Mentre scrivo non ho ancora dato un titolo al post, che scaturisce da un baleno, un fulmine che mi ha colpito dopo aver letto l'ennesima frase stucchevole (spero non sia scritta anche qui su Edit! .-) ) letta in un sito web.

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Nulla di concettualmente o grammaticalmente scorretto.

àˆ quell'abuso del termine gratuito che è duro a morire. Finisce con l'infastidire certi utenti, diciamo così, esperti, che prima o poi arrivano, o arriveranno, a sorridere, pensando: ci mancherebbe ancora dover pagare per ricevere una newsletter!.

Eppure la comunicazione a pagamento sopravvive: tra colpi di tosse e ansie che si moltiplicano, ma sopravvive. Milioni di persone comprano ogni giorno un quotidiano in edicola, altrettanti milioni pagano il canone per vedere la televisione.

Non voglio tirarla per le lunghe e tantomeno rinvigorire una discussione ormai fuori luogo, ma piuttosto chiedervi: voi sareste disposti a pagare per ricevere una newsletter? O per accedere ad una pagina web?

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Per tranquillizzare un utonto non sarebbe eccessivo nemmeno scrivere "clicca gratuitamente sul collegamento", ho conosciuto gente che vedeva servizi a pagamento dietro qualsiasi cosa sia su Internet...

Gabbianone94
Gabbianone94

Segnalazione d'obbligo...quelli del Wall Street Journal leggono Edit...(purtroppo viste le conseguenze...) ;-) micropagamenti per le news online

Massimiliano Scorza
Massimiliano Scorza

Utilizzo ormai moltissimo i feed RSS. Immagino che chiunque di noi non possa sopravvivere senza i feed RSS nel senso che sarebbe molto complesso mantenersi aggiornati in altro modo sulle evoluzioni del nostro piccolo mondo web. Pur avendo selezionato molte fonti trovo ogni giorno un discreto numero di articoli da scartare. Li scarto principalmente per 3 motivi: - non inerenti al mio lavoro - di scarso interesse - fuorvianti (come questo cui sto rispondendo) Inutile dire che il caso peggiore é proprio l'ultimo... Questo articolo (pur essendo una discussione molto interessante cui sto partecipando) mi fa "perdere tempo" sul piano prettamente professionale. Questa premessa per dire che sul piano personale non pagherei mai per ottenere una newsletter in quanto posso recuperare almeno il 99% delle informazioni in modo gratuito. Sul piano professionale PAGHEREI ORO un servizio di newsletter tematica che "scremi" dei canali RSS e mi fornisca un estratto "ad hoc" veramente utile al mio lavoro. In realtà  non pagherei per una newsletter bensì per un servizio di "filtro" sui feed cui già  sono iscritto gratuitamente!

Marco Pegoraro
Marco Pegoraro

giustamente gia' osservato mi associo e' praticamente demenziale pensare che qualsiasi contenuto generato soprattutto in Internet possa conseiderarsi "unico" Non ha davvero alcun senso al di la che se ne condivida la giustezza pratica. Al limite mi serve adesso preferisco pagarlo piuttosto che investire il mio tempo per trovarlo gratuitamente se il costo e' ok mi conviene. Ovviamente non regge il paragone con programmi piu' o men a pagamento anche loro "contenuti" unici.... essendoci delle leggi precise a riguardo. Diverso se l'informazione e' fornita SOLO a me ovviamente allora la pago senza fiatare, ma forse in quel caso diventa servizio richiesto. No, non ha senso pagare una newsletter in se per se.

Neck
Neck

"voi sareste disposti a pagare per ricevere una newsletter?" Faccio fatica alcune volte anche a registrarmi per avere una newsletter... :-p

Patrick
Patrick

@Massimiliano Dici cose che hanno senso... sono d'accordo... é una problematica aperta...

Io utente non troverò più il Corriere della Sera in edicola ma dovrò pagare 200€ all’anno per poter cliccare su “leggi tutto”? Succederà  questo? Se ci sono già  persone disposte a pagare (come si evince da molti commenti) non mi pare uno scenario così surreale…
No... non é surreale... hai ragione... e magari per un po' funzionerà  anche... Ma... alla lunga l'utente (quello delle generazione FullDigital, noi siamo ancora PaperBlended...) l'informazione non la ricaverà  dalla redazione di 100 membri del corriere ma dalle 100 redazioni composte da 1 membro... é la condivisione delle conoscenze e delle spicciole info Sono convinto che il nodo é nel filtro della mole di disponibilità ... sarà  un problmea di SELEZIONE e COMBINAZIONE e SCARTO Ambiti nuovi con problematiche prorpie anche di discipline anche antiche come l'archivistica, la linguistica, in definitiva... l'umanistica...

EsseZeta
EsseZeta

se HTML.it incassa dagli advert in base a quanti siamo a navigarci sopra va bene, benissimo…
Credo si debba andare oltre. Proprio perché come dici tu
il web-da-cui-si-ricava non é (non dovrebbe o comunque non può continuare a esserlo esclusivamente e a lungo) come le pagine di un quotidiano a stampa (che a sceonda della tiratura vende un quarto di pagina a tot migliaia euro)…
Si arriverà  ad un punto in cui gli inserzionisti pagheranno solo per i risultati concreti. Adesso i modelli sono molti (pay per action ecc...) forse si arriverà  ad un unico modello: pay per ROI. Ti pago una % degli introiti derivanti dagli utenti che mi hai portato. Il resto sarà  visibilità  gratuita. Diminuzione dei ricavi per gli editori. Aumento dei costi per risorse e tecnologie. Chi paga il gap? Io utente non troverò più il Corriere della Sera in edicola ma dovrò pagare 200€ all'anno per poter cliccare su "leggi tutto"? Succederà  questo? Se ci sono già  persone disposte a pagare (come si evince da molti commenti) non mi pare uno scenario così surreale...

Massimiliano Scorza
Massimiliano Scorza

secondo me i termini iscrizione e abbonamento sono, nell'immaginario collettivo, associati a qualcosa che spesso si paga... Ben venga quindi il "FREE" per togliere i dubbi. Pagherei per una newsletter che ritieni utile? Credo di no! A mio avviso siamo ancora troppo legati al rapporto soldi/bene materiale. Nel senso che se la newsletter in questione fosse stampata e presente in edicola la comprerei subito... Ma e solo questione di tempo e di usi e costumi.

Maurizio
Maurizio

@ Massimiliano

quando qualcuno si accorgerà  che su Internet circolano troppi servizi gratuiti? Chi ci metterà  le mani?
così al volo mi verrebbe da rispondere seccamente con due parole GLI UTENTI Perché credo tu abbia ragione dicendo che
il modello della pubblicità  come fonte di reddito forse é destinato a crollare
il web-da-cui-si-ricava non é (non dovrebbe o comunque non può continuare a esserlo esclusivamente e a lungo) come le pagine di un quotidiano a stampa (che a sceonda della tiratura vende un quarto di pagina a tot migliaia euro)... così il web diventa (come vedo avvenire) simile ai vari laRepubblica o ilCorriere, ovvero 100 pagg. non perché ci sia tanto da dire in maniera approfondita, ma per avere più spazi da dedicare alla pubblicità ... una piccola riprova é emersa anche qui su edit quando qualcuno affermava che la paginazione dei tutorial di html.it era fatta anche per avere più occasioni di inserire banner... il web ti fa ricavare laddove ti offre qualcosa di veramente specifico... magari con questa logica della pubblictà , ma non in maniera diretta... cerco di fare un es. senza parlare degli altri fb yt e Co., se HTML.it incassa dagli advert in base a quanti siamo a navigarci sopra va bene, benissimo... se intende ricavare facendomi sborsare 10 cent per ogni visita succede che mi perde come utente e allora perderà  anche incassi di advert perché ci sarà  un utente in meno... se sul mio blog offro tutorial liberamente accessibili, non incasso dai due euro che mi sborsano quelli che vogliono imparare a croppare un .jpg, però acquisto credito di fronte ad un'azienda che deve fare aggiornamento del personale e si rivolge a me per ottenere corsi mirati-e-personalizzati per i suoi dipendenti e magari senza nemmeno mandarli in sede da me che sto in Toscana e loro stanno in Lombardia, ma utilizzando soluzioni di formazione a distanza... scusate... vedo dalla preview che sono andato lungo... e restano comunque altre (tante) cose da dire e da riordinare e ripensare... vado a pranzo...

EsseZeta
EsseZeta

@Essezeta

…ma ci sarebbe ancora tanto da dire…
diciamolo ;-) E' vero che il mio hard disk é online ed é vero che "a pagamento" dipende da cosa mi viene offerto. Ma il modello della pubblicità  come fonte di reddito forse é destinato a crollare, cosa succederà  in Italia (sottolineo in Italia...) quando qualcuno si accorgerà  che su Internet circolano troppi servizi gratuiti? Chi ci metterà  le mani?

Massimiliano Scorza
Massimiliano Scorza