Se ne è occupato in questi giorni Jeffrey Way, l'editor di Nettus+, proponendo una tavola di conversione. Quello che colpisce maggiormente, specie nell'articolo nel quale Way spiega i dettagli di questa "traduzione", sono due fattori, spesso sottovalutati.
Il primo è che una libreria come jQuery non serve solo a rendere più intuitivo il traversing o la creazione di animazioni, ma anche (e soprattutto, per certi versi), a scavalcare le ancora corpose differenze fra un browser e un altro, consentendoci di non creare funzioni piuttosto complesse per tenere conto delle diverse API, ad esempio per gli eventi (addEventListener contro il vecchio attachEvent di Internet Explorer) e per tutte le operazioni AJAX.

In secondo luogo, il confronto è meno sfavorevole per JavaScript se abbiamo a disposizione le nuove Selectors API (non compatibili con Internet Explorer 7 e precedenti), tanto da rendere la versione nativa davvero competitiva con quella di jQuery. Metodi come querySelector e classList sembrano quasi presi da una libreria moderna. Allo sviluppatore la scelta, tenendo comunque presente che jQuery garantisce una completa compatibilità  (a prezzo di un overhead, ovviamente), e che creare oggetti jQuery consente di avere a disposizione un arsenale di metodi (comprese le famose animazioni) che diversamente dovremmo programmarci a partire da zero.

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Ho avuto la fortuna di imparare prima JavaScript e poi i vari framework e devo dire che é di super aiuto anche per i siti con script più complessi dove sono "costretto" a utilizzare jQuery, MooTools & Co.

Mattia
Mattia