Questo non lo so fare
Martedì 29 Aprile 2008 - 11:07
di Cesare Lamanna

Vuoi per necessità vuoi per attitudine, l’autosufficienza e il pensiero di potere/dovere essere autosufficienti e farsi tutto in casa, sono atteggiamenti comuni tra freelance e piccoli imprenditori.
Parte da questo assunto Samuel Ryan per mettere in guardia gli uni e gli altri dai rischi che questo approccio al mondo del business può comportare:
Molti freelance, imprenditori individuali e anche piccole aziende non esprimono mai il loro pieno potenziale perché continuano a voler svolgere ruoli e attività per cui non hanno l’esperienza o le competenze, che si tratti dell’offerta di specifici prodotti/servizi o di importanti attività come il marketing, la contabilità, etc.
La proposta? Avere il coraggio, l’onestà e la fermezza di stilare una lista particolare, il contrario di quello che in genere si fa per curriculum e affini: la lista delle cose che non si sanno fare o per cui non si è evidentemente preparati. Valutare i singoli punti e intervenire su ciascuno nel modo più opportuno può essere il primo passo per esprimere al meglio quello sappiamo davvero fare.
Commenti
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Bhe magari la volontà di affidarsi a chi è più ferrato in materia c’è, poi a conti fatti nel portafoglio spesso non c’è abbastanza per poter ingaggiare il geek di turno.
# - postato da choco - 29 Aprile 2008 - 11:38
2
A livello personale non ho problemi ad ammettere le aree tecniche in cui ho lacune, a cominciare dall’ambito grafico, per cui sono negato.
A livello più generale nessuno osa ammettere di non sapere qualcosa.
Nell’ambito di aziende è, appunto, corretto avere i vari “responsabili” dei relativi settori. In quelle piccole, ovviamente, serve quello che sappia fare un po di tutto per ovvi motivi economici ( come ha detto giustamente @ choco ).
3
Fare qualcosa di cui non si e’ capaci di fare e’ cattiva cosa, ma non imparare a fare una cosa che serve nel proprio lavoro perche’ “tanto non lo so’ fare”, e’ peggio.
# - postato da Alessio Michelini - 29 Aprile 2008 - 12:04
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Appoggio pienamente la frase di Alessio Michelini :)
E’ bene saper ammettere i propri limiti, basta non usare la cosa come scusa per non migliorarsi.
5
E’ colpa del mercato del lavoro all’italiana se i freelancer devono provare a fare tutto da soli, chi assume in particolar modo non cerca mai una competenza specifica, ma vuole un po’ di tutto, di conseguenza chi lavora da casa per conto suo cerca di fare tutto a prezzi stracciati, io mi sono convinto che mi devo occupare solo della grafica, cerco di avere un’infarinatura anche di programmazione, ma giusto per cercare di interfacciarmi con i framework che si stenno diffondendo, per il resto inizio a rifiutarmi categoricamente di mettere mano a ciò che non mi compete.
A volte mi metto a guardare gli annunci di lavoro e mi spavento, come faccio a imparare tutti questi linguaggi alla perfezione, è impossibile, poi pubblico un annuncio, e ricevo proposte di sola collaborazione. E’ difficile capire come orientarsi in un mercato così selvaggio.# - postato da Ilario - 29 Aprile 2008 - 13:27
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Se ricevo una proposta che non rientra nelle mie capacità lo riferisco istantaneamente al cliente. Al cliente proporrò anche che se vorrà proseguire con me, la lavorazione sarà effettuata a “4 mani”. Sarà inoltre mia preoccupazione reclutare personale che abbia le capacità e le conoscenze per lo sviluppo dell’applicazione richiesta.
7
Quanto scritto da Antonio credo sia la soluzione più professionale.
Il fatto di riferire al cliente che una cosa non rientri nelle proprie capacità deve, però, essere posta in maniera che il rivolgersi a terze persone sia recepito non come un fattore casuale ma preventivamente ragionato e previsto al fine di ottenere il massimo risultato.
8
Io aggiungo che anche le aziende, però, dovrebbero avere il coraggio di fare un catalogo dei propri servizi specifico.
Troppe aziende vogliono fare un po’ di tutto e con scusa della diversificazione poi si snaturano e vengono mal valutate solo perché non hanno il coraggio di dire, qualche volta, - no, questo non è il nostro mestiere. -
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Mi dissocio.
Se mi chiedono qualcosa che non rientra nelle mie competenze evito di prendere il lavoro.
Perchè complicarsi la vita?
# - postato da Nemesis Design - 29 Aprile 2008 - 21:18
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quello che dici è vero però più si va avanti e più si ripete la storia che se vuoi delle cose fatte bene devi fartele da solo.
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concordo pienamente, infatti ho iniziato a demandare alcune attività a professionisti del settore. Ammettere che non si può essere bravi in tutto è il primo passo per un’azienda ben organizzata.
# - postato da web grafica - 01 Maggio 2008 - 08:53
12
Quello di Ryan mi sembra un’ottimo spunto di riflessione.
L’ammettere le proprie mancanze è sicuramente un buon punto di partenza per riuscire a realizzare qualcosa di davvero serio (affidandosi ad altri, ovviamente), oppure per imparare nuove nozioni.
Quando poi si è negati per certi settori (coem me per la grafica), ci si rivolge ad altri a prescindere.
Spesso trovo sul web agenzie di sviluppo siti che hanno realizzato il proprio portale utilizzando siti CMS. Perchè non iniziare a far leggere loro il pensiero di Ryan?







