La sicurezza informatica dipende anche dalle abitudini dell'utente e dai programmi che impiega quotidianamente, tuttavia un buon sistema operativo può fare la differenza sopratutto quando un malintenzionato cerca di trafugare dati tramite codice malevolo. Negli anni la community on line ha sempre indicato Windows come uno dei sistemi operativi meno sicuri, spesso a formulare queste affermazioni sono stati, utenti di altri sistemi come ad esempio le distribuzioni Linux.

Sicurezza al 100%?

Ma è vero che le distro del "Pinguino" sono più sicure di Windows? Ovviamente non esiste il sistema sicuro al 100%. Con Windows 10 e gli aggiornamenti di sicurezza forzati Microsoft ha migliorato notevolmente la sicurezza del suo sistema. Ma ancora oggi le distribuzioni Linux offrono un ambiente più sicuro, questo grazie alla sua natura open source che garantisce loro tempi più rapidi nell'individualizzazione delle falle di sicurezza e nello sviluppo di patch adeguante.

Privilegi di accesso

Inoltre, l'utente non root dei sistemi Linux (e dei sistemi Unix-like in generale) non ha i permessi necessari per avviare gli eseguibili o anche un semplice script. Per farlo deve ottenere i privilegi amministrazione che di solito vengono concessi solo dopo un esplicita richiesta via shell e, comunque, sempre io modo temporaneo, per esempio grazie a sudo.

Questo purtroppo non succede sempre su Windows, dove in buona parte dei casi gli utenti domestici hanno tutti i poteri dell'utente amministratore sempre attivi e non è richiesta una password o un'autenticazione per ottenerli. In ambito aziendale la situazione migliora un po', ma spuntano sempre nuove falle che rendono Windows in genere più "insicuro" rispetto ad una comune distribuzione Linux, anche perché il team di Redmond non potrà mai essere più rapido di milioni di sviluppatori che tengono sempre sott'occhio il codice sorgente delle distribuzioni.

Ecosistema

Linux, inoltre, ha un ecosistema molto frammentato. Le disto non sono una semplice fotocopia delle altre ma hanno pacchetti, gestori di pacchetti, librerie, repository e configurazioni uniche o comunque vengono pacchettizzate in modo particolare. Questo rende molto difficile la diffusione di software malevolo. Di recente però questa tendenza si sta invertendo e grazie a systemd, Wayland, Flatpack e ad altri componenti le distribuzioni Linux hanno sempre più elementi in comune e si stanno via via "standardizzando".

Conclusioni

Riprendendo la domanda iniziale. La risposta è quasi sempre sì, ma il vero problema di sicurezza spesso sta "tra la sedia e il computer" e le abitudini dell'utente incidono notevolmente, sopratutto se si utilizzano software scaricati da un sito Web qualsiasi e non dagli store ufficiali.

Via Darkduck

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Buon giorno e grazie per il lavoro svolto con questo articolo, mi permetto di fare alcune osservazioni che mi hanno portato a cercare questo tipo di informazioni in rete. La sicurezza informatica al giorno d'oggi è l'equivalente della privacy. Non sono un paranoico sostenitore delle individualità ma i casi di Stuxnet e Snowden, sono casi reali, che hanno portato alla ribalta e sotto gli occhi di tutti, il volere del governo di poter spiare chiunque in qualsiasi momento, ed in qualsiasi luogo del mondo. Sapere cosa facciamo e cosa pensiamo in tempo reale, sembra un mantra che molti paesi hanno voluto intraprendere. Detto questo, mi scuso se mi sono dilungato un poco, penso che l'unica soluzione per tenere al sicuro il proprio pensiero sia un sistema operativo libero e privo di restrizioni come Linux. Questo sistema permette un più alto livello di sicurezza, criptare il proprio HD in fase di installazione è possibile proteggerlo con un password, magari lunga alfanumerica e con maiuscola a caso, creare un utente sotto password ( magari lunga alfanumerica e con maiuscola a caso ), tutte e dico tutte le azioni che comportano un cambiamento al sistema, richiedono la password di Root ( magari lunga alfanumerica e con maiuscole a caso ) comprimere file personali e criptarli ( magari con password lunga alfanumerica e con maiuscola a caso ), tutte piccole accortezze che potrebbero in alcuni casi far perdere tempo a chi si vuole introdurre nei nostri pensieri digitali. Mi viene da sorridere pensando al bitloker di Windows che risiede in remoto sul sito della Microsoft, sapete qual'é l'unica chat che non dispone di alcuna crittografia hand to hand che totalizza un punteggio di 20 si 100? La risposta è Skype. Mi immagino le chiavi del bitlocker sono in mani sicure...dare le chiavi ad un ladro per poi dirgli li non puoi entrare, "contaci".

Mauro
Mauro