Ci siamo più volte occupati su Webnews della vicenda Microsoft vs. Eolas.La querelle giudiziaria che le vede contrapposte sembra non avere fine, ma pare che a Redmond, dopo l'ultima sentenza non proprio favorevole, stia prevalendo l'idea del 'meglio prevenire che curare'.Risale a venerdì scorso la pubblicazione di questo documento su MSDN. Si intitola Activating ActiveX Controls e contiene una serie di istruzioni sulle nuove modalità  di attivazione di oggetti incorporati in pagine web come controlli ActiveX che saranno implementate nei prossimi aggiornamenti di Windows 2000, Windows XP e Windows Server 2003, oltre che su IE7. Microsoft ha naturalmente reso partecipi del cambiamento i suoi partner commerciali e i produttori/distributori di controlli ActiveX e contenuti multimediali. (more...)

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A cosa serve rendere finalmente standard compliant Internet Explorer se poi chi sviluppa siti e applicazioni non li adotta questi benedetti standard?L'avvicinamento di Microsoft a questo tipo di approccio è ben rappresentato da questo lunghissimo documento pubblicato su MSDN: Building ASP.NET 2.0 Web Sites Using Web Standards. Si tratta di un ottimo vademecum in grado di indirizzare gli sviluppatori verso l'adozione di pratiche ormai consuete presso la comunità  dei web designer più attenti al rispetto degli standard W3C. Pur essendo orientato esplicitamente ad un ambiente di sviluppo come Visual Studio 2005, può rappresentare un utilissimo ripasso per tutti.

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Non è una novità  che le versioni Express di Visual Studio siano scaricabili e gratuite per almeno un anno.La cosa positiva è invece la disponibilità  di Microsoft a rilasciare un'unica immagine contente sia l'ambiente di sviluppo preferito (C# o VB o J# o C++ o "Web") sia tutti gli add-on necessari per poter lavorare produttivamente (SQL Server Express, .NET Framework 2.0, MSDN Express). Come se non bastasse vengono aggiunte tutte le istruzioni per masterizzare il CD di installazione partendo dal file immagine. Per scaricare l'ambiente di sviluppo desiderato questa è la pagina di partenza.

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Bolla 2.0, Web 2.0, proviamo a coniare coraggiosamente anche Microsoft 2.0. Windows Live Ideas e Office Live: appena annunciati, immediatamente se ne respira l'aria di novità  portata in Microsoft. Ancora una volta il gruppo di Gates si dimostra impareggiabile nel perseguire la strategia che, da più parti e da molto tempo, viene sprezzantemente criticata: Microsoft copia. Microsoft copia Yahoo e la sua home personalizzata, Microsoft copia Google e la sua webmail, Microsoft copia del.icio.us ed i suoi preferiti, ma a ben vedere il tutto appare composto con buona raffinatezza e con un certo valore aggiunto derivante dall'unione di tutti i servizi implementati singolarmente dai vari concorrenti. Ora come ora il tutto sembra fatto per benino, insomma. Giudizio estemporaneo, serve una riprova nel tempo. Largo alle critiche, ma come sempre sarà  il mercato a dare il proprio insindacabile giudizio finale. Update: ancora non avevo pubblicato la notizia e già  avevo il piacere di notare che il servizio di Microsoft inserisce Webnews di HTML.it (qui il feed RSS) tra le fonti predefinite di Windows Live nel settore Scienza e Tecnologia. Onorati.

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Nel prossimo futuro arriverà  Atlas, ma nell'attesa possiamo creare applicazioni flessibili e rispondenti (vedi GMail) con altri strumenti di uguale efficacia ma molto più semplici. àˆ il caso di Sarissa una libreria Javascript che unifica, per la maggior parte dei browser, l'accesso all'oggetto XMLHttpRequest (che è poi il cuore delle applicazioni Ajax).Leggendo la documentazione di Sarissa possiamo renderci conto di come sia semplice creare script che accedano a servizi remoti (in modalità  sincrona/asincrona) che restituiscono dati in formato XML (quindi compatibili con il modello DOM), ecco un esempio: var xmlHttp = new XMLHttpRequest(); xmlHttp.open("GET", "http://milansistemi.it/nomeservizio.ashx", false); xmlHttp.send(null); alert(Sarissa.serialize(xmlHttp.responseXML)); Per vedere le potenzialità  di Sarissa ho creato un'applicazione di prova con il framework .NET 1.1, un traduttore italiano/inglese istantaneo, che traduce ogni parola (o parte di essa) in quella/e corrispondente in lingua inglese (solo 25 risultati per pagina). Il database dei vocaboli contiene oltre 140000 termini. Ovviamente non è testata su tutti i browsers, ma funziona decentemente sui più moderni. Nel caso voleste avere maggiori informazioni sull'architettura dell'applicazione fatemelo sapere tramite i commenti e in un prossimo post sarà lieto di farlo.

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Era ora! Finalmente un prodotto che aggiunge la tecnologia Intellisense per il linguaggio SQL a strumenti come Query Analyzer, SSMS, VS.NET, Enterprise Manager ed UltraEdit. Si chiama PromptSQL ed è realizzato non dalla Microsoft, ma una piccola software house svizzera.Una volta installato possiamo testarne il funzionamento avviando Query Analyzer. Durante la scrittura di una query contestualmente cominciano ad apparire i suggerimenti su colonne, tabelle, viste e stored procedure contenute nel database che stiamo utilizzando, ma anche sulle condizioni di join, sui parametri delle stored procedures e su molto altro ancora.Il costo della licenza è di 25$ ed è possible scaricare dal sito web una versione dimostrativa di 30 giorni. Per chi vuol risparmiare tempo e denaro direi che questo è lo strumento ideale.

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Avviando il Query Analyzer, il programma si posiziona nel database impostato nelle proprietà  del login (Enterprise Manager > Protezione > Account di accesso > Vedi colonna "Database predefinito"), tipicamente per l'utente sa è il database master.Puà risultare utile, soprattutto quando si lavora ad un progetto per parecchio tempo o nella fase di sviluppo, cambiare il database predefinito con uno di maggiore convenienza come il database principale del progetto. Così facendo, ogni volta che lanciamo il Query Analyzer, non dovremo cambiare il database di destinazione dei nostri scripts (dal pulldown menù o tramite l'istruzione T-SQL "Use" ). Per fare questo possiamo lanciare questo script: Use master EXEC sp_defaultdb 'Developer', 'MioDB' /* Ora il database predefinito per l'utente Developer è MioDB */

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Lo snippet T-SQL che trovate qui sotto crea un login per l'account Windows di ASP.NET su SQL Server; inoltre concede l'accesso al database pubs ed assegna i permessi di datareader e datawriter al login. USE master Go DECLARE @aspnet VARCHAR(100) SET @aspnet = LEFT (system_user, PATINDEX('%\%', system_user)) + 'ASPNET' EXEC sp_grantlogin @aspnet USE pubs IF EXISTS(SELECT * FROM sysusers WHERE [name] = 'aspnet') BEGIN EXEC sp_revokedbaccess 'aspnet' END EXEC sp_grantdbaccess @aspnet, 'aspnet' EXEC sp_addrolemember 'db_datareader', 'aspnet' EXEC sp_addrolemember 'db_datawriter', 'aspnet' Lo script è facilmente personalizzabile e velocizza enormemente il lavoro di setup dei permessi utente di un database. Se non credete, provate a ripetere l'operazione via Enterprise Manager!

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La classe HashTable ed in generale tutte quelle che implementano l'interfaccia IDictionary, non può essere serializzata via XmlSerializer. Per poter superare questo ostacolo è necessario ricorrere ad uno stratagemma: definire un processo personalizzato di serializzazione tramite l'interfaccia IXmlSerializable. Questa definisce 3 metodi: public interface IXmlSerializable {   void ReadXml(XmlReader reader);   void WriteXml(XmlWriter writer);   XmlSchema GetSchema(); } Quando viene avviato il processo di serializzazione l'XmlSerializer chiama il metodo WriteXml(). Vicecersa, durante la deserializzazione, chiama il metodo ReadXml(). Il metodo GetSchema() viene usato per identificare lo schema XSD dell'oggetto serializzato ed è chiamato solo in casi particolari. L'utilizzo degli attributi di serializzazione ha poco effetto con IXmlSerializable, in quanto questi servono per gestire la serializzazione automatica delle classi.Avere HashTable serializzabili può essere utile in diversi contesti, ad esempio in un Web service, in Biztalk 2004 oppure in tutti quei progetti dove l'uso della serializzazione XML di oggetti viene fatto in modo massiccio. Per capire meglio l'utilizzo di questa interfaccia allego un progetto C# nel quale ho creato una classe CustomHashTable che implementa IXmlSerializable. CustomHashTable utilizza internamente un dizionario che accetta coppie chiave-valore di tipo stringa, l'esempio è liberamente personalizzabile secondo le proprie esigenze.

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SQL Server 2005 utilizza XQuery come linguaggio di interrogazione e manipolazione per il nuovo tipo dati XML. Questo implica che lo sviluppatore T-SQL dovrà  acquisire nozioni sul nuovo linguaggio; vediamo un esempio di query xml: set quoted_identifier on declare @x xml set @x='<?xml version="1.0" ?><para>Il nuovo linguaggio XQuery!</para>' select @x.value('(/p)[1]','varchar(max)') as 'Testo' go Per acquisire confidenza con XQuery, Kent Tegels pubblica sul suo sito un fantastico tutorial in formato pdf, corredato con scripts di supporto per la creazione delle tabelle del database di prova e il popolamento delle stesse. Da provare assolutamente visto che l'unico requisito necessario è la versione Express di SQL Server 2005 (quella gratuita) disponibile sul sito Microsoft.

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