Cominciamo con il ricordare che Chromium è il Web browser open source da cui deriva Google Chrome. Le due applicazioni condividono quindi la maggior parte del codice e delle funzionalità, anche se sono presenti alcune piccole differenze nelle caratteristiche e nei termini di licenza. Il sorgente di Google Chrome è mantenuto in ogni caso nel quadro del Chromium Project.

Chromium non include però:

  • il Flash Player;
  • il lettore PDF;
  • il gestore di Stampa;
  • il sistema automatico degli update;
  • il sistema di invio dei crash report;
  • i marchi e loghi di Mountain View.

Questi componenti hanno licenze diverse dalla GPL adottata dal Chromium Project e vengono gestiti e sviluppati direttamente da Big G che li pacchettizza in Google Chrome. Ecco perché le distribuzioni Linux, che sono da sempre molto attente alle questioni di licenza, adottano quasi tutte la versione completamente open source del browser di Google.

Questa scelta delle distribuzioni non danneggia ovviamente l'esperienza utente e ci sono già stati casi simili per quanto riguarda altri browser. A questo proposito è possibile citare Debian che, per anni, ha utilizzato una versione particolare di Firefox chiamata Iceweasel, creata perché il browser di Mozilla non era conforme al 100% alle Debian Free Software Guidelines.

In conclusione, Google ha voluto sfruttare al massimo le potenzialità di un progetto open source per realizzare e sviluppare il proprio browser, tuttavia la compagnia ha scelto fin da subito di realizzare e distribuire anche una versione, Chrome, dotata di componenti realizzati ad hoc che la rendessero maggiormente integrata con il proprio ecosistema, anche se le feature dei due progetti sono praticamente le stesse per l'utente comune.

Via Linux and Ubuntu

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