di Francesco de Francesco 3 Commenti

Che volete farci? Lo so che molti lo trovano disdicevole, ma io i messaggi che compaiono sugli AdWords non riesco a non guardarli, anche se poi di click ne faccio raramente.Ecco alcune cose che considero negative.Una frase che in realtà  è semplicemente un insieme di parole separate da virgole. Non sanno fare di meglio? Noooo, qui non vado di sicuro.Un messaggio su un tema prettamente aziendale, senza il nome dellÂ’azienda! Mi pare una di quelle trappole che si usano per invogliare i malcapitati. Tentano di attirarti facendo leva sulla curiosità . Peccato che lo sanno tutti!Messaggio senza alcun collegamento con la chiave cercata. Uffa, questi stanno comprando di tutto? Un qualunque visitatore a loro va bene?Il messaggio porta ad un sito con ben poche relazioni con il testo. Esco dopo un decimo di secondi ed il webmaster ha speso soldi per nulla (e sul sito non cÂ’era neppure advertisement che giustificasse il richiamo nullo).Il messaggio è troppo generico. Non so cosa trovo o, peggio, ho la sensazione che troverà di tutto. Che faranno? Mi porteranno sulla home e dopo aver cercato sul motore, mi toccherà  rimettermi a cercare sul loro sito? Noooo, lasciamo stare, tanto ci sono parecchi altri siti da vedere.Un messaggio senza alcun carattere. Esattamente uguale a quello sopra ed a quello sotto. Perché dovrei “cliccare”?

Linux e XGL

15 Feb
di Gabriele Farina 16 Commenti

Più potente è il computer che ci troviamo di fronte, più ci viene voglia di spremere al massimo le sue potenzialità . E' un comportamento che pare insito nella società  moderna: perchè accontentarsi di un gioco con una buona grafica 2D quando posso stressare la macchina affinchè mi permetta di giocare partite con l'aspetto (quasi) fotorealistico ?Beh, dire che gli ambienti desktop di ultima generazione si avvicinino a questa filosofia poteva parere un'eresia. Dico poteva perchè con l'uscita di XGL i desktop enviroment per Linux non saranno più come prima. Chi ha bisogno di sfondi statici del desktop quando si possono avere strepitosi frattali 3D al loro posto ? E che dire dei desktop virtuali che è possibile navigare come se fossero renderizzati sulle pareti di un cubo ? Per non parlare degli effetti di trasparenza e movimento gommoso (che aggettivo orribile, ma rende l'idea) che è possibile applicare alle finestre, comprese quelle con contenuto in movimento come videogiochi o filmati video!XGL è un X Server (Daniele, grazie della correzione) per X windows sviluppato dalla Novell (prima che fosse rilasciato open source gli sviluppatori erano solo 2 ...) che utilizza OpenGL per il rendering, aggiungendo ottimi effetti grafici e raggiungendo una qualità  grafica molto alta.Sicuramente qualcosa di innovativo e bello da vedere (guardare per credere) ... se sarà  anche utile lo scopriremo in futuro ...

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di Cesare Lamanna 11 Commenti

Quando un sito si può definire sticky? Quoto da questo post apparso ieri sulla versione italiana di MasterNewMedia:Un sito web definito "sticky" è un sito che attrae gli individui e li incoraggia a ritornare. I siti "Sticky" contengono contenuti di alto valore che sono in relazione con gli interessi dei lettori.Un sito sticky è un sito che le persone desiderano visitare continuamente. Creando una user-experience le persone desiderano tornare e tutto questo aumenta lÂ’abilità  di catturare la fiducia del lettore che diventerà  il tuo migliore agente di marketing.Segue una lista commentata e corredata di esempi di idee in grado di farci ottenere l'agognato obiettivo.

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di Francesco de Francesco 6 Commenti

Ricollegandomi al post “Le caratteristiche di un sito aziendale”, proseguo il mio discorso mettendomi dalla parte dellÂ’utente. Cosa che non mi è troppo difficile, dato che per lavoro sono un visitatore accanito di siti aziendali altrui.Ripeto la premessa. Parliamo di siti aziendali.Scontato che deve esserci un profilo dellÂ’azienda, lÂ’illustrazione dei suoi prodotti e servizi ed unÂ’area news, che altro vorrei trovare? (more…)

di Cesare Lamanna 1 Commento

A suo modo è un evento unico, forse un segno dei tempi. Come annunciato da Jeffrey Veen in una mail agli attuali alpha tester e in un post sul blog di Google, il colosso di Mountain View ha acquistato MeasureMap, l'ottimo servizio di statistiche orientato ai blog sviluppato da Adaptive Path.Perché unico? Personalmente non ricordo acquisizioni di servizi ancora in versione alpha (la URL che uso per accedere alle statistiche di questo blog è http://alpha.measuremap.com) e privi di una vera base di utenti. Complimenti, comunque. Scontati i primi commenti: ci aspetta un'integrazione con i servizi di Blogger? e come si coniugherà  con Google Analytics?

di Alessandro Fulciniti 8 Commenti

L'open source è ormai una realtà  consolidata sul web. Sebbene esistano moltissimi template disponibili liberamente in rete, il concetto di web design open source ha in un certo senso qualcosa di nuovo. Segnalo così alcuni siti divenuti popolari negli ultimi tempi proprio per il fatto che offrono template HTML e CSS rigorosamente open: Open Web Design Open Source Web Design Pretty as a picture Il mio consiglio è: se siete in grado, non fate i pigri e usate la vostra creatività  per qualcosa che sia unico e vostro. Ma se tempo, conoscenze o capacità  grafiche dovessero essere ostacoli insormontabili il web design open source potrebbe essere una pratica soluzione e/o fonte di ispirazione e studio. Mi raccomando in ogni caso di rispettare i lavori originali degli autori, e soprattutto le eventuali condizioni di licenza (sostanzialmente i credits) con cui vengono forniti i template.

I grandi numeri spesso sono solo fini a se stessi: fanno della propria dimensione un vanto, ma prego di fare molta attenzione a questo grande numero senza abbandonarsi alla semplice estasi della dimensione: nel 2011 sul web ci saranno 2 miliardi di utenti. La cifra non è campata per aria ma proviene dal Computer Industry Almanac. La crescita deve far riflettere: 45 milioni di utenti nel 1995, 420 nel 2000, 1 miliardo nel 2005. E 2 miliardi nel 2011. Descrivere le implicazioni di una crescita simile ha occupato migliaia di pagine e ne meriterebbe altrettante. Lascio questa incombenza ad altri e mi limito a segnalare il fatto che nel 2005 gli italiani in rete erano 28.8 milioni, il 2.7% dell'utenza di tutto il mondo. Ma tutto cià in un contesto in cui soli 15 paesi contano il 70% di tutta l'utenza. Considerando il fatto che queste proporzioni vivranno un rapido ribaltamento, il nostro 2.7% tornerà  presto e rapidamente ad essere una misera goccia nel mare. Navigatori, siamo.

di Cesare Lamanna Commenta

Tre belle novità  dedicate agli sviluppatori da Yahoo!. La prima è Yahoo! User Interface Library, una collezione di widget e controlli in Javascript da inserire nei propri progetti per creare interfacce altamente dinamiche e interattive. Tutto il codice è distribuito con licenza BSD.La seconda è Design Pattern Library. Niente codice da riusare in questo caso (almeno per ora), ma un insieme di risorse a mio parere di grande valore. Si parte dalla definizione di pattern: "Un pattern descrive la soluzione ottimale ad un problema comune nell'ambito di uno specifico contesto."Esempio: l'utente ha bisogno di avere in ogni pagina un sistema di navigazione che gli fornisca informazioni sulla sua attuale posizione all'interno del sito e gli consenta di raggiungere facilmente l'inizio. Si crea una navigazione a breadcrumbs. Ogni pagina spiega poi quando usare ciascun elemento, in che contesto, quali sono i problemi di accessibilità  da tenere presenti, etc. Ripeto, secondo me c'è tanto da studiare e imparare.Per tenere il filo della discussione, raccogliere il feedback e seguire gli aggiornamenti, infine, un nuovo blog. Complimenti!

Tempo fa alcuni amici mi fecero le pulci per un articolo in cui avevo usato impropriamente il termine "hacker", chiedendomi per talune accezioni negative di usare "cracker" o cos'altro, ma non "hacker". L'hacker è un'altra cosa, Hacker Are Not Criminal. Le loro istanze erano educate, puntuali, ben esposte e ben motivate, così che da allora ho fatto molta attenzione all'uso del termine. Ammetto però che non raramente avverto un certo imbarazzo nel vedere testate di un certo calibro e giornalisti non certo da strapazzo usare il termine "hacker" senza inibizione alcuna. E spesso li ho dovuti citare, lettera per lettera, seguendo la loro impostazione di significato. Il termine "cracker" nel giornalismo comune sembra quasi non esistere, e nel momento in cui una parola viene usata per un preciso significato, pur se errato, ecco che questo significato viene inestricabilmente connesso alla parola stessa. Fa parte delle regole del codice linguistico. (more…)

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