Recensioni pagate: futuro dell’advertising…

Martedì 28 Novembre 2006 - 08:37

di Alessandro Fulciniti

Web Marketing

… o minaccia per la blogosfera? Non so se sia già capitato a qualcuno di voi, ma da un paio di settimane circa ho letto su alcuni blog che frequento abitualmente frasi del tipo This is a paid review (questa è una recensione pagata).

Di cosa si tratta? Sono stati da poco lanciati un paio di siti attraverso i quali è possibile guadagnare scrivendo sul proprio blog recensioni su servizi o prodotti. Da sottolineare che in entrambi i casi ci si iscrive e si aspetta che uno
sponsor ci proponga di scrivere una recensione, che verrà pagata a seconda di alcuni parametri quali l’autorevolezza o il page rank del blog.

Questa nuova forma di pubblicità è decisamente interessante, soprattutto a livello economico. Sento però che è in grado di compromettere in maniera molto forte la natura libera e sincera dei blog, oltre che introdurre un significativo rumore
informativo
dovuto al fatto che le recensioni potrebbero essere faziose in quanto pagate.

Tant’è che l’altro giorno mi è già capitato di leggere un disclaimer su una bellissima recensione di un software, di cui riporto la traduzione della parte più significativa:

Con l’avvento dei post sponsorizzati che stanno saltando fuori in tutta la blogosfera, vorrei puntualizzare che questo post non ha nessun collegamento né affiliazione con XXX o altre parti. Sono solo le parole di un cliente soddisfatto; il fatto per cui sono così positive è perchè mi piace. Non ci sono altri scopi.

È fastidioso e spiacevole dover scrivere un simile anti-disclaimer; l’aspetto
più nocivo di queste cosiddette recensioni pagate è che aggiungono rumore e dubbio, oltre che a danneggiare recensioni legittime.

Opinione che mi trova decisamente d’accordo. Due punti da considerare per l’altra faccia della medaglia ed aprire il dibattito. Il tempo per scrivere una recensione è lo stesso, sia che sia pagata o libera: tantovale guadagnarci su. E in ogni caso, il 90% delle volte una recensione viene scritta per parlar bene di qualcosa. Qualcuno di voi ne ha già sentito parlare e/o ha aderito al programma?
Cosa ne pensate?

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Commenti

1

credo che le recensioni pagate infangheranno il buon nome di alcuni blog o siti, che perderanno (spero) utenza.
spero con tutto il cuore che presto questo sistema fallisca, anche se in realtà è fin troppo ben consolidato (e senza disclaimer!!) nelle riviste finanziarie..

una specie di aggiotaggio-blogghifero?

# - postato da PiccoloSocrate - 28 Novembre 2006 - 09:34

2

Sembra che si parla del posting a pagamento come di una novità assoluta.
Ma ciao.it ha fatto una cosa simile almeno 4-5 anni fa, a casa penso di avere ancora l’assegno!

Io penso che articoli a pagamento, verificata la qualità, possono solamente aumentare il livello dei siti.
Non è che chi scrive nel sito del sole24ore lo fa gratis.

# - postato da Merlinox - 28 Novembre 2006 - 10:00

3

Ho aderito un paio di settimane fa a ReviewMe: http://tagliaerbe.blogspot.com.....stare.html
Dico subito che NON è obbligatorio parlar bene di un prodotto o servizio, come specificato anche nella FAQ:
“Can I require a positive review?
We do not allow advertisers to require a positive review. The vast majority of reviews are measuredly positive, although many do contain constructive criticism. We view this as a bonus: how else can you quickly and cheaply get feedback on a product or service from influencers?”
Non so se, quando e come questa forma di pubblicità prenderà piede: certamente, per ora, la grossa fetta credo vada ai blogger anglofoni più “influenti”, ovvero quelli che possono contare su di un maggior numero di utenti/backlink… personalmente, l’unica recensione che mi è stata proposta, è quella del servizio stesso (ReviewMe), che dovrebbe essermi accreditata via Paypal il prossimo mese.

# - postato da Tagliaerbe - 28 Novembre 2006 - 10:02

4

Dal mio punto di vista potrebbe essere la fine di un era, troverei veramente odioso perdere tempo leggendo i miei feed per trovarci pubblicità.

Spero sia una moda passeggera…

# - postato da Dalla - 28 Novembre 2006 - 10:19

5

Un problema correlato a questo, imho, sono i commenti dei forum pagati dalle compagnie.

Tutto si basa sul fatto che Internet e’ ancora giovane e che noi siamo ancora abbituati ad usare per Internet le stesse considerazioni che usiamo nella vita reale. Quando leggiamo un commento o un blog ci immaginiamo un tizio “normale”, come tanti che si conoscono di tanto in tanto. Uno si fida di quello che dicono cosi’ come ti fideresti se lo dicesse un amico o un conoscente.

Dobbiamo pero’ imparare (e col tempo succedera’) che dietro a un nick o in un blog ci potrebbe essere chiunque, pagato o non: dovremmo imparare a non fidarci.

E questo non rovinera’ internet piu’ di tanto, perche’ cosi’ come la fiducia si instaura col tempo nella vita reale, cosi’ succedera’ in Internet. Ci sara’ qualcuno di cui mi fido dopo aver conosciuto per qualche tempo… ed il suo passaparola varra’ molto perche’ avro’ gia’ filtrato i “buoni” dai “cattivi”.

Dobbiamo solo sviluppare gli anticorpi.
(tutto imho, ovviamente)

# - postato da Diego Virasoro - 28 Novembre 2006 - 10:37

6

Di norma (ci sono state eccezione saltate fuori con Tangentopoli), chi scrive su il Sole24Ore prende uno stipendio, che scriva bene o male di qualcuno (forse un discorso diverso vale x l’editore, ma non x il giornalista). Qui invece c’è gente che aspetta uno sponsor x scrivere una recensione di un prodotto dello sponsor. Come ci si può attendere imparzialità?
Il problema però è risolto dall’indicazione “paid”, esattamente come sui quotidiani il redazionale pubblicitario deve essere segnalato. Come dice Diego, è un discorso di discernimento: coi quotidiani siamo abituati a distinguere un editoriale da un redazione, e ci abitueremo anche a questo. L’importante è la trasparenza e la molteplicità delle fonti, e Internet da questo pdv è assai meglio dell’editoria cartacea: grazie ai motori di ricerca, chiunque ha la stessa visibilità per un dato argomento, e pagare una recensione su un blog famoso xchè sia positiva non annulla l’effetto delle decine di recensioni negative su altri blog.

# - postato da paperogiallo - 28 Novembre 2006 - 11:25

7

Credo basterà abituarsi a determinati tipi di recensioni a pagamento, per poterle interpretare con le dovute cautele.
Mi fido molto di più di un cliente soddisfatto che non ha alcun guadagno a scrivere della sua esperienza.

Piuttosto c’è un fenomeno simile che sta prendendo piede e rischia di rovinare risorse come Digg: esistono infatti servizi che pagano per segnalare link.. spero sia un fenomeno passeggero.

# - postato da Tom - 28 Novembre 2006 - 11:55

8

La marchetta esiste da sempre nel mondo dei media.
Essendo i blog una componente di questo mondo, non vedo niente di male se qualcuno riesce ad arrotondare cosi.

Dai, non dirmi che Html non ha mai preso soldi per scrivere un articolo “aggiustato”?

Lo fa repubblica e tutti i grandi giornali… lo fanno anche i grossi quotidiani inglesi e americani…

E nonostante tutto mi pare che i giornali siano ancora considerati fonti attendibili…. dai su… non vedo tutto questo disastro.

# - postato da Fabrizio Ventre - 28 Novembre 2006 - 13:41

9

In relazione al post vorrei segnalare questa riflessione di Luca Conti in merito a eventuali rapporti di business fra aziende e bloggers.

# - postato da Francesco Gori - 28 Novembre 2006 - 15:38

10

Prevedo che ci saranno blogger pagati per recensire un prodotto e contemporaneamente ulteriormente pagati sottobanco dal produttore o dal concorrente del produttore per parlare bene o parlare male del prodotto.
Una volta che entrano in gioco i soldi, chi potrebbe più giurare sull’indipendenza del blogger?

# - postato da ilgattosilver - 29 Novembre 2006 - 16:11

11

Ma io non sono mai stato cotnrario alle recensioni pagate perche’ ho sempre creduto e credo ancora che un incentivo possa rendere ancora piu’ prolissa e dettagliata una recensione e non assolutamente di parte.

Obbiettiva insomma.

Nessuna azienda credo che abbia interesse ad avere solo feedback positivi, anzi.

Sono proprio gli aspetti negativi che rendono la ricerca della perfezione nei prodotti o nei servizi sempre al passo con le esigenze dei potenziali fruitori.

Se tutti parlassero bene di un’entita’ la stessa perderebbe interesse e veridicita’ da parte del popolo.

E’ giusto invece suscitare la curiosita’ e rendere vario e aperto l’organigramma dell’informazione.(perche’ una recensione e’ informazione pura e sindacabile)

Quindi sono a favore.

# - postato da festerix - 03 Dicembre 2006 - 15:24

12

Se fatto bene può essere utili per tutti, inserzionista e utente.

# - postato da simleon - 04 Dicembre 2006 - 10:29

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