sia da desktop che da mobile. Le alternative di certo non mancano, anche se non sempre possono garantire la stessa immediatezza d'uso. L'app più famosa è certamente Telegram, software praticamente sovrapponibile a WhatsApp nelle funzioni, nonché dotato di supporto per la cifratura end-to-end.

Grande interesse ha suscitato anche Signal, sebbene la sua diffusione non sia massiccia, applicazione che garantisce il massimo della privacy, ma senza tutte le funzioni di Telegram e WhatsApp. Sia su App Store che Google Play sono comunque disponibili le più svariate app di messaggistica, sebbene non sempre viene garantito un elevato livello di sicurezza, né di protezione dei dati personali. Per qualche tempo anche Kik ha riscosso un certo successo, ma oggi sembra essere stato superato da altre proposte.

Per gli utenti Apple, nel frattempo, la soluzione più comoda ed efficace è iMessage: oltre a garantire le medesime funzioni dei rivali, e qualche utilità in più, il servizio è integrato direttamente in iOS e macOS e garantisce la privacy grazie alla cifratura end-to-end.

Social network

Sono numerosi i social network alternativi a Facebook, anche se molti garantiscono funzionalità diverse e una modalità d'uso differenziata. Il più famoso è certamente Twitter, anche se dalla natura abbastanza lontana dalla creatura di Mark Zuckerberg: i messaggi sono molto più brevi, le feature multimediali più ristrette. Il social del cinguettio è più orientato alla comunicazione immediata e repentina, anziché alla costruzione di una propria "casa social" - un diario digitale - della propria presenza online.

Di recente si è parlato molto di Vero, un social network app-based privo di pubblicità e dall'alto livello di privacy: il servizio, infatti, non si alimenta tramite la pubblicità bensì in base al numero degli iscritti. Diaspora è stato il primo progetto a entrare in diretta competizione con Facebook offrendo un luogo basato sulla minore invasività possibile per l'utente, scelta poi abbracciata anche da Ello.

Per chi cercasse, invece, un'esperienza a metà strada tra Facebook e Instagram, la soluzione ideale potrebbe essere Path.

Vi è però una doverosa considerazione da aggiungere: per quanto i livelli di protezione della privacy possano essere anche largamente variegati, ciò che rende un social network interessante sono le persone che lo abitano. E, su questo fronte, Facebook può contare sul più ampio bacino di utenti a livello mondiale. Si riuscirà di certo a costruirsi una nutrita base di contatti anche su piattaforme meno conosciute, ma se il proprio obiettivo fosse la promozione o il passaparola, Facebook e i suoi servizi rimangono per ora irrinunciabili.

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