Da questo punto di vista potrebbe essere interessante citare un esperimento condotto in passato da Google. Nel corso di quest'ultimo gli sviluppatori di Mountain View hanno intenzionalmente reso più lente le sessioni di ricerca per un gruppo selezionato di utenti, con un semplice artificio si è così potuto scoprire che un incremento di appena 200ms nella restituzione dei risultati è in grado di ridurre le ricerche giornaliere dello 0.36%.

La percentuale salirebbe allo 0.74% per un'attesa di 400ms, ma è ancora più rilevante il fatto che parte di coloro che hanno provato questa latenza continuerebbe ad effettuare meno ricerche una volta ritornati alla velocità standard. In numeri assoluti un rallentamento di appena 400ms determinerebbe quindi circa 26 milioni di ricerche in meno al giorno.

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Rimanendo sempre nell'ambito degli studi, è possibile citare anche quello condotto da Optimizely per determinare il rapporto tra velocità di navigazione e pagine viste. Se da una parte è quasi scontato che un sito Web lento produca un minor numero di pageview, può essere ancora più interessante proporre dei numeri: una latenza di 4 secondi genererebbe una diminuzione superiore al 10%, di oltre il 20% per 16 secondi e di più del 40% per 20 secondi. Chiaramente si tratta di dati la cui influenza (negativa) sulle conversioni e le revenue non necessita di essere spiegata.

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Un ultimo aspetto da valutare riguarda il rapporto tra velocità di caricamento e posizionamento. Esiste una relazione tra questi due fattori? Alcune ricerche avrebbero escluso qualsiasi correlazione, ma soltanto a livello di front-end. Diverso il discorso per quanto riguarda il back-end, con un ruolo non secondario svolto dal cosiddetto TTFB (Time-to-First-Byte).

Il TTFB comprende tre fasi misurabili in termini di tempo: l'invio della richiesta al Web server, la sua elaborazione e la restituzione della risposta al client, tutti passaggi che si svolgono in background. Maggiore sarà la durata del TTFB, più elevato potrebbe essere lo sforzo da parte del motore di ricerca nell'intercettare i dati da indicizzare, abbiamo quindi una possibile relazione diretta tra prestazioni pre-rendering e posizionamento.

Via Evan Larsson

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