Gli ultimi post di Edit
Windows Azure farcito di open source: aggiunti Node.js, MongoDB, e Hadoop
Mercoledì 14 Dicembre 2011 - 09:28
di Matteo Scotuzzi

Aggiornamento importante quello annunciato da Microsoft per la sua piattaforma di cloud computing Windows Azure, che punta a conquistare i fan delle tecnologie più in vista del momento, senza ovviamente lasciare a bocca asciutta i clienti Windows più tradizionali.
Se infatti pensiamo a progetti come Node.js, Hadoop e MongoDB (tutti integrati in Azure con questo update) il deploy in ambiente Microsoft non è esattamente la prima soluzione che può venire in mente, anche per incompatibilità tecniche di soluzioni create pensando al mondo Unix.
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Convegno “OpenPA 2011: Pubblica Amministrazione aperta e-inclusiva”
Venerdì 28 Gennaio 2011 - 09:36
di Claudio Garau

L’11 marzo 2011 si svolgerà a Bologna, presso l’Hotel UNAWAY sito in Piazza della Costituzione 1, il convegno denominato “OpenPA 2011: Pubblica Amministrazione aperta e-inclusiva”, un’iniziativa promossa per
Favorire il dibattito sul tema della e-inclusion e incentivare il riuso di progetti ed esperienze in cui la tecnologia è di supporto nel superamento di barriere nella società dell’informazione.
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Webinos, la cross-platform europea
Venerdì 19 Novembre 2010 - 09:54
di Marco Lecce

webinos è un progetto europeo per lo sviluppo di una piattaforma Web open source che permetta la condivisione e la fruizione di applicazioni e servizi Web sui device più diffusi, tra cui ad esempio PC, home TV e mobile.
Il progetto è ovviamente molto ambizioso, come dimostrano il costo previsto (14 milioni di euro) e l’elenco dei partner, tra cui spiccano il W3C, Samsung Electronics (UK) Ltd, Deutsche Telekom (DE), University of Oxford (UK),Politecnico di Torino, Università di Catania).
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Joomla! 1.6 è un passo in avanti?
Venerdì 25 Giugno 2010 - 08:19
di Marco Lecce

Da circa un mese è stata rilasciata la versione beta di Joomla!, il famoso CMS open source. Le aspettative intorno a questa nuova release erano alte, viste anche le ultime versioni di prodotti che possiamo considerare concorrenti, come Drupal o l’ultima release di Wordpress (la stable 3.0).
Le caratteristiche su cui ha puntato il team di sviluppo di Joomla! sono principalmente quattro:
- È stato migliorato il sistema di controllo degli accessi
- E stata migliorata la gestione dell’albero delle categorie
- Semplificazione del processo di aggiornamento delle estensioni
- Migliorato il supporto ai layout semantici XHTML
Non so se le aspettative della maggior parte degli utenti e degli sviluppatori che lavorano con questa piattaforma saranno soddisfatte, ma devo ammettere che leggendo le principali novità sono rimasto un po’ perplesso.
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Adobe rilascia la prima versione dello Strobe Media Playback
Venerdì 4 Giugno 2010 - 08:08
di Davide Beltrame

Il 2 Giugno Adobe ha rilasciato la prima versione “preview” dello Strobe Media Playback all’interno degli Adobe Labs e sul sito dell’Open Source Media Framework.
Adobe accompagna il rilascio con questa descrizione:
Lo Strobe Media Playback è un player multimediale pare del progetto Open Source Media Framework (OSMF) che può essere facilmente integrato nel proprio sito web essendo distribuito nel formato SWF.
Lo Strobe Media Playback è quindi ideale per i blogger, piccole imprese e siti industriali che vogliono fornire la miglior esperienza video possibile sul web. Lo Strobe Media Playback gestisce tutte le complesse operazioni di connessione alla propria sorgente video, offrendo all’utente finale una fruizione di alta qualità del video, con un’interfaccia completamente controllabile.
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Science Books Online: la biblioteca scientifica open
Mercoledì 31 Marzo 2010 - 08:10
di Marco Lecce

Per chi è alla ricerca di libri su argomenti avanzati in ambito scientifico e tecnologico, http://www.sciencebooksonline.info/ è il sito che sta cercando.
Da questo portale infatti è possibile scaricare centinaia di ebook, documenti, testi e saggi sui principali settori scientifici: informatica, robotica, intelligenza artificale, ma anche biologia, scienza della terra, matematica, medicina, fisica, e molto altro ancora; tutto rigorosamente open.
Tutto il materiale è direttamente scaricabile dal sito ed assolutamente free: i rispettivi autori ed editori infatti ne hanno concesso la libera pubblicazione.
Un link che deve sicuramente trovare posto tra i nostri preferiti.
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PHP e il web semantico
Lunedì 29 Marzo 2010 - 08:08
di Marco Lecce

Sono in molti a pensare che le tecnologie semantiche rivoluzioneranno il web e il nostro modo di concepire tutti i servizi forniti attraverso la rete, Tim Berners-Lee in primis.
In rete sono disponibili diversi framework o API che possono aiutare lo sviluppatore a manipolare le triple in RDF o a gestire un inference engine per le entità OWL. Per quanto riguarda l’ambiente PHP, i due principali progetti dedicati sono RAP e ARC2.
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Più cultura (open) per tutti
Mercoledì 17 Marzo 2010 - 07:53
di Marco Lecce

Il web diffonde cultura. E ciò che si può apprendere dalla rete non ha nulla da invidiare ai corsi tenuti nelle più importanti università del mondo. Lo dimostra un servizio web che prende il nome di “Open Culture” disponibile all’indirizzo http://www.openculture.com/.
L’obiettivo di questo progetto è quello di centralizzare la maggior parte dei canali disponibili sul web che forniscono cultura ad altissimo livello. Tutto assolutamente e rigorosamente open.
Abbiamo quindi a disposizione corsi di biologia tenuti all’università di Yale, con tanto di video delle lezioni, slide e audio libri. Possiamo seguire le lezioni di robotica o di intelligenza artificiale dell’università di Stanford, o ancora scegliere tra oltre 200 corsi universitari.
Possiamo seguire le lezioni per lo studio del cinese, dell’arabo, o scaricare delle audio lezioni per migliorare il nostro inglese, magari da ascoltarci in macchina mentre andiamo al lavoro.
La quantità ma soprattutto la qualità delle informazioni disponibili fanno di questo portale una risorsa che non può mancare tra i nostri preferiti.
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Go, Google, Go!
Martedì 9 Marzo 2010 - 08:19
di Marco Lecce

Gli sviluppatori di Google non si fermano mai: anche nel tempo libero progettano, analizzano e creano. E, come nel caso del linguaggio di programmazione Go, a volte queste creazioni rientrano in disegni più grandi e diventano delle vere e proprio piattaforme.
Go è il linguaggio di programmazione open source sviluppato a Mountain View. Nato da un’idea di Ken Thompson, Russ Cox, Robert Griesmer e Rob Pike, Go vuole essere un nuovo strumento di sviluppo per semplificare la vita dei programmatori. L’obiettivo dei quattro ricercatori, che hanno curato il progetto inizialmente come hobby, era quello di creare un linguaggio che potesse fornire la sicurezza e la rapidità dei linguaggi compilati come C o C++ e le performance di sviluppo di un linguaggio dinamico come ad esempio Python.
Go è stato rilasciato ufficialmente alla fine del 2009, e attualmente non è disponibile su piattaforme Windows, ma solo su sistemi Unix-based (Unix, Mac OSX, BSD). Il sito ufficiale per ora è praticamente l’unica risorsa disponibile per avere informazioni più specifiche circa le caratteristiche e il funzionamento base di questa nuova tecnologia.
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L’open source come attrattiva
Mercoledì 30 Settembre 2009 - 08:32
di Cesare Lamanna

Perché tante persone usano Gimp al posto di Photoshop? Perché in tanti trovano in Blender una buona alternativa a 3ds Max? Da una parte costose proposte commerciali, dall’altra valide opzioni gratuite e open source. Nei due casi che ho citato è probabilmente il gratuito a costituire l’attrattiva per la maggior parte degli utenti.
Ma prendiamo un altro esempio. Da una parte Google Analytics, dall’altra Piwik, una soluzione che si propone sin dalla home page come “alternativa open source a Google Analytics”. In questo caso il gratuito non fa la differenza.
Uno, quindi, potrebbe scegliere di optare per Piwik perché è una soluzione gestibile in proprio, con la possibilità di estendere le funzionalità di base, personalizzare l’interfaccia, crearsi plugin ad hoc per specifici task, etc. Ma mi viene un dubbio: potrebbe anche esserci qualcuno che lo sceglie per il solo e semplice fatto di recare il marchio di ‘open source’? In pratica, una scelta, perdonatemi la brutale semplificazione, ideologica. Quanto conta questo fattore nel momento in cui scegliete di adottare una soluzione open rispetto ad una proprietaria/commerciale?
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