GrayBit
Venerdì 28 Aprile 2006 - 11:30
di Cesare Lamanna

“Affidarsi ai colori per determinare la visibilità e il contrasto di una pagina può portare a valutazioni errate. Convertire i colori nei loro equivalenti in scala di grigi è un metodo più affidabile. Eliminando l’influenza del colore, siamo in grado di valutare meglio il contrasto visivo reale…“.
Così recita la pagina di presentazione di GrayBit, uno strumento messo a punto da Mike Cherim e Jonathan Fenocchi per svolgere questo tipo di test su qualunque pagina web (qui la versione in scala di grigi di questo blog).
Alcuni dei limiti del servizio sono evidenziati in un post su Accessify, mentre per una panoramica in italiano sull’argomento non posso non rimandarvi a Contrasto Colori, che offre tra l’altro una lista di altri strumenti automatici di valutazione del contrasto.
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Commenti
1
Carino come strumento.
Certo che è un filtro un pò picassiano.
Tra l’altro non sono convinto che portare il tutto su scala di grigi possa essere un metodo più affidabile per la valutazione di una differenza cromatica.
Un rosa chiaro e un verde chiaro, portati in scala di grigi non hanno poi tutta questa differenza.
Provare per credere rosa=F8D1F1 | verde=CBF5AF.
Distogliete un attimo gli occhi dopo che l’avete campionato in grigi.
2
Pensate sempre ai daltonici come me… siamo più di quanti pensiate :-)
# - postato da Tagliaerbe - 29 Aprile 2006 - 13:43
3
Bel tool, utile!
Attenzione, che non funziona se il css è definito tramite la direttiva
@import
carica la pagina senza fogli di stile (e non serve a nulla)
4
In realtà sono perplesso. O meglio:
la conversione in scala di grigi è uno dei metodi per valutare un buon (nel senso di usabile) accostamento cromatico. E’ utile in previsione di
- monitor-display monocromatici
- stampa con stampante bianco/nero o fax
- certi disturbi nel funzionamento dei coni (i recettori rgb all’intrno dei nostri occhi
Però ci sono anche altri test da effettuare. Ad esempio per i daltonici il processo di test è completamente diverso. Ci sono dei filtri apposta, sia online, sia come plugin per Photoshop, che simulano la pronatopia, la deuteranopia e la tritanopia.
Un daltonico mica vede in monocromia!!!il “contrasto visivo reale” così come viene definito nella citazione a inizo post, dal punto di vista medico, mi sembra un’ingenuità, se non una sciocchezza.
Comunque in proposito mi pare di aver letto un capitolo sul libro “www.colour” di Roger Pring. Apogeo Editore.







