di Cesare Lamanna 8 Commenti

Grazie a Lifehacker ho trovato un bel post che elenca una lista di servizi utili per abbreviare URL troppo lunghi. Personalmente ero fermo a Tinyurl. Ecco tutti quelli che ho scoperto (molti sono stati segnalati nei commenti):ShorlSnipurlNotlongTinypicDoiopLilurlMakeShorterLinkUno dei commenti pone anche un problema. Passando con il mouse su un link così abbreviato non si ha nessuna informazione sul sito di destinazione. Arriverà prima o poi qualcuno dei soliti noti a sfruttare questa cosa per fini poco nobili?

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di Cesare Lamanna 2 Commenti

Per la fine dell'estate dovrebbe essere disponibile la prima beta pubblica di Internet Explorer 7. Gli uomini del team di sviluppo di IE ricreato nei mesi scorsi stanno facendo sicuramente un bel lavoro, anche di comunicazione. L'idea di usare un blog per diffondere gli aggiornamenti e raccogliere feedback è stata eccellente.Vedremo se oltre al tabbed browsing e alla probabile inclusione di un lettore di feed RSS ci saranno novità anche nel supporto degli standard W3C. A leggere certi post, però, c'è da rimanere basiti. OK, IE7 non avrà il supporto nativo per la creazione di angoli arrotondati così come definito nella specifica CSS3 (non ancora ufficiale). Ma dire: "Ragazzi, non è un gran problema. Gli angoli arrotondati in Explorer li potete fare già oggi" e linkare questo articolo di MSDN, fa tanta tenerezza (a voler essere buoni).Inutile dire che il post ha generato un fiume di commenti tra l'indignato e il divertito. Qualcuno ha pure ricordato all'autore che esistono sistemi un po' meno complicati e soprattutto molto più efficienti e personalizzabili.

di Cesare Lamanna 5 Commenti

Qualche mese fa ho tradotto per PRO una serie di articoli di Peter-Paul Koch usciti originariamente su Digital Web Magazine. Uno di essi è dedicato ad un tema caro a PPK e ad altri sostenitori del cosiddetto Unobtrusive Javascript: la separazione del codice Javascript dalla struttura, ovvero dal codice HTML della pagina. La tesi di fondo è questa: a che serve creare documenti standard compliant, validi, con codice pulito e ben strutturato se poi lo si riempie di istruzioni Javascript che potrebbero invece essere tenute separate? Sia benvenuta allora Behaviour, una libreria creata da Ben Nolan che offre una soluzione semplice e indolore per ottenere la tanto agognata separazione. Tutto è ottenuto grazie all'uso dei selettori CSS: vengono usati per specificare gli elementi a cui aggiungere gli eventi Javascript. Ecco l'esempio di codice proposto da Nolan: <li> <a onclick="this.parentNode.removeChild(this)" href="#">Click me to delete me</a> </li> Una semplice lista in cui cliccando sul li lo si fa scomparire. Come si vede, l'istruzione Javascript è richiamata con l'evento onclick inserito in un a. Roba triviale e stravista. Usando Behaviour, invece, potremmo mantenere il codice molto più pulito: <ul id="example"> <li> <a href="/someurl">Click me to delete me</a> </li> </ul> OK, Javascript è scomparso, ma come richiamiamo la funzione? Basta creare un JS da collegare alla pagina in cui andremo a inserire una serie di regole, così: var myrules = { '#example li' : function(el){ el.onclick = function(){ this.parentNode.removeChild(this); } } }; Behaviour.register(myrules); Attenzione alla seconda riga. Mettendo all'inizio #example li aggiungo l'evento a tutti gli elementi li discendenti dell'ul con id 'example'. Per altre demo si può vedere questa pagina. La documentazione è scarna, ma le poche istruzioni d'uso presenti sono molto chiare e più che sufficienti per iniziare a sperimentare. Segnalo anche un articolo di Alessandro Fulciniti, ricchissimo di link e dedicato alle ultime evoluzioni di Javascript.