SEO smemorato… sito bannato: ipotesi sulle recenti penalizzazioni illustri.
Lunedì 27 Agosto 2007 - 09:00
di Fabio Sutto

Periodicamente nelle SERP di Google osserviamo quelle che potremmo definire ‘campagne di penalizzazione‘, solitamente si presentano a seguito dell’introduzione di qualche novità nell’algoritmo, o comunque quando l’articolato sistema di verifica della qualità viene tarato per prestare maggiore attenzione verso le pratiche scorrette che nel tempo hanno raggiunto una particolare diffusione.
Nelle ultime settimane stiamo assistendo proprio ad una di queste fasi, ed ad essere colpiti sono stati sia siti illustri e insospettabili come il celeberrimo
MasterNewmedia.org, sia un paio di importanti portali turistici italiani tradizionalmente ben posizionati.
Fin qui nulla di strano, ormai sappiamo che Google non fa sconti a nessuno, ma la situazione suscita comunque alcune perplessità: ad una prima analisi le ragioni di questi ban (esclusioni dall’indice) non sono così evidenti come avveniva nel passato, quando le trasgressioni erano molto più diffuse e sfacciate; inoltre il fatto che non sempre Google invii la mail di avviso (che avrebbe l’utile funzione di indicare la violazione riscontrata), contribuisce all’estrema incertezza.
In queste condizioni diventa difficile distinguere le vere penalizzazioni dagli assestamenti temporanei tanto che, comprensibilmente, si è scatenata l’orgia di ipotesi da parte dei SEO.
Il recente alert (francamente un po’ terroristico) di Matt Cutts contro i link a pagamento ha fatto subito pensare a qualcosa che riguardasse il ‘doping’ della link popularity, ma la vera ragione, in molti casi confermata dai diretti interessati, è piuttosto banale: il testo nascosto.
La causa più probabile delle penalizzazioni di questi giorni
Il fatto che ricorrere al testo nascosto sia una pratica deleteria non è certo una scoperta, la principale novità invece sta nel fatto che chi si occupa dei siti colpiti spesso neppure ricordava l’esistenza di quei testi, infatti spesso le pagine incriminate erano vecchie, dimenticate, e per nulla posizionate… a volte veri e propri ‘residuati bellici’ dell’epico sforzo dei SEO per arraffare qualche posizione:
Invece nel caso specifico di MasternewMedia.org si trattava davvero di poca cosa, una goccia nell’oceano di un sito che sarebbe riduttivo definire ‘trusted’.
È inevitabile porsi qualche domanda
- È possibile essere colpiti per così poco?
- Ma le penalizzazioni dovute a testo e link nascosti non derivavano dal controllo manuale dei quality raters?
- Gran parte dell’attività dei quality raters non si basava sulla ‘delazione’ da parte degli utenti?
- Come è stato possibile individuare pagine non posizionate che gli stessi responsabili dei siti (gente esperta e smaliziata) avevano dimenticato?
Personalmente ritengo che la spiegazione più probabile sia che Google in questi mesi abbia utilizzato le segnalazioni dei navigatori ed il lavoro dei quality raters per approntare un sistema di riconoscimento automatico delle più tipiche violazioni delle guidelines (testo nascosto attraverso i CSS, pagine bloccate con il noscroll etc.etc.), anche quelle che un navigatore umano non immaginerebbe neppure di dover considerare.
Nota a margine di carattere umano
Per l’ennesima volta i mesi canonici per le ferie (dicembre ed agosto) si dimostrano carichi di insidie per webmaster e SEO :)
Altri post sull’argomento
- MasterNewMedia: la fine dell’incubo
- Discussione sulle penalizzazioni (GT Forum)
- Master New Media penalizzato: da Google o da se stesso? (980km)
- Procedura per le richieste di reinclusione (Edit)
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Commenti
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Gli sbagli si pagano.. Anche se di una goccia nell’oceano sempre di cloaking trattasi..
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Sarebbe interessante conoscere la casistica completa del “testo nascosto” secondo Google.
Io per esempio uso, come tanti, la proprietà text-indent con valore negativo, insieme ad un font-size:0 per l’image-replacement, e non so esattamente se ciò sia accettato o meno…
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Tanto per essere chiaro (la cosa è scritta e spiegata chiaramente su Master New Media) il testo nascosto consisteva in un codice numerico di 4 cifre pubblicato invisibilmente su ogni pagina e che ci serviva come riferimento per funzioni particolari all’interno del nostro content management system.
Cloacking?
Ma va….! :-)
# - postato da Robin Good - 27 Agosto 2007 - 18:58
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Robin mi pareva di aver letto anche di un h1 nascosto. Ricordo male?
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Non ricordi male affatto Stefano - home page di Master New Media - ecco cosa avevo:
<h1 style=”display:none”>Independent Publishing News, e-Marketing Articles, Online Collaboration Reviews by Robin Good</h1> - senza dubbio un errore da parte nostra poi dimenticato nel tempo. Dubito che avesse alcuna utilità e non era voluto per motivi di SEO ma per ovviare a problemi di layout.# - postato da Robin Good - 27 Agosto 2007 - 21:22
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ed era solo in homepage?
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Solo in home page.
# - postato da Robin Good - 27 Agosto 2007 - 23:53
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Solo in home page.
In tutte le home del network :\
# - postato da Steno - 28 Agosto 2007 - 00:16
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Robin Good ,ma e anche possibile che avendo “tu” la home in diverse lingue una key “nuova” ABBIA FATTO CREDERE al blog di
parcheggiarti per eventuali “ACCERTAMENTI” se quella key possa essere di scomodo per le ricerche…che so per esempio una key copy© o key di sesso …religione..staff google ecc?!?!?!(rivedi le key di quel periodo)Sai io non credo a un banno per pochi giorni;) sai google non banna a nessuno se non e manuale o su richiesta,se lo fa tramite un bot…parcheggia.MA HAI FATTO BENE A Marketingtizzare l´evento ,adesso ognuno dice la sua,il guaio che troppi link ti faranno del male e non del bene.
key
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scusate lérrore volevo dire “BOT” o crawler
“Robin Good ,ma e anche possibile che avendo “tu” la home in diverse lingue una key “nuova” ABBIA FATTO CREDERE al bot (crawler) di….. di
parcheggiarti per eventuali “ACCERTAMENTI” se quella key possa essere di scomodo per le ricerche…che so per esempio una key copy© o key di sesso …religione..staff google ecc?!?!?!(rivedi le key di quel periodo)Sai io non credo a un banno per pochi giorni;) sai google non banna a nessuno se non e manuale o su richiesta,se lo fa tramite un bot…parcheggia.MA HAI FATTO BENE A Marketingtizzare l´evento ,adesso ognuno dice la sua,il guaio che troppi link ti faranno del male e non del bene.
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Onestamente io credo che questo genere di provvedimenti andrebbe utilizzato SOLO do una verifica umana da parte di un esperto. Google tenta continuamente di automatizzare ogni cosa, come è giusto che sia, però non può applicare “punizioni” di questo genere senza che vi sia la certezza assoluta della cattiva fede del webmaster e soprattutto la consapevolezza da parte sua di avere sbagliato!
Poi sono d’accordo con chi dice che chi sbaglia deve pagare; però io credo che una email di avvertimento al webmaster prima del ban sia d’obbligo! Può succedere a tutti di dimenticare qualcosa o di operare con leggerezza, no?
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@Psicologo
sono d’accordo con te su certi “estremismi” ma nel mio post sono stato poco chiaro (quasi quanto Key ;))
In realtà Masternewmedia.org non è stato bannato ma ha subito una penalizzazione (reale o apparente) le cui cause non sono ben chiare, potrebbe anche non avere a che fare con il testo nascosto ed essersi trattato di un semplice assestamento delle SERP.
Mentre il testo nascosto ha sicuramente fatto bannere i due portali turistici di cui parlavo.
Se Google non invia la mail di avviso i casi sono tre:
1) non sei stato bannato
2) ritiene che la violazione sia avvenuta in palese malafede
3) non ha trovato una mail a cui scrivere (o noi non abbiamo controllato l’indirizzo)In realtà la mail di avviso sarebbe utile proprio nel caso delle penalizzazioni più subdole (es. penalizzazione da adsense)…perchè di un ban vero e proprio è difficile non accorgersi.
# - postato da Fabio Sutto - 28 Agosto 2007 - 22:34
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Capisco…
Non avevo pensato al 3° punto che hai elencato. In effetti è una possibilità! Il secondo rimane comunque discutibile.
Dal momento che hai accennato alla penalizzazione ad adsense, sapresti dirmi in cosa consiste esattamente? Vengono ridotte le visualizzazioni o che altro? Ogni tanto ho la sensazione che il mio adsense non funzioni a dovere, infatti negli ultimi mesi il mio sito ha quasi raddoppiato i visitatori mentre i guadagni sono addirittura diminuiti.
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dal momento che hai accennato alla penalizzazione ad adsense, sapresti dirmi in cosa consiste esattamente?
@Psicologo
Ho scritto qui un post sull’argomento “penalizzazioni subdole”.# - postato da Fabio Sutto - 29 Agosto 2007 - 17:20
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Ciao a tutti, anch’io ho paura di aver subito una google-mazzata. Ho un piccolo blog sui trentenni (Trentasenza) che da mesi era in testa su keywords quali “i trentenni”, “le trentenni”, “trentenni”, ecc..Ora non appariamo più tra i risultati con quelle key. La cosa strana è che se cerco direttamente “Trentasenza” su google il blog appare come risultati…è corretto? o non si tratta di ban? non sono un seo master, magari potete aiutarmi…potrebbe trattarsi di un’azione momentanea? il blog non mi sembrava contenesse blackhat, l’unica cosa che potrebbe generare sospetto era il titolo delle pagine (utilizzando la parola “trentenni” sempre nel titolo affianco al nome del blog, se un post conteneva la stessa parola c’è il rischio di una ripetizione bannabile). Per il momento ho sostituito nello slogan la parola “trentenni” con “30enni”…:) Il resto mi sembra ok, anche le parole in H1 inserite sono in chiaro, quindi non capisco dove sta il problema. E ora? che si fa? C’è un modo certo per capire se si è stati bannati o meno? Grazie a tutti
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non vedo la meta description sul tuo blog…
# - postato da Alessandro Guio - 04 Gennaio 2008 - 14:26







