Nuove metriche cercansi

Venerdì 29 Febbraio 2008 - 10:38

di Cesare Lamanna

Web Marketing

Abbiamo parlato nei mesi scorsi degli scossoni in atto intorno ai sistemi di rilevazione statistica per i siti web. Nello specifico ricordo il post in cui si dava notizia del sorpasso operato da MySpace ai danni di Yahoo e che fu in parte attribuito alla presenza di interazioni Ajax, e quello in cui Giacomo Dotta segnalava la posizione di Nielsen riguardo all’importanza da assegnare al tempo trascorso sul sito piuttosto che alle (ormai considerate morte) page views.

In un lungo articolo uscito su ComputerWorld leggo ora che Nielsen ha ammesso di aver sovrastimato l’impatto di tecnologie come Ajax, che usare il criterio del tempo trascorso sul sito da un utente tende a premiare certe categorie di siti rispetto ad altre, etc. Che, insomma, la via che porta a trovare IL sistema di misurazione affidabile e solido ai tempi del Web 2.0 è ancora lunga e complicata.

Sono tutto meno che un esperto di marketing, ma una cosa mi pare chiara: cambia il web, cambia il modo in cui viene fruito, devono adeguarsi, in termini di flessibilità, anche gli strumenti di analytics.

L’articolo cita per esempio il caso di una società israeliana, Nuconomy, che sta lavorando su un tool, al momento in beta, in grado di misurare in base a vari parametri il coinvolgimento e la partecipazione dei visitatori, le azioni che compiono sul sito, in una parola quello che in inglese si chiama engagement.

Per un blog, ad esempio, è importante il numero di commenti, ma anche quanti post sono segnalati sui servizi di social bookmarking; se è presente un widget per votare gli articoli è interessante osservare quanto viene usato, etc.

L’elemento enfatizzato da Nuconomy è che si tratta di uno strumento configurabile a piacere in base alle esigenze più specifiche e alla tipologia del sito: dovrebbe insomma essere in grado di misurare quello che realmente ci interessa e offrire così una misura più che valida delle tendenze principali in atto sul sito.

Se le page views sono davvero morte, a quali dati prestate più attenzione? Siete d’accordo sul fatto che l’engagement sia un’alternativa valida sempre e dovunque alle metriche tradizionali?

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Commenti

1

Secondo me qualunque strumento di analytics è utile a suo modo. Le page views sono comunque una pietra miliare, il tempo trascorso su una pagina è comunque importante ma anche il numero di pagine visitate in media da un utente. Il monitoraggio della history dell’utente all’interno del sito ha, pure, il suo peso (sequenza di pagine visitate). Eventuali click su link esterni. Analizzare l’utilizzo dei vari tool (commenti, newsletter, sondaggi, voti agli articoli).
Il sistema ideale di analytics comprende tutto, per quello tende ad essere irrealizzabile… E’ difficile prevedere, calcolare e stimare tutto quello che può succedere durante la navigazione di un utente. Al tempo stesso, però, tutti i risultati vanno presi con le molle (ad es.: se un tente apre tante pagine in tab e poi va a bersi un caffè?!? le statistiche in ajax rimangono in piedi…).

# - postato da Paolo - 29 Febbraio 2008 - 10:54

2

Ecco, come al solito.
Finché lo dicevo io, povero sconosciuto che da anni dice che pagine viste e tempi di permanenza non hanno quasi alcun significato…

Ora lo dice Nielsen…

Beh, mi consola il fatto che se andiamo in archivio, qui su Edit, questa cosa la troviamo scritta parecchio tempo addietro.

Scusate lo sfogo, ma quando ci vuole ci vuole :P

Mi occupo di web analytics da anni. Dallo stesso numero di anni, però, guardo gli utenti lavorare ed ho compreso che avere i numeri è importante, ma pensare di ricavare verità dai numeri è cosa folle, soprattutto quando in mezzo c’è il fattore umano, che stando dall’altro capo del filo, è impossibile da controllare.

Tanto che settimana prossima tengo un corso di web analytics, mi prenderò la rivincita di citare questo post. Cesare, tienilo bene in vista :P

# - postato da fradefra - 29 Febbraio 2008 - 15:36

3

Hai ragione fra :) è che se lo dice nielsen stravolge forse piani e prospettive di migliaia di siti. cioè, io e te possiamo fare dotte disquisizioni sul fatto che i dati auditel sono bacati e non servono a granché, ma se lo dice la stessa Auditel magari fa più effetto :)

# - postato da cesare - 29 Febbraio 2008 - 16:17

4

Ben vengano questi software intelligenti… l’importante però è non fossilizzarsi troppo sui dati lasciando a casa il cervello ;-)

# - postato da Mariangela - 29 Febbraio 2008 - 17:49

5

Sono morte solo se un sito è come badoo.com, o comunque su applicazioni web vere e proprie dove non si usano le classiche pagine.

Altrimenti tutt’ora non sono morte per niente.

Il cambiamento enfatizza altri parametri come la permanenza sul sito e comunque anche se si cambiasse sempre pagina con AJAX potrebbe comunque essere creato un metro di page views inerente.

# - postato da Roberto Bandini - 29 Febbraio 2008 - 19:07

6

Sì, Cesare, a volte la delusione è proprio quella che tu dici.

Si crede più a chi i software li produce, che a chi li usa da anni!

Vabbè, fa niente, tiriamo avanti :)

# - postato da fradefra - 02 Marzo 2008 - 10:26

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