di Cesare Lamanna 21 Commenti

Chi ha provato anche solo a giocare con Javascript per manipolare il contenuto di elementi HTML presenti su una pagina, sa che prima o poi ci si imbatte nel dilemma: usare innerHTML o ricorrere a metodi più eleganti e standard compliant?Credo che questo articolo apparso su SlayerOffice possa rappresentare un'ottima guida per fare la scelta giusta. Oltre ad essere pieno di riferimenti a risorse esterne di grande interesse, è ben strutturato nella presentazione degli esempi. Propone infatti una serie di situazioni o casi specifici e per ciascuno presenta fianco a fianco la soluzione basata su innerHTML e quella DOM-based. Un metodo in grado di far emergere chiaramente i pregi e i limiti di questa proprietà  introdotta a suo tempo da Microsoft.

di Francesco de Francesco 6 Commenti

Mi capita spesso di fare ricerche che provocano lÂ’esposizione degli AdWords di Google, con messaggi sui quali ci sarebbe molto da dire.Altrettanto spesso mi sento dire che il Pay Per Click (PPC) non ha grandi ritorni di investimento.Vogliamo parlare un istante dei messaggi che accompagnano queste campagne? (more…)

di Marco Casario 2 Commenti

Visto l'interesse che anche in Italia gli sviluppatori stanno dimostrando intorno a questa tecnologia, ho pensato di creare uno User group dedicato proprio allo sviluppo di applicazioni Web 2.0 usando Ruby on Rails.Lo User Group è stato attivato usando i gruppi di Yahoo e ci permetterà  di discutere, chattare, scambiare file e organizzare eventi. Non mi resta che invitare alla partecipazione tutti coloro i quali fossero interessati a capire perchè usare (o non usare) questo framework nonché tutti gli sviluppatori che già  lo utilizzano:RubyOnRails Italy Come iscriversi :: Post message: rubyonrailsitaly@yahoogroups.com Subscribe: rubyonrailsitaly-subscribe@yahoogroups.com

E così la BMW è stata virtualmente massacrata da Google. Pagine eliminate dall'indice, reprimenda che ha fatto il giro delle testate online e qualche giorno di castigo prima di ripristinare la situazione. BMW, in pratica, avrebbe attuato sul proprio sito ogni sorta di trucco per riuscire a rimanere nelle posizioni di privilegio dell'indice: un po', un po', poi Google ha detto basta.Per BMW il danno non è da sottovalutare. Danno di immagine, ovvio. Ma danno derivato inoltre dal fatto di non avere le proprie auto online, perdendo così inevitabilmente clientela e "appeal" per qualche giorno. Non era forse meglio perdere qualche posizione o ideare un sistema innovativo per far parlare di sé? Non è forse meglio un ingegnere particolarmente fantasioso che non un reparto SEO oltremodo zelante? Poi però leggo che Google ha appena firmato un contratto estremamente interessante con Volkswagen, e mi vien da pensare male...

di Alessandro Fulciniti 3 Commenti

Nella serie dedicata alla "Grafica per blog con i CSS" (qui i link alla prima, seconda e terza parte) ho presentato alcuni modi per personalizzare titoli e commenti. Segnalo qui due risorse decisamente ispirate e accattivanti, ovvero Typography for headlines e Comment design showcase su Smiley Cat che contengono molti screenshot di questi due elementi di design importanti, con link ai siti da cui sono tratti. Davvero un lavoro certosino.

di Cesare Lamanna 3 Commenti

'Menu' (senza accento sulla -u, vi prego!) è storicamente una delle chiavi di ricerca più usate su HTML.it, ma ultimamente l'ho vista perdere colpi nella Top 10. Interesse sfumato? Tutto già  visto, tutto già  sentito? A prescindere, io la segnalazione la faccio: DOMscripting powered Panel Bar (qui il post di presentazione, qui la pagina con l'esempio completo e il link allo zip da scaricare con tutto il codice e le immagini usate).

Tags: , ,
di Cesare Lamanna 8 Commenti

Il tuo cellulare ha un pulsante verde e uno rosso. Quale scegli, istintivamente o in base alle tue precedenti esperienze, per accenderlo? Quello verde, ovviamente. Come reagisci, allora, quando scopri che il grazioso telefonino va in stato di On agendo su quello rosso?Parte da questo aneddoto la serie Great Design di Joel Spolsky, una lettura che, considerata la statura dell'autore, è vivamente consigliata.Per quanti hanno difficoltà  con l'inglese, c'è la possibilità  di attingere al wiki che ospita le traduzioni in una trentina di lingue di molti articoli di Spolsky. Alessandro Gentilini ha già  tradotto in italiano la bozza dell'introduzione. Buon lavoro e soprattutto grazie!

di Francesco de Francesco 2 Commenti

Con amici e colleghi che si occupano di web marketing, mi capita spesso di affrontare il seguente tema: nellÂ’ambito di un pay per visit o di un pay per performance o pay per action (chiamatelo come volete), quanto chiedo al cliente per una visita (o azione di altro tipo)?NellÂ’articolo Quanto sei disposto a spendere per un visitatore, affronto questo delicato tema, con una visione un poÂ’ diversa da quella di molti operatori del settore.In estrema sintesi: tu che vendi online, quanto guadagni per ogni vendita? Di questo guadagno, quanto saresti disposto a riconoscermi come quota, se ti porto nuovi clienti? Ovviamente parliamo di vendite, ma il concetto si applica a qualunque tipo di azione. In ogni caso, infatti, il proprietario del sito è disposto a considerare quanto vale per lui un visitatore che compia lÂ’azione stessa, indipendentemente dallo sforzo che noi dobbiamo fare per procurarglielo, ma piuttosto basata su cià che ci ricava lui.Ha ben riassunto il mio amico Francesco Mazza, con cui parlavo di questa cosa pochi giorni fa. – “Frà Â” – mi diceva – “vuoi dire che invece del SEO fai il commerciale del tuo cliente?” Esatto. Proprio così!

di Cesare Lamanna 3 Commenti

Jonathan Boutelle ha iniziato sul suo blog una serie di post dedicati agli AJAX Design Patterns, modelli di interazione basati su questo insieme di tecnologie in grado, rispetto al semplice HTML, di migliorare l'interfaccia di un sito o di risolvere specifici problemi di usabilità .Dopo il primo intervento dedicato ai Read/Write Div (le sezioni editabili come quella del meteto presente sulla home page personalizzata di Google), ha analizzato una soluzione relativa alla costruzione di un modulo di login/registrazione.Si tratta di quella implementata sul sito ZohoCRM, che pur non essendo 100% pure AJAX (non prevede nessuno scambio di dati con il server in modalità  asincrona), presenta comunque aspetti interessanti.Il problema è quello di conciliare il login degli utenti già  registrati con l'invito alla registrazione per i nuovi. Boutelle fa notare che, in genere, si sceglie uno tra due approcci alternativi:Privilegiare i nuovi potenziali iscritti ed evidenziare il form di registrazione, deviando gli utenti già  registrati su un'altra pagina per il loginPrivilegiare gli iscritti, fornendo agli altri un link ad un'apposita pagina di registrazione.Perché, a suo parere, l'idea di ZohoCRM funziona? Perché tiene entrambe le categorie sulla stessa pagina con una soluzione di semplicissima implementazione e senz'altro efficace.