Analizziamo quindi nel dettaglio le ultime novità. Google Play Store concede agli utilizzatori che acquistano un'applicazione di annullare tale operazione e di richiedere il rimborso completo della somma pagata; nel caso in cui tale richiesta venga formulata entro 2 ore dal pagamento il rimborso viene eseguito immediatamente, se invece essa viene inviata entro 48 ore la procedura potrebbe essere leggermente più lunga, ma anche in questo caso il rimborso viene concesso secondo la tradizionale modalità "soddisfatti i rimborsati".

Play Store

Esiste poi la possibilità di richiedere un rimborso anche una volta scaduto il termine di 48 ore. In quest'ultimo caso infatti l'utente può scrivere un messaggio email all'azienda californiana, spiegando le ragioni per le quali desidera annullare il suo acquisto e allegando, eventualmente, una propria valutazione dell'applicazione che non desidera più utilizzare. Fin qui tutto bene, se non fosse per il fatto che d'ora in poi anche questi rimborsi saranno a carico dello sviluppatore.

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Da questo punto di vista la recente comunicazione inviata da Google in proposito appare inequivocabile:

We will subtract all refunds from developer payouts, not just those made within 48 hours of purchase.

In precedenza il "Google Play Developer Distribution Agreement" prevedeva che i rimborsi oltre le 48 dovessero essere pagati da Mountain View, motivo per il quale gli sviluppatori si vedevano comunque accreditati i guadagni derivanti dall'acquisto annullato. La revisione operata a carico delle policy attraverso la cosiddetta Voided Purchases API modifica invece una prassi consolidata, permettendo al market place di stornare i rimborsi direttamente dai conti degli sviluppatori, indipendentemente dal motivo per il quale siano stati richiesti.

Via GitHub

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