Una cosa che va compresa è che scegliere è un vero e proprio lavoro, per il cervello.

Durante la fase di scelta, il carico cognitivo si alza moltissimo e viviamo un momento di vero e proprio stress. Questo stress a volte può portare allÂ’abbandono del processo o alla ricerca di una strada alternativa, più efficiente. Il tutto, ovviamente, inconsapevolmente.

Teniamo presente questa cosa, fondamentale nella vita quotidiana, ma anche e soprattutto sul Web, dove i tempi si accorciano ed il carico cognitivo è già  alto per altre motivazioni.

Quando presentiamo le informazioni al visitatore, poniamoci sempre questo dubbio: “questa cosa gli serve ed è indispensabile per lÂ’espletamento di cià che ci interessa o stiamo solo aggiungendo cose che piacciono a noi?”

Tutto cià che non è indispensabile, soprattutto se lÂ’obiettivo è la conversione, va rimosso.

In ogni caso, le informazioni che rendiamo disponibili, devono sempre essere poste in modo da non essere motivazione di scelta. Il visitatore deve poter procedere senza dover scegliere. Ogni fase di scelta è una barriera che mentalmente deve superare e presto o tardi si arriverà  al bordo del vaso, con classico travaso dato dallÂ’ultima goccia.

Come vi ponete in relazione a tutto cià? Avete mai fatto qualche prova in merito, magari su qualche landing? In che settore?

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Ti rispondo, Francesco. No, assolutamente non é riferito al tuo modo di scrivere. Il motivo per cui mi ha fatto piacere intervenire é il tema in generale. Cioé il rapporto tra psiche e decisioni/scelte. Cosa di cui non si parla mai perché si ritiene materia solo per studiosi. Tu, se ho ben capito ti riferivi al mondo informatico in particolare ma io ho solo allargato il campo.

imagina
imagina

Imagina, grazie del tuo intervento. Stavolta, però, sono io a non aver capito. Cosa intendi con tutto ciò? A cosa fai riferimento? Al mio modo di scrivere o al problema che evidenzio?

fradefra
fradefra

Ciao, questo tuo intervento mi stimola a risponderti. E' decisamente raro inbattersi in questioni che riguardano le motivazioni psicologiche riguardo il lavoro, qualunque esso sia, qui sul web dove tutti o quasi guardano altrove. In questo caso la materia, cioé l'informatica in quanto via di comunicazione non é poi tanto diversa dal resto. Non potrebbe esserlo. Non entro in merito a quello che hai detto, si potrebbe approfondire il discorso per ore ma piuttosto al fatto di quanto sia importante essere comprensibili per chi ti legge. L'opininione che ho in generale degli "esperti" di queste problematiche, é che non raggiungono mai, o comunque molto raramente, l'obiettivo preposto. Cioé quello di "insegnare" quello che in buona fede si vorrebbe. La semplicità  é sempre vincente, più che mai quando si deve leggere se stessi, ma é indispensabile semplificare il concetto al punto di renderlo visibile con esempi ... pratici. Facilmente visibili. Tipo quelli che si vedono nella vita quotidiana. Personalmente ho sempre amato questi esempi che arrivano, se vogliano dalla notte dei tempi, come i proverbi. Ti faccio un esempio. Per far comprendere quanto sia importante saper distinguere una determinata situazione e come rapportarsi ad essa mi viene in mente l'esempio del pescatore. Stai pescando, all'improvviso nel fiume scorre un elefante. Cosa fai? Lasci che abbocchi o preferisci tirar via la canna? In questo caso il pescatore deve realizzare in un attimo che sarebbe travolto, che non sarebbe alla "sua" portata quel pesce. Quanti nella vita di tutti i giorni, nel loro lavoro non hanno ben chiaro questo concetto? Insistono in sfide perse in partenza, che non vinceranno mai, perché si ostinato a pescare... l'elefante! Chiudo con i doverosi complimenti verso questo blog decisamente ben fatto, un esempio per chi lo visita. buona giornata e buon proseguimento

imagina
imagina

anche se é la cosa più difficile, credo che bisogna resistere alle tentazioni tipiche dei programmatori di abbondare con le opzioni-scelte-possibilità , e creare interfacce sempre mettendosi nei panni dell'utente, che ha fretta e che deve poter "scegliere" il meno possibile.

laboo
laboo