1. Sottoscrizione forzata o ingannevole: il modo più facile per perdere un iscritto è iscriverlo con un trucco. Abbinare la sottoscrizione parallelamente ad un acquisto o abilitarla di default senza rendere il processo trasparente, significa non avere il consenso esplicito e reale dell'utente. Non è una questione di burocrazia o privacy, quanto di reale interesse o meno a seguire i nostri aggiornamenti. Quasi sempre la reazione sarà una stizzita cancellazione.
  2. Produzione di email dilettantesche: senza leggere alcunché, il primo impatto con una newsletter è visivo. Le percezioni che si hanno nei primi secondi di visualizzazione possono determinare il successo o l'insuccesso di una comunicazione, a prescindere dalla bontà dell'offerta. E' importante scegliere il giusto formato (plain text oppure HTML) e soprattutto testarne il rendering sui vari client. Un'email dal look amatoriale farà perdere punti al brand e favorirà probabilmente la cancellazione.
  3. Invio di sole email commerciali: chi ci segue vuole ottenere sempre un valore aggiunto in cambio del nostro "disturbo epistolare". Il lettore dedicherà qualche minuto del suo tempo al nostro messaggio a patto di trovare sempre qualcosa di utile anche a livello informativo. Cercare di promuoverci sempre e solo tramite vendite e offerte può generare ritrosia nei confronti di chi non vuole a tutti i costi comprare qualcosa. Largo quindi a suggerimenti, consigli su prodotti correlati, approfondimenti e quant'altro possa rivelarsi un buon contenuto pre e post vendita.
  4. Invio di contenuti non utili: i messaggi che inviamo ai clienti del nostro punto vendita di abbigliamento potrebbero non interessare tutti. Notificare una promozione sugli abiti da donna raggiungerà una metà di pubblico non idonea, che potrebbe quindi cancellarsi senza troppi ragionamenti. E' fondamentale pertanto segmentare la nostra lista e cercare di mandare messaggi specifici a sottogruppi ben profilati.
  5. Invio esagerato di email: nulla stanca più dell'invadenza. Voler rimanere aggiornati su un prodotto/servizio/azienda non significa doversi sorbire 3-4 email a settimana o lunghi silenzi seguiti da comunicazioni quasi quotidiane. A meno di eccezioni una newsletter dovrebbe essere inviata non prima di 1 settimana di attesa dalla precedente.

Cercando di evitare questi errori, potremo veder ridurre il numero di cancellazioni e mantenere agganciato il nostro zoccolo duro.

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