Una ICO è un'Offerta Pubblica di Moneta. Per chi fosse pratico di finanza tradizionale, è l'esatto corrispettivo, in linea teorica, di una IPO, Inital Pubblic Offering. Con l'IPO una società si quota presso una o più borse su un indice, per esempio il FTSE MIB di Piazza Affari a Milano, .

Dopo essere passato per innumerevoli "test" che controllano il background societario e dei soci (chiamato "due diligence"), il titolo di una società che si sta per quotare in borsa assume un valore iniziale. Quest'ultimo viene determinato da entità esterne alla società, che possono essere agenzie di rating, banche o advisor finanziari in generale.

Il valore iniziale poi può cambiare, in relazione alle contrattazioni durante i giorni successivi all'offerta iniziale. Ecco, una ICO funziona (nella maggior parte) nello stesso modo: la società che desidera realizzare un prodotto (che sia una piattaforma, un'app, un servizio) annuncia il prezzo iniziale a cui può essere un comprato un token.

Un token corrisponde a livello teorico ad un'azione della società nella IPO. A differenza della IPO, però, un token non può essere direttamente correlato all'azienda, bensì al prodotto offerto. La vendita del token viene considerata un anticipo a fronte di un prodotto o di una quota di prodotto, un po' come succede quando si partecipa ad una campagna di crowdfunding.

Una ICO viene pubblicizzata per circa 1-2 mesi prima di essere online e generalmente dura da pochi giorni fino a 2 mesi. Sfruttando l'hype attorno alle cryptovalute e alla blockchain, molte aziende hanno raccolto decine (e alcune centinaia) di milioni di dollari. Ma questa è un'altra (e più spinosa) storia.

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