Per quanto non siano deceduti, e si siano trasformati in strumenti pseudo-fotografici come nel caso di Tumblr, ben lontana è l'era d'oro di piattaforme come Blogger o Splinder. Ha quindi ancora senso sfruttarli oggi come strumenti di promozione e marketing, ma anche semplicemente a scopo pubblicitario?

La risposta non è così semplice come potrebbe apparire. Sebbene siano altre le piattaforme su cui vale oggi la pena investire, ad esempio i social e gli influencer in ogni loro forma e declinazione, i blog potrebbero avere ancora senso per degli investimenti mirati.

Nicchie d'utenza

Per quanto i social network risultino oggi lo strumento dalle maggiori possibilità di penetrazione del mercato, raramente riescono a fornire un'esperienza settorializzata, soprattutto per le nicchie di piccola utenza. Questo perché l'esperienza fornita è abbastanza standardizzata, nonché per una fruizione più veloce e poco attenta dei messaggi che si vuole veicolare. Vi sono dei gruppi di clienti, tuttavia, dove il classico blog potrebbe garantire le maggiori performance.

È il caso dei collezionisti, ad esempio, i quali tendono a riunirsi su blog e forum tematici anziché preferire le ormai onnipresenti pagine di Facebook. E così vale per molte altre categorie, dalle scelte alimentari ai prodotti naturali: più il target è mirato, maggiore la possibilità frequenti regolarmente un piccolo blog tematico. Naturalmente, per capire se sia il caso di investire su un blog o su un blogger, è necessario informarsi preventivamente, eseguendo ricerche sia sui social network che sui motori di ricerca classici per stabilire quale forma di comunicazione sia prevalente per il tema prescelto

Ancora, i blog potrebbero risultare particolarmente indicati per quei prodotti che traggono giovamento da una comunicazione intima e personale, raccontata in prima persona, la cui probabilità d'acquisto si basa fortemente sull'esperienza di un contatto fidato. È il caso dei prodotti di bellezza o dedicati alla salute, per citare uno degli esempi più eclatanti fra i tanti.

Basso traffico, ma alta performance

Negli ultimi anni, il traffico generato dai blog è calato sensibilmente, a meno che gli stessi non siano associati a grandi progetti editoriali e, di conseguenza, inseriti in speciali pianificazioni per garantire loro elevata visibilità. È sufficiente effettuare una ricerca qualsiasi su un motore di ricerca come Google per accorgersi come i blog abbiano perso il loro smalto, battuti da magazine tematici, questi decisamente più organizzati e strutturati. E lo stesso sembra accadere anche in Google News, dove l'egemonia dei blog è un ricordo decisamente lontano.

Qualora si decida di investire in soluzioni marketing dirette a un blog, si tenga presente come il traffico potrebbe essere tutt'altro che elevato, non di certo ai livelli di un social network, né di una fanpage da un numero non eccessivamente esagerato di utenti.

Ma il basso traffico è sempre segnale di una performance negativa? Dipende naturalmente da quali siano i propri obiettivi, ma vale la pena di sottolineare come la comunicazione su un blog si traduca più facilmente in una conversione rispetto a un'interazione social. Questo perché gli utenti, pur essendo numericamente limitati, sono tuttavia fortemente interessati all'argomento di cui si discute. Qualora si volesse promuovere un prodotto dedicato a un settore specifico, quali i già citati prodotti di bellezza naturali, investire su un blog aumenterà di certo le vendite, pur con un traffico ridotto.

In altre parole, con la riduzione dell'utenza potenziale aumenta contestualmente la probabilità d'acquisto.

Meglio un mix

Per quanto sia mirata l'operazione di marketing, quella sui blog rimane comunque sempre una scommessa, da vagliare a fondo in termini di costi e opportunità. Il consiglio è quello di non rimanere legati unicamente a una sola modalità di promozione, ma abbinare più canali contemporaneamente, per compensare qualora parte della propria strategia non dovesse fornire i risultati sperati.

Contemporaneamente ai blog, si investa anche sui social network o, meglio ancora, su un influencer che possa garantire quel tipo di comunicazione diretta e personale che proprio i blog hanno sempre assicurato.

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