Il pregiudizio nei confronti della tecnologia va smantellato, per permettere al Paese di crescere e di poter utilizzare gli strumenti tech a servizio della vita di tutti i giorni. È un tema caldo, che interessa soprattutto le grandi e piccole aziende: qual è la strada che l'Italia sta percorrendo in questo senso?

Professionisti del settore finanziario e guru dell'innovazione sono d'accordo: per cambiare non bisogna pensare alla digitalizzazione come una fredda operazione che porta all'estinzione del lavoro umano, bensì il contrario. Esaltare le qualità della persona, mettendola al centro del processo di trasformazione, ponendola nelle condizioni di utilizzare la tecnologia come strumento. 

Che il trend stia cambiato anche tra i lavoratori appare chiaro, dopo un buio periodo fatto anche di cattiva informazione: l'87% degli italiani si dichiara ottimista sugli effetti della digitalizzazione, mentre l'85% dei lavoratori sarebbe disponibile a investire il proprio tempo libero per aggiornarsi.

Tra i più giovani, l'approccio alla digital transformation è, invece, naturale: vogliono essere produttivi in qualsiasi luogo, senza la necessità di presenziare in ufficio e timbrare un cartellino; forti utilizzatori dei social network, cercano un ambiente familiare con essi, amico delle loro dinamiche; cercano un ambiente più coeso, incentrato sul lavoro di squadra ed un maggior equilibrio tra il tempo libero e l'orario lavorativo.

Gli effetti positivi della digital transformation in Italia sono già visibili sia grazie a nuove e vincenti realtà che si disseminano nel territorio, promuovendone la cultura, sia grazie alla nascita di un movimento di Open Innovation, che coinvolge compartimenti spesso separati, che si ritrovano a collaborare allo scambio di idee innovative per crescere e trasformarsi.

Via INAZ

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