Portfolio vincenti: cosa mettere dentro?
Venerdì 30 Settembre 2011 - 11:42
di Kiko

È arrivata l’ora di mettere online il proprio portfolio. In fondo dovrebbe essere semplice, no? Invece così non è. Un portfolio, per un web designer, ma pure per un web developer e comunque un professionista dell’informazione in generale, è uno strumento fondamentale e importantissimo per attirare nuovi clienti. L’obiettivo è semplice: il visitatore, attraverso la lettura e la visione dei nostri lavori, deve essere convinto dalle nostre capacità e, dunque, facilmente deve essere convertito in cliente, appunto.
Per facilitare la conversione da visitatore a cliente serve un impatto molto efficace: visivo, e a livello di contenuto. Perciò la domanda da cui ha origine la costruzione di un portfolio sul Web è soltanto una: cosa ci metto dentro?
Il principio guida dovrebbe essere la semplicità e la facilità di presentazione.
Per prima cosa dobbiamo trovare il giusto modo per far capire chi siamo. Generalmente si tratta di uno o due paragrafi di testo che puntano a sviscerare la nostra genesi da professionisti, le nostre abilità e le nostre passioni (tutte funzionali ai servizi che offriamo, ovviamente).
Quindi occorre passare la parola alle immagini. Una immagine, tipo uno screenshot di un’applicazione o di un layout realizzato, è mille volte più potente di una lunga e tediosa, seppur completa, descrizione del lavoro. Se occorre, e se è questo il nostro caso, bisognerebbe dividere i lavori già svolti in categorie: loghi, layout, web application. Non solo immagini, però. La maggior parte dei più autorevoli designer e developer offre, a corredo delle gallery dei lavori svolti, anche una piccola descrizione del tipo di skill messo in campo per portare a termine il progetto.
Ed ecco quindi un altro componente chiave di un portfolio: le skills, cioè le nostre conoscenze elencate per tecnologia (tipo HTML, CSS, PHP, Symfony…) e/o per servizi offerti. Anche qui i designer e i layout sono pieni di artifizi per rendere questa sezione sempre più gradevole agli occhi del visitatore: grafici, animazioni, uso di immagini autoesplicative.
L’ultimo componente, a mio avviso, che rende un portfolio davvero competitivo è la presenza di autorevoli testimonial. Gente con cui abbiamo lavorato e per conto di cui abbiamo lavorato che gentilmente ci rilascia una frase, un piccolo spot per promuovere le nostre capacità e il nostro lavoro. Se abbiamo avuto la fortuna di poter supportare clienti importanti, allora il solo fatto di comparire fra i testimonial potrebbe, da solo, essere il viatico per un nuovo contratto.
Commenti
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ma se uno (tipo me) non fa grafica ma solo codice e gli capita che i lavori migliori che ha fatto abbiano una grafica orribile?
in linea generale cmq, penso che un professionsita debba dar risalto a pochi selezionati lavori e fornire (magari come una semplice lista testuale) l’elenco completo cronologico dei lavori fatti ed eventualmente i lavori che ha “in corso”
# - postato da sunny - 30 Settembre 2011 - 13:45
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Beh, @sunny, è chiaro che uno può metter dentro quello che gli pare. Generalmente, in presenza di un corposo portfolio, devi mettere in evidenza i migliori lavori, come giustamente hai detto tu. Tutti i lavori possono andare dentro una pagina a mo’ di sommario.
Per rispondere alla tua domanda precedente… beh io apprezzerei un discorso onesto e quindi esplicita che la grafica NON TI RIGUARDA e che ci ha pensato un altro. Ergo fai in modo da far risaltare quello che è stato il tuo reale lavoro su funzionalità implementate, tecnologie usate e via discorrendo.
Parere del tutto personale.
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Personalmente non sono un “super” grafico, e cerco sempre di fare il mio meglio ma spesso capita che qualche lavoro non sia “godibile”. In tal caso forse è meglio omettere tale lavoro o progettare l’area portfolio in modo da ospitare lavori dove emergerà soltanto la descrizione del proprio lavoro, magari mettendo bene in mostra i linguaggi o gli strumenti utilizzati!
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Secondo me, la grafica non deve contare assolutamente niente: chiunque può mettere in un cv qualcosa che non ha mai realizzato, ma che magari è bellissimo da vedere. Quindi, io, da recruiter, darei pochissima o nessuna importanza alla “bellezza”, sia del lavoro realizzato, sia a come mi viene presentato, rimandando tutto all’intervista. Va considerato, inoltre, che nel nostro mestiere (design/development) quello che fai negli anni può letterlamente sparire da Internet senza preavviso.
# - postato da Pino - 01 Ottobre 2011 - 18:30
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Credo che molto dipenda dal tipo di professione che si vuole reclamizzare con un sito portfolio. Se mi voglio promuovere come web designer dovrò puntare molto sull’impatto grafico e soprattutto funzionale del mio sito portfolio.
Mi è capitato molto spesso di vedere dei siti bellissimi che presentavano invece dei lavori “mediocri”.
Ma da creatore di siti web so benissimo che spesso si deve accontentare il cliente, magari assecondando dei gusti discutibili. Io stesso ho omesso dal mio sito portfolio dei lavori che non ritenevo rappresentativi.
Cosa diversa invece per programmatori, qui c’è poco da presentare in termini grafici, contano magari più i nomi, o magari la rappresentazione dei propri skill con degli esempi sul sito.
Credo comunque che un “portfolio” sia una cosa un po’ diversa da un C.V. ed in quanto tale vada considerata ed affrontata.
6
E che dire dei siti sviluppati per una azienda ma che sono accessibili da privato? Nel senso di gestionali web lato admin. Io ho sempre chiarito la mia posizione in una web agency, nel senso che potevo lavorare solo se potevo pubblicare una demo dell’applicativo fatto sul mio sito. In fondo come dice la legge una cosa è la proprietà commerciale del sito l’altra quella intellettuale. Io espongo i siti che ho fatto solo per far capire le mi abilità non per venderlo a potenziali clienti. Nel caso succedesse dovrei comunque mediare con a web agency. Questo discorso alle volte mi è costato il posto di lavoro altre volte si costruiva sulla fiducia.
# - postato da Gianfranco - 03 Ottobre 2011 - 15:20
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@lxn per quanto mi riguarda ti sei risposto da solo. Se i lavori non convincono, a primo impatto, nemmeno te… allora meglio ometterli e virare su un altro messaggio da far passare, sempre puntando sull’onestà che professionalmente paga sempre.
@Pino beh la prima è una sentenza che non sottoscriverei così, a cuor leggero. Io non faccio il grafico, ma se cerco un grafico vado proprio a gustarmi i lavori che ha svolto. Almeno, e questo è difettuccio, tendo a fidarmi di quanto scritto sui curriculum, anche perché quando poi si scopre la magagna… beh evitiamo di scrivere cose cattive. Come ho detto prima: l’onesta professionale paga sempre. Certo poi con l’intervista tecnica si limano molti dettagli: in positivo o in negativo.
@Gianfranco beh su quelli io scriverei una paginetta spiegando qual è stato il mio lavoro, ma ci sono casi in cui quel lavoro non può essere esposto e allora tocca scrivere paragrafi di testo che siano efficaci e di grande impatto a livello di contenuto.
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Assolutamente @Massimo. Hai fatto bene a distinguere CV da Portfolio.
E mi pare naturale la costruzione del Portfolio in base a ciò che si vuole presentare: sei un designer? Sei un developer? Sei un consulente?







