Ancora, una survey condotta nel primo quarto del 2017 da Sprout Social ha svelato come, su un campione di 1.000 utenti online, ben il 62% preferisca acquistare da realtà attive su Facebook, Twitter, Instagram e analoghi. Quali sono, di conseguenza, i consigli per sfruttare sapientemente questi mezzi in modo da aumentare la notorietà del proprio marchio?

La brand awareness rappresentata la capacità di un marchio, indipendentemente dalla portata dall'azienda, di essere riconosciuto dagli acquirenti potenziali o di essere associato a un determinato prodotto. I social, in questo senso, possono rappresentare uno strumento strategico: offrono pari opportunità a tutti gli attori, indipendentemente dalle capacità d'investimento. Di seguito, qualche consiglio.

Enfatizzare la cultura aziendale

I consumatori sui social non sono unicamente alla ricerca di ottimi prodotti e servizi, ma anche e soprattutto di un'azienda di cui si possano fidare. Per questo motivo, molte realtà imprenditoriali hanno deciso di puntare sulla cultura aziendale, dimostrando all'utente non solo la qualità dei prodotti, ma anche e soprattutto la filosofia che li ispira.

Un simile obiettivo può essere raggiunto con delle condivisioni virali, inerenti ai valori dell'azienda, comunicando direttamente con ogni singolo utente, rendendo partecipi gli acquirenti con anteprime sui prodotti, sposando delle cause etiche oltre al proprio business, nonché offrendo un piccolo accesso a quel che accade nel retroscena. Non capita di rado, ad esempio, che molte aziende quotate sui social decidano di mostrare immagini dei dipendenti e degli uffici, eventuali laboratori tecnici, video istruttivi sulla produzione di un determinato oggetto e molto altro ancora.

L'utente si sentirà parte del processo, anziché destinatario finale, e aumenterà così la propria fiducia.

Co-marketing

Soprattutto per le aziende in cerca di una maggiore penetrazione sugli utenti, poiché nuove o ancora non sufficientemente conosciute, il co-marketing può rappresentare una perfetta strategia social. Si tratta, in termini pratici, di unirsi con un'altra realtà imprenditoriale per puntare su un progetto social comune.

Questo sistema, ad esempio, sembra funzionare con successo nell'universo della moda o dei viaggi: l'acquisto di una determinata collezione di abiti, giusto per citare un caso fra i tanti, potrebbe garantire l'accesso a un breve weekend fuori porta. Le opzioni sono le più variegate, anche organizzando semplici contest, e il vantaggio è quello di aumentare la brand awareness per entrambe le società coinvolte.

Social care

Recenti ricerche hanno dimostrato come i consumatori social, soprattutto nella fascia dei Millennial, non gradiscano i canali classici d'assistenza: mail, telefonate e quant'altro. Più indicata è per loro la comunicazione diretta, ad esempio tramite le varie applicazioni di messaggistica, per ricevere un aiuto immediato, puntuale e meno formale.

Sarà quindi necessario predisporre un piccolo team dedicato unicamente a questo scopo e, fuori dagli orari di lavoro, impiegare uno dei tanti bot per l'assistenza automatica, almeno sulle questioni più frequenti. Ancora, l'interazione pubblica con i clienti dovrà sempre essere cordiale e assertiva, anche impiegando il linguaggio tipico del target di riferimento: meme e hashtag mirati potrebbero risultare irrinunciabili.

Cura delle immagini

Sulla gran parte dei social network, in particolare su Facebook e Instagram, l'immagine ha un effetto più catalizzante rispetto alla parola. Per questo motivo, utile sarà curare alla perfezione foto del profilo e di copertina, ma anche tutte le condivisioni che vengono pubblicate quotidianamente.

L'estetica dovrà essere curata e moderna, preferibilmente minimalista, e inoltre si dovrebbero adottare dei formati che siano mobile-friendly. Fra i tanti il quadrato, ormai di punta sia su Instagram che su Facebook.

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