Qualche mese fa lo chief arbiter dei Web standards Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web assieme a Robert Cailliau, ha dato il via libera al controverso nuovo standard per il Web DRM (Digital Restrictions Management) ovvero l'EME (Encrypted Media Extensions). Questa decisione ha subito suscitato l'ira della community open source che è assolutamente contraria a qualsiasi forma di DRM. (more...)

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Categoria: Web Standards

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Si può condividere o meno la recente decisione della Fondazione Mozilla di includere nel browser Firefox il supporto per lo standard EME (Encrypted Media Extensions) spianando di fatto la strada all'invadente DRM (Digital Rights Management), ma è molto probabile che la strada ormai intrapresa sia quella definitiva; la Foundation, che dopo la vicenda riguardante Brendan Eich non starebbe attraversando il suo periodo più fortunato, non avrebbe intenzione ad annullare quella che già di per sè non sarebbe stata una svolta indolore. (more...)

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Categoria: Software e Servizi

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Dopo un periodo di resistenza rivelatosi ora inutile, la Mozilla Foundation sembrerebbe aver ceduto alle pressioni delle majors cinematografiche e dei produttori di contenuti; le prossime release del browser Open Source Firefox dovrebbero infatti integrare il supporto per EME (Encrypted Media Extensions) accettando di conseguenza i vincoli del DRM (Digital Rights Management). (more...)

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Categoria: Software e Servizi

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Grassoccello, innamorato del computer, una vita immersa nel codice. E non sa neppure andare in bici, anche se ha ormai raggiunto l'età  matura. Il suo nome è Cody Brocious e Michael Robertson lo ha contattato per assumerlo nel gruppo degli anti-DRM di MP3Tunes. Brocious ha collaborato in passato con DVD Jon per progetti (vedi PyMusique) che vanno nella stessa direzione dei due futuri colleghi ed ora i tre potranno unire le forze nel fantomatico progetto "Oboe" di cui ancora non si sa nulla più del nome.Robertson dipinge nel suo Michael's Minute un quadretto quantomeno infantile del ragazzo: un DNA fatto di codice, una vita passata sulla tastiera, il permesso chiesto ai genitori ed il cambio improvviso di città  alla ricerca di un impiego alla corte di Robertson. Il suo blog è poco più che simbolico (pochissimi post da Luglio ad oggi), ma la sua attività  è frenetica soprattutto in collaborazione con l'altro più famoso So Sue Me di Jon Lech Johansen (il blog di DVD Jon, ove già  si parla di reverse engineering per quanto concernente iTunes 6)

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Categoria: Eventi e segnalazioni

Sembra che installare programmi di monitoraggio sul nostro computer sia una pratica che attrae molte software house. L'ultima a cascarci è però un'azienda che vende musica, la Sony. Un'eccellente analisi di Mark Russinovich, sviluppatore di Sysinternals, ha rivelato che installando il player utilizzato da Sony per riprodurre alcuni CD musicali sul PC, ci si trova installato sul computer addirittura un rootkit.Un rootkit è un programma utilizzato per nascondere agli occhi dell'utente le attività  di uno o più software. I rootkit sono di solito utilizzati per mascherare le azioni di uno spyware, di un logger di tastiera e di altri softwarini simili. Sono componenti decisamente intrusivi: modificano in profondità  le attività  del sistema operativo monitorando, filtrando e modificando ogni API in modo da ripulire ogni chiamata al sistema. Se un software è coperto da un rootkit non viene visualizzato né sfogliando l'hard disk, né visualizzando i processi in esecuzione e così via.Non è normale che per ascoltare un CD il sistema debba essere forzato ad operazioni così intrusive, ma è inaccettabile che tentando di rimuovere il rootkit, Windows faccia sparire il CD-Rom dalla lista dei drive installati. È proprio quello che è successo a Russinovich quando ha cercato di cancellare i riferimenti al software che, oltre a non essere citato nella End User License Agreement (EULA), non era provvisto di nessuno strumento tradizionale di disinstallazione.Sony utilizza un sistema sviluppato dalla First 4 Internet, una società  che vende sistemi di protezione per contenuti digitali normalmente riuniti sotto la denominazione DRM (Digital Right Management). "Non penso - conclude Russinovich - che si sia trovato il giusto equilibrio fra sistemi di protezione digitale e il loro legittimo uso. Questo è un chiaro caso in cui Sony ha spinto il DRM troppo in là ".

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Categoria: Sicurezza

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