Elogio della semplicità (beta)
Martedì 27 Marzo 2007 - 09:34
di Giacomo Dotta

Quando facciamo informazione online (e per “facciamo” intendo noi tutti, perchè tutti online producono in qualche modo informazione), dovremmo tenere in considerazione un principio molto importante: chi legge, deve capire.
Noi che leggiamo qui su Edit siamo tutti un po’ geek, programmatori, sviluppatori, comunque un’utenza “evoluta” che condivide un certo codice e sa adoperare termini e concetti ai più sconosciuti. Insomma: se vi parlo di “duepuntozero” avete idea di cosa sto parlando. Però non sempre è così: non sempre il lettore è avanzato, non sempre passa ore e ore in rete.
Ho una sensazione: troppo spesso in questi ambienti ignoriamo gli “utonti”, quelli che allo strumento si sono approcciati da poco e che ancora non ne conoscono i linguaggi e gli strumenti. Troppo spesso mi son trovato a chiedere ad un amico quale feed reader adoperasse, per poi trovarmi a spiegare cosa fosse un feed e cosa un reader dopo la sua espressione persa nel vuoto.
L’Italia, statistiche alla mano, non è un popolo di navigatori. La cultura informatica è generalmente bassa. Noi tutti, forse, potremmo fare una cosa buona nell’accompagnare per mano gli “analfabeti” del terzo millennio. Tutto ciò non rimarcando le differenze, quanto piuttosto coinvolgendo i nuovi arrivati rendendoli parte della Grande Conversazione.
L’angolo della marketta
Ho avuto modo di vedere nei giorni scorsi il primo libro di Salvatore Aranzulla (con prefazioni di Vittorio Pasteris e Raoul Chiesa). Il libro sarebbe, per gli utenti di questo blog, totalmente inutile perchè elenca una serie di concetti e nomi che già conosciamo ampiamente. Ma il libro (”Sicurezza informatica” edizioni FAG) è sicuramente utile per chi non sa cosa sia lo spam, a cosa serva Firefox, come si configuri un firewall. Concetti fondamentali, linguaggio semplice, grafica illustrativa: ben fatto, Salvatore.
Lo scorso Febbraio si sono collegati in rete 18 milioni di italiani, l’1% in più rispetto a Gennaio. Uno per cento significa 180 mila persone completamente “ignoranti” in materia. Per ognuna di queste il libro di Salvatore sarebbe utile, forse necessario. Passata questa prima erudizione dovrebbe essere compito di ognuno di noi, utenti navigati, aiutare i nuovi arrivati a meglio comprendere le dinamiche della rete usando espressioni e concetti non propri solo del nostro intimo micromondo di contatti e convenzioni.
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Commenti
1
Se un blog parla di informatica, è abbastanza logico che usi termini tecnici. Così come è logico aspettarsi che una persona estranea all’informatica non navighi blog “informatici”.
Lo stesso concetto vale per qualsiasi tema venga trattato nel blog, o semplice sito web che sia.
In caso contrario, non si potrebbe mai parlare “tecnicamente”, ogni mese un sacco di gente si affaccia per la prima volta, quindi tanti ignoranti in più (nel senso buono del termine) cui non poter sottoporre termini tecnici.
Che l’aiuto sia necessario è fuori discussione.
Ma sovente non viene recepito, o meglio, non viene “memorizzato”.
2
concordo con Cristian, da un blog specializzato non ci si può aspettare che un liguaggio specializzato. ora: se una persona iniza ad avvicinarsi ad internet, non credo (e l’esperienza me lo ha insegnato) che inizi a navigare in pagine dove si parla di feed, css, firewall o quant’altro di simile.
credo che la stragrande maggioranza di quelli che oggi si avvicinano al web, contemporaneamente si avvicinano ai computer, quindi si parte dalle basi più elementari, non certo dai temi cari ai geek.
# - postato da gio - assistenza informatica - consulenza - 27 Marzo 2007 - 10:39
3
Chiaramente, Giacomo fa riferimento a siti specializzati, scritti da specialisti per un pubblico specializzato (o che - almeno - ha idea di cosa si parli).
Il problema di esprimersi in un linguaggio “a prova di utonto” coinvolge in realtà ogni situazione. Quanti siti si preoccupano di essere chiari anche “per un bambino di sei anni”?
E’ logico che alcuni termini tecnici in particolari contesti debbano essere utilizzati. Ciò, tuttavia, non esime il redattore dell’articolo dal mettere a disposizione del lettore una serie di strumenti di aiuto alla comprensione: dai vari “acronym”, “abbr” o uno “span title=” (almeno alla prima occorrenza del termine) fino al vero e proprio glossario.
In altre parole: se io non capisco niente di motori non mi comprerò in edicola una rivista per meccanici; ma da Quattroruote pretendo di capire se un tipo di auto può essere o no adatta alle mie necessità.
# - postato da Pierluigi - 27 Marzo 2007 - 12:31
4
Qualcuno di voi ha visto il nuovo sito rai? Cosa ne pensate?
5
@Dennis:
Qualcuno di voi ha visto il nuovo sito rai? Cosa ne pensate?meglio di italia.it ;-)
# - postato da Fr@ncesco - 27 Marzo 2007 - 16:34
6
Sinceramente parlando… se qualcuno finisce su HTML.IT non è di sicuro perchè cercava qualcosa di molto diverso da un sito di programmazione,informatica, webdesign… di conseguenza è qualcuno che bene o male si è avvicinato a uno di questi immensi universi… chiaro che qui si utilizza un certo tipo di linguaggio che per i “profani” o i “njubbi” non è facile da comprendere, però mi sembra corretto che rimanga tale nei confronti di chi invece ha anni di esperienza e si rapporta professionalmente con gli altri informatici.
Se poi ci sono parole che non si capiscono… c’è GOOGLE!!! :) Io se incappo in un concetto che non mi è troppo chiaro o mi è completamente sconosciuto chiedo sempre aiuto al buon motore di ricerca felice di aver appreso un termine nuovo!
7
Io supporto la semplicità sempre, anche in ambienti specialistici come potrebbero essere quelli informatici…
A volte mi capita di leggere articoli, anche su questo blog, che fanno riferimento a termini che non ho mai sentito… A fare due ricerche magari ci metterei solo 2 minuti, ma navigando a volte il tempo é poco, e spesso soprassiedo…Io non mi ritengo un’enciclopedia mobile… Non credo di essere il solo, quindi credo che a volte sarebbe più comodo dare due righe di spiegazione studiata per essere compresa, piuttosto che dare troppo per scontato…
8
Sottoscrivo Luca, spesso parlo con persone/clienti che sparano certi termini di marketing al limite dell’aramaico. Personalmente mi sono da tempo unito al movimento dei “semplificatori” soprattutto nel web.







