E così la BMW è stata virtualmente massacrata da Google. Pagine eliminate dall'indice, reprimenda che ha fatto il giro delle testate online e qualche giorno di castigo prima di ripristinare la situazione. BMW, in pratica, avrebbe attuato sul proprio sito ogni sorta di trucco per riuscire a rimanere nelle posizioni di privilegio dell'indice: un po', un po', poi Google ha detto basta.Per BMW il danno non è da sottovalutare. Danno di immagine, ovvio. Ma danno derivato inoltre dal fatto di non avere le proprie auto online, perdendo così inevitabilmente clientela e "appeal" per qualche giorno. Non era forse meglio perdere qualche posizione o ideare un sistema innovativo per far parlare di sé? Non è forse meglio un ingegnere particolarmente fantasioso che non un reparto SEO oltremodo zelante? Poi però leggo che Google ha appena firmato un contratto estremamente interessante con Volkswagen, e mi vien da pensare male...

di Alessandro Fulciniti 3 Commenti

Nella serie dedicata alla "Grafica per blog con i CSS" (qui i link alla prima, seconda e terza parte) ho presentato alcuni modi per personalizzare titoli e commenti. Segnalo qui due risorse decisamente ispirate e accattivanti, ovvero Typography for headlines e Comment design showcase su Smiley Cat che contengono molti screenshot di questi due elementi di design importanti, con link ai siti da cui sono tratti. Davvero un lavoro certosino.

di Cesare Lamanna 3 Commenti

'Menu' (senza accento sulla -u, vi prego!) è storicamente una delle chiavi di ricerca più usate su HTML.it, ma ultimamente l'ho vista perdere colpi nella Top 10. Interesse sfumato? Tutto già  visto, tutto già  sentito? A prescindere, io la segnalazione la faccio: DOMscripting powered Panel Bar (qui il post di presentazione, qui la pagina con l'esempio completo e il link allo zip da scaricare con tutto il codice e le immagini usate).

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di Cesare Lamanna 8 Commenti

Il tuo cellulare ha un pulsante verde e uno rosso. Quale scegli, istintivamente o in base alle tue precedenti esperienze, per accenderlo? Quello verde, ovviamente. Come reagisci, allora, quando scopri che il grazioso telefonino va in stato di On agendo su quello rosso?Parte da questo aneddoto la serie Great Design di Joel Spolsky, una lettura che, considerata la statura dell'autore, è vivamente consigliata.Per quanti hanno difficoltà  con l'inglese, c'è la possibilità  di attingere al wiki che ospita le traduzioni in una trentina di lingue di molti articoli di Spolsky. Alessandro Gentilini ha già  tradotto in italiano la bozza dell'introduzione. Buon lavoro e soprattutto grazie!

di Francesco de Francesco 2 Commenti

Con amici e colleghi che si occupano di web marketing, mi capita spesso di affrontare il seguente tema: nellÂ’ambito di un pay per visit o di un pay per performance o pay per action (chiamatelo come volete), quanto chiedo al cliente per una visita (o azione di altro tipo)?NellÂ’articolo Quanto sei disposto a spendere per un visitatore, affronto questo delicato tema, con una visione un poÂ’ diversa da quella di molti operatori del settore.In estrema sintesi: tu che vendi online, quanto guadagni per ogni vendita? Di questo guadagno, quanto saresti disposto a riconoscermi come quota, se ti porto nuovi clienti? Ovviamente parliamo di vendite, ma il concetto si applica a qualunque tipo di azione. In ogni caso, infatti, il proprietario del sito è disposto a considerare quanto vale per lui un visitatore che compia lÂ’azione stessa, indipendentemente dallo sforzo che noi dobbiamo fare per procurarglielo, ma piuttosto basata su cià che ci ricava lui.Ha ben riassunto il mio amico Francesco Mazza, con cui parlavo di questa cosa pochi giorni fa. – “Frà Â” – mi diceva – “vuoi dire che invece del SEO fai il commerciale del tuo cliente?” Esatto. Proprio così!

di Cesare Lamanna 3 Commenti

Jonathan Boutelle ha iniziato sul suo blog una serie di post dedicati agli AJAX Design Patterns, modelli di interazione basati su questo insieme di tecnologie in grado, rispetto al semplice HTML, di migliorare l'interfaccia di un sito o di risolvere specifici problemi di usabilità .Dopo il primo intervento dedicato ai Read/Write Div (le sezioni editabili come quella del meteto presente sulla home page personalizzata di Google), ha analizzato una soluzione relativa alla costruzione di un modulo di login/registrazione.Si tratta di quella implementata sul sito ZohoCRM, che pur non essendo 100% pure AJAX (non prevede nessuno scambio di dati con il server in modalità  asincrona), presenta comunque aspetti interessanti.Il problema è quello di conciliare il login degli utenti già  registrati con l'invito alla registrazione per i nuovi. Boutelle fa notare che, in genere, si sceglie uno tra due approcci alternativi:Privilegiare i nuovi potenziali iscritti ed evidenziare il form di registrazione, deviando gli utenti già  registrati su un'altra pagina per il loginPrivilegiare gli iscritti, fornendo agli altri un link ad un'apposita pagina di registrazione.Perché, a suo parere, l'idea di ZohoCRM funziona? Perché tiene entrambe le categorie sulla stessa pagina con una soluzione di semplicissima implementazione e senz'altro efficace.

di Simone Carletti 5 Commenti

In questi giorni Google Analytics ha reso disponibili alcune novità  per i pochi eletti che sono riusciti ad attivare un account.Nel pannello dashboard sono ora comparsi due nuovi report: Conversion Summary e Site Overlay.Conversion Summary fornisce un report complessivo degli obiettivi impostati e dei valori di conversione raggiunti. àˆ possibile analizzare, per ciascun obiettivo, il numero di visitatori totali, il numero di visitatori che hanno raggiunto l'obiettivo impostato ed un calcolo percentuale che analizza le variazioni delle conversioni calcolate per il periodo temporale impostato.Molto più interessanti sono le funzionalità  offerte dal pannello Site Overlay. (more…)

di Marco Casario 20 Commenti

àˆ apparso oggi un articolo molto interessante sul futuro di Google nella sezione Money della CNN. Vengono tracciati quattro differenti scenari possibili: Scenario 1, anno 2025: Google è il Media. Grazie all'uscita di prodotti come Google Mobile, Google TV, Google Books, la società  rappresenterà  sempre di più l'aspetto mediatico su Internet. Scenario 2, anno 2015: Google è Internet. Wi-fi gratuito, una versione più veloce del browser web, il GBrowser e il GCube transformeranno lo scenario delle tecnologie e del linguaggio. Scenario 3, anno 2020: Google è morto. Come conseguenza alle intrusioni hacker e a cedimenti del motore di ricerca, Google lascia il posto a Microsoft. Scenario 4, anno 2105: Google è Dio. Questo è ovviamente lo scenario più roseo, quello in cui Google cambierà  la vita di tutti gli utenti Internet! L'articolo è molto completo e risulta di gradevole lettura. Non oso nemmeno pensare ad uno di questi scenari, ho deciso da tempo di vivere internet giorno per giorno.

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di Marco Casario 10 Commenti

Apple, Adobe, Microsoft e RealNetworks. Sono loro che lottano quotidianamente per cercare di affermare la propria tecnologia e il proprio formato video per lo streaming sul web.Purtroppo su questo argomento c'è molta ignoranza e alla fine una società  sceglie un formato piuttosto che un altro affidandosi esclusivamente alle simpatie dello sviluppatore o del partner tecnologico.àˆ uscito in questi giorni un articolo che consiglio a tutti, che effettua un confronto all'americana mettendo sul piatto della bilancia le varie caratteristiche di ogni streaming server : Screaming Streaming Media. Buona lettura !

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