Ovviamente questa domanda riguarda solo le partite IVA... Ebbene se avete una partita IVA e vendete qualcosa online dovete per forza di cose emettere un documento che attesti la vendita (e quindi giustifichi l'incasso), ma non è detto che debba essere per forza una fattura.

Prima di analizzare le alternative dobbiamo fare però un paio di premesse importanti.

  1. Se il cliente richiede la fattura dovete emetterla. In tal caso non c'è scelta. Però il cliente deve richiedere la fattura al momento dell'acquisto, perché se la richiede dopo potreste rifiutarvi di fargliela (anche se il mio consiglio è quello di accontentare sempre il cliente, altrimenti è probabile che lo perderete). Ovviamente solo un'altra partita IVA può richiedervi obbligatoriamente la fattura.
  2. Bisogna distinguere tra vendite online "dirette" (di prodotti e servizi scaricabili, o comunque ottenibili immediatamente dal cliente), e vendite "indirette" (in cui la merce viene spedita dopo l'acquisto). Infatti nel secondo caso è necessario anche un documento di trasporto.

Pertanto nel caso di vendite dirette, ovvero senza spedizione, non serve nemmeno il documento di trasporto. A questo punto, se il cliente non chiede fattura, in teoria potreste limitarvi a registrare la vendita sul registro dei corrispettivi. Fate caso ad esempio a quando voi stessi acquistate un software (un gioco, un'App..) per uso personale: in genere in questi casi non ricevete nessuna fattura, nessuna ricevuta fiscale, ma solo la comunicazione dell'avvenuto acquisto.

Tuttavia non emettere fattura significa anche non poter emettere eventuale nota di credito (ad esempio per un reso) e non poter scaricare l'IVA. Pertanto in caso di vendita ad altre partite IVA l'emissione della fattura è comunque utile.

Se invece vendete un oggetto online e dovete spedirlo è necessario un documento di trasporto. Se non emettete la fattura dovrete emettere la cosiddetta "bolla di accompagnamento". A quel punto forse conviene emettere una fattura accompagnatoria piuttosto che una bolla di accompagnamento...

Certo la bolla di accompagnamento ha un vantaggio: non richiede il codice fiscale in caso di vendita a privati. Infatti per emettere fattura ad un privato bisogna inserire in fattura il codice fiscale, e la richiesta dell'inserimento obbligatorio del codice fiscale potrebbe essere un ostacolo alla vendita. Quindi in quel caso potreste scegliere di non richiederlo, e di emettere solo la bolla di accompagnamento per la spedizione dell'oggetto (ricordandovi sempre di registrare la vendita nel registro dei corrispettivi).

Sia chiaro: lo scontrino fiscale non è utilizzabile come alternativa al documento di trasporto, perché in esso non è indicato né il destinatario, né la destinazione della merce (che invece si possono indicare in una fattura accompagnatoria).

Quindi in sintesi:

  1. se il cliente è una partita IVA e vi richiede la fattura dovete emetterla (sempre che il prodotto/sevizio che vendete sia acquistabile da un'azienda!);
  2. se l'oggetto che vendete non deve essere spedito potete non inviare alcun documento al cliente, se non la conferma dell'avvenuto acquisto, e potete limitarvi a registrare la vendita nel registro dei corrispettivi;
  3. se invece l'oggetto va spedito dovete accompagnarlo con una bolla o una fattura accompagnatoria;
    • scegliendo di accompagnarlo con fattura dovete richiedere obbligatoriamente al cliente il suo codice fiscale;
    • scegliendo invece di accompagnarlo con una bolla potete non richiedere il codice fiscale, non emettere la fattura, e limitarvi a registrare la vendita nel registro dei corrispettivi.

Ovviamente queste regole sono suscettibili di variazioni in futuro (purtroppo in Italia cambiano spesso...).

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