Noi, internet e i media
Venerdì 28 Ottobre 2005 - 09:00
di

In un articolo ho analizzato in breve i risultati del “Quinto rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione in Italia 2005″ appena pubblicato. Il rapporto, però, contiene una marea di dati e curiosità, ben oltre quelli elencati velocemente nella prima disanima: sarebbe francamente un peccato non citare almeno alcuni di questi.
Ecco dunque, in ordine sparso, qualche spunto preso direttamente dal report a disposizione online (con specifico riferimento all’area che più ci interessa, ovvero il web):
- “Gli italiani che si accostano ai media cercano principalmente di soddisfare due bisogni: da una parte cercano più informazione, dallaltra più svago. Gli eventi drammatici di questi anni hanno prodotto più ansia nei cittadini; per raffreddare questo stato di ansia si cerca di saperne di più, ma per sopravvivere si provvede anche a staccare la spina, almeno tra un aggiornamento informativo e laltro“: la cosa vale sia in tv che sul web;
- “Computer e internet crescono, ma non sfondano. In ogni caso il dato risulta incoraggiante perché ad usarli sono principalmente le persone più giovani ed istruite. Più in generale, età ed istruzione rappresentano i fattori fondamentali per la diffusione del consumo di tutti i media, mentre il genere (in particolare femminile) costituisce un leggero ostacolo alla diffusione delle nuove tecnologie, ovviamente solo quando si combina con letà elevata e il basso livello di istruzione“;
- “Praticamente raddoppiati gli utenti di internet tra i giovani (dal 22% al 41,8%), ma anche tra gli adulti (dall11,2% al 21,9%). Rimane sempre molto basso, invece, il dato relativo agli anziani, che dall1,5% del 2001 sono passati al 2,1% del 2005“;
- “Più di sei milioni di utenti di internet (il 40,6%) non usa la rete per gli acquisti perché non si fida, ma non del sistema di pagamento in rete (come sostiene il 20,8%, cioè più di tre milioni di persone), ma perché vuole vedere e toccare di persona le merci prima di acquistarle. Calcolando che ci sono altri cinque milioni di utenti (il 34,7%) che non avvertono il bisogno di fare acquisti on line, possiamo dire che non sarà facile conquistare la fiducia di questi undici milioni di persone, mentre una maggiore attenzione ai problemi della sicurezza delle transazioni di denaro nella rete potrebbe facilmente raddoppiare in poco tempo il numero di quanti sono ben disposti verso gli acquisti via internet“;
- “La maggior parte delle persone usano simultaneamente più media, internet invece è un mezzo attivo e per la sua interattività, richiede lattenzione del consumatore […] Per quanto riguarda luso settimanale di internet, fra le persone che lo usano, il 34% del campione risulta essere on-line tutti i giorni […] È evidente che all’interno degli utenti di internet, il tempo speso on-line ha un impatto su altre attività di svago. Ad un livello pan-europeo, il 43% degli
utenti di internet afferma di guardare meno tv, e il 29% afferma di leggere meno libri come conseguenza del tempo passato on-line“;
La parte in assoluto più importante è però quella che segue il titolo, l’elenco dei relatori del Rapporto e l’abstract dei risultati ottenuti:
In collaborazione con: Mediaset, Mondadori, Ordine dei Giornalisti, Rai, Telecom Italia.
(Si ricorda che per gli uomini sono richieste giacca e cravatta).
Etichetta, innanzitutto!
Categoria: Eventi e segnalazioni | Permalink
Commenti
1
Svago riferito a cosa? Voglio dire nella realtà naturale uno svago può essere una camminata, e nella realtà virtuale?
2
Mi sembra una giusta osservazione: “informazione” è un concetto abbastanza chiaro, ma “svago” forse è un po’ troppo vaga come parola. Penso che il Censis lo consideri come, semplicemente, un “non-impegno”. La tab.21 del report indica comunque lo svago come categoria a se stante (”Svago/gioco/curiosità”) e, a parte, vengono messe attività quali chat, forum, download ed un enigmatico “avvicinarsi a personaggi musica/cinema/tv”. Francamente mi pare che forum e chat (se non anche altro) dovrebbero rientrare nella categoria “svago”, o più probabilmente che la categoria “svago” andrebbe esplosa in qualche sottocategoria più indicativa. Tant’è, prendiamo per buoni i dati del Censis… che tanto non ne abbiamo altri :)
# - postato da Giacomo Dotta - 28 Ottobre 2005 - 11:32
3
Quindi vuol dire che scrivero un sito di giochi solo per piazzarci il mio Adsense e guadagnarci un pò. Sempre se posso utilizzare i giochini presenti nella vostra sezione java.
Oppure è una cattiva idea?
4
Wow. Sicuramente interessante da leggere. Già in stampa e programmata la lettura nel fine settimana. Grazie :-)
5
Per “svago” o per “informazione”? ;)
# - postato da Giacomo Dotta - 28 Ottobre 2005 - 13:08
6
Questo articolo è stato scritto più di un anno fa e credo che ora le cose siano migliorate (mi riferisco agli acquisti on-line). Anch’io ad esempio non mi fidavo ma poi per esigenze di tempo ho iniziato ad acquistare in rete. Ad esempio ora mi affido spesso al sito www.stockinformatica.com. Soprattutto perchè c’è un po di tutto: computer, cellulari, dvd… insomma così risparmio tempo e soprattutto denaro!
# - postato da Simon - 19 Dicembre 2006 - 16:23
7
come dicevo in un altro post, la fiducia in me s’è alzata notevolmente, credo sia un percorso più o meno comune a tutti gli internauti..







