Vendere gli standard

Venerdì 27 Febbraio 2009 - 08:59

di Cesare Lamanna

Web Standards

Credo che il thread di commenti al post di ieri sull’HTML spazzatura sia estremamente illuminante (a proposito, grazie a tutti).

Voglio estrarre solo un intervento, breve, lapidario ma significativo, quello di Giacomo:

L’uomo ovviamente, ma il motivo è che i vantaggi sono troppo marginali.

Non so se Giacomo si riferisse ai vantaggi per l’utente/visitatore o per il cliente o per lo sviluppatore. Volendo però concentrarci sul rapporto con il cliente o con chi commissiona il sito o con chi gestisce un progetto ed è insensibile a certi temi, esiste un modo valido per convincere i soggetti in questione che un approccio di rispetto verso gli standard conviene? Non credo, per esempio, che presentarsi da un cliente dicendo “Guarda, farò un sito standard compliant perché separare struttura e presentazione è fondamentale e conviene” possa sortire gli effetti desiderati :). Altri sono forse gli argomenti su cui insistere, non trovate? Ma quali?

Mi è venuto in mente che Chris Heilmann aveva aperto un wiki per trattare la questione, The Business case for Web Standards. La sezione Arguments è piena di spunti interessanti, magari qualcuno può venirvi utile per il prossimo colloquio :).

Tags:

Categoria: Web Standards | Permalink

Commenti

1

esatto, bel casino spiegare al cliente perchè per mettere giù una paginata magari ci fai 8 ore, mentre se apri pubblisher la fai in 5 minuti

sopratutto perchè a prima vista e sotto i click di utente superficiale, i risultati possono non differire granchè…

# - postato da lupu - 27 Febbraio 2009 - 09:27

2

Ciao a tutti.. ho ripreso in mano l’html da luglio scorso circa per motivi di lavoro e ho avuto la fortuna di imbattermi nelle guide e nei libri giusti, cercando di creare solo siti validati e accessibili sotto tutti i punti di vista..
Penso che i motivi esposti nel sito che hai segnalato siano più che sufficienti per scegliere tra “html” e “html+standard”.. sia per chi va a fare il sito, sia per chi lo commissiona..
Basta “vendere” il prodotto enfatizzando nella maniera giusta le sue qualità ;-)

# - postato da Zave - 27 Febbraio 2009 - 09:34

3

Io ribalto la questione: per me è più facile
sviluppare su standard che mi consentono di
distribuire soluzioni migliori ;)

# - postato da Sviluppatore - 27 Febbraio 2009 - 10:38

4

Motori di ricerca.

È l’unica che funziona, di tutto il resto al cliente non può fregare (giustamente) di meno.

“Giustamente” perché lui ragiona da utente e un utente non vede la differenza, se non quando gli si presenta il conto (a meno che si sia così filantropi da non farsi pagare il tempo extra che ovviamente l’aderenza agli standard richiede).

# - postato da Luciano Ghione - 27 Febbraio 2009 - 10:45

5

Prendendo spunto da quello che dice Sviluppatore, vale anche per me, e credo che la scelta sia simile a quella tra la programmazione procedurale o a classi.
La programmazione a classi, a fronte di una pianificazione e uno “sbattimento” maggiore iniziale ti permette di creare un progetto manutenibile e di facile estensione.
Il punto è che questo è un vantaggio soprattutto per lo sviluppatore che acquisisce metodo e crea prodotti di qualità e meno per il cliente.
Una volta appreso il metodo però sono sicuro che il tempo impiegato per creare xhtml valido sia lo stesso (se non meno) di quello speso per creare una griglia tabelle incasinata.
Quindi la scelta dovrebbe essere fatta dal programmatore a prescindere da quello che vuole il cliente, come scelta di stile lavorativo.
Come in tutti i campi c’è un modo per fare le cose bene e uno per fare le cose male, se si tratta di fare il sito al macellaio (con tutto il rispetto) probabilmente si può fare anche senza seguire gli standard e nessuno si accorgerà di nulla, e se il nostro obbiettivo è quello di continuare a fare siti per il macellaio, allora possiamo fregarcene di qualsiasi standard/menata, ma se puntiamo a crescere è prima di tutto un nostro interesse fare le cose per bene.
Quindi collegandomi anche al post di ieri, l’html spazzatura continuerà ad esistere nella misura in cui continueranno a esistere programmatori che puntano alla mediocrità, e clienti che si accontenteranno di essa.

# - postato da gianiaz - 27 Febbraio 2009 - 10:49

6

L’unico argomento che può far presa su un cliente sono i risultati sui motori di ricerca.

I vantaggi per lo sviluppatore sono evidenti: migliore mantenibilità, possibilità di estendere il progetto facilmente, risparmio di tempo di gestione.

Sono convinto che un buon web designer non impieghi più tempo per realizzare un sito come si deve rispetto ad uno a tabelle.

# - postato da Tom - 27 Febbraio 2009 - 11:20

7

Per me è esattamente come dice Luciano Ghione: MOTORI DI RICERCA.

Di solito il mio “barbatrucco” è quello di chiarire che i motori di ricerca indicizzano meglio le pagine standard e che quindi è una grossa manna per l’indicizzazione realizzare pagine il + possibile pulite e precise.

Essere ben indicizzati ormai è un’esigenza chiara a tutti i clienti, pertanto è l’unico perno su cui fare leva efficacemente.

# - postato da Maurizio - 27 Febbraio 2009 - 11:22

8

- Motori di ricerca,
- leggerezza del contenuti,
- facilità e velocità negli interventi di manutenzione e di modifica futuri (quest’ultimo è di interesse sia per lo sviluppatore, sia per il cliente).

questi sono per me i motivi chiave

Inoltre ora sono infinitamente più veloce di 6 mesi fa nel creare siti conformi agli standard e non saprei nemmeno da che punto partire per fare un sito con tabelle =) ..

# - postato da Zave - 27 Febbraio 2009 - 11:24

9

Forse la cosa più semplice da fare (come faccio spesso, del resto) è ricorrere ad esempi stile utonto.
Qualcosa di brutale tipo: “se vuoi costruirti una casa ti basta che questa sia bella e stia su (e realizzarla in cartongesso spendendo poco) oppure vuoi che resista anche ai terremoti e che duri almeno 20 anni senza doverci mettere mano tutti gli anni per interventi di restauro?”

Generalmente con domande/approcci simili riesco ad ottenere un consenso affinchè il sito sia strutturato con qualità oltrechè con l’immagine

# - postato da Giacomo - 27 Febbraio 2009 - 11:25

10

Scusate la domanda un po’ provocatoria e leggermente off-topic.
Ma, quanti di voi sanno spiegarmi cosa intendete per pagine aderenti agli “standard”?
Secondo me e’ un parola di cui si abusa candidamente senza ben saperne il significato.
Per cui sono curioso, cosa significa per voi standard?
- che usa layout table-less e css?
- che viene validato?
- che rispetta alcuni parametri di accessibilita’ (se si, quali?).
- altro?

# - postato da Andrea - 27 Febbraio 2009 - 12:32

11

cerco di rispondere alla domanda “provocatoria”:
semplicemente una pagina rispetta gli standards quando utilizza i tag html secondo lo scopo per cui sono stati creati.
Il codice validato non è sinonimo di utilizzo corretto degli standard. Ovviamente a perer mio

# - postato da mario - 27 Febbraio 2009 - 13:23

12

sottoscrivo quanto sostengono Sviluppatore e Tom

e vorrei aggiungere…
dire a un cliente “te lo faccio tableless che è meglio…” è un trucco nostro (giochiamo con parole a lui incomprensibili per vendere la nostra prestazione a un prezzo maggiore…)
poi di fatto OGNUNO LAVORA COME SA e chi sa lavorare meglio (e standard è meglio!!) risparmia anche tempo (e quindi in proporzione è stato anche pagato di più)

non c’è da convincere il cliente che è meglio rispettare gli standard… bisogna solo convincere se stessi…

# - postato da EsseZeta - 27 Febbraio 2009 - 14:08

13

si potrebbe anche giocare sul fatto del risparmio: creando un sito seguendo gli standard in futuro non ci sarà bisogno di sistemarlo ogni volta che esce un nuovo browser (a meno che non sia conforme agli standard)

# - postato da patrick91 - 27 Febbraio 2009 - 14:58

14

Lavorando in un’azienda con + di 30 dipendenti e con molti clienti business il cui unico vero bisogno è di avere il sito online il prima possibile, devo dire che, sebbene ci possa essere un vantaggio nel realizzare siti con codice pulito e standard soprattutto in previsione di successivi aggiornamenti, l’argomento non interessa nè al cliente, nè ai direttori, nè tantomeno ai commerciali che devono vendere (possono usarlo come un plus ma non credo che faccia tanto peso sulla chiusura del contratto). Se l’azienda ha bisogno di fatturare molto il guadagno lo fa in buona parte nel tempo impiegato nel realizzare il sito, validazioni e test su tutti i browser esistenti al mondo fanno perdere troppo tempo.
Molto spesso io faccio le validazioni di “nascosto” ma questo fa parte della mia personale etica professionale.

# - postato da luca - 27 Febbraio 2009 - 14:59

15

Il commento quotato nel post iniziale è il mio :) (mi è venuto un colpo quando l’ho letto :D d’ora in poi mi firmerò Giacomo@Ed per distinguermi dall’altro che si firma Giacomo)

La mia critica era rivolta principalmente agli standard. Scrivere bel codice (pulito, separare contenuti dalla grafica, usare i CSS ecc) è sicuramente vantaggioso per entrambi, ma farlo seguendo gli standard ha veramente pochi vantaggi.
Io non me la sentirei, parlando con il cliente, di elencare l’aderenza del codice agli standard come un pregio. Il motivo è che in termini pratici non credo ci sia neanche mezza differenza tra due pagine scritte bene, ma una validata e una con degli errori. Mi riferivo a questo quando dicevo che i vantaggi sono troppo marginali.
Ed è proprio questo il motivo per cui non valido mai le pagine che creo (sebbene credo di poter dire che mediamente siano ben scritte, anche semanticamente).

Se poi inceve per html spazzatura parliamo di decine di tabelle annidate e grafica nel codice stesso… allora li è stupidità, perchè a fronte di un pò di tempo per abituarsi a scrivere codice pulito e usare i css i vantaggi sono enormi, soprattutto per gli sviluppatori (ma di conseguenza anche per il cliente che avrà un prodotto migliore pagandolo, forse, meno)

# - postato da Giacomo@Ed - 27 Febbraio 2009 - 18:28

16

Questa discussione mi ricorda antiche discussioni sugli “spaghetti Basic”. Quando mi pagavo gli studi con lavori occasionali sul Commodore64 (autodidatta in edicola, e storcete pure il naso). I miei clienti erano piccoli commercianti e artigiani che scoprivano nel C=64 le funzionalità di un computer e ci tenevano semplici magazzini, elenchi clienti o programmi per la fatturazione. All’epoca avevo dato una occhiata ai programmi “professionali” Buffetti. Codici in linguaggio Basic incomprensibili, mal scritti e poco efficienti. Però quasi gli unici commercializzati. E nelle riviste, unica palestra disponibile per me allora, si discuteva appunto della “eleganza della programmazione”. Alla fine di tante letture, confronti e valutazioni, all’epoca trassi la conclusione che in fondo era vero: era importante una programmazione pulita, ma non per ragioni estetiche o etiche, ma per ragioni di manutenzione, efficienza della stessa ed efficienza del codice. Se queste attenzioni avessero guidato la scrittura dei codici di Windows o di Office avremmo visto strumenti più leggeri e più veloci. ;-)

Ho visto anche allora che in sistemi superiori la musica non è cambiava, anzi peggiorava, poiché una macchina più potente non richiedeva al programmatore le stesse attenzioni, insomma si può sprecare sempre più memoria, risorse e tempo. E vale ancora oggi e sempre di più (tranne per applicazioni con uso intensivo delle memorie, delle capacità di calcolo etc).
(Ora non mi occupo più di programmazione a scopo lavorativo, mi è solo rimasta un po’ di curiosità da hobbista…)
Comunque anche allora le discussioni vertevano sulla facilità di manutenzione, sulla robustezza del codice etc etc ma alla fine al “cliente comune” queste cose ora come allora non interessano. Come in tutti i campi (automobili, elettronica, abbigliamento, etc), oggi sempre più la qualità non paga e non interessa (finché tutto funziona bene). Chiamiatela se volete “cinesizzazione”.

Tornando rapidamente e concisamente in topic: ritengo che gli argomenti validi per difendere l’importanza della qualità, da profano, siano quelli indicati da Zave. Forse con la diffusione dei netbook le “pecche” della programmazione fuori standard saranno più visibili e i siti meglio costruiti saranno più fruibili. Forse.

(perdonate la lunghezza, dovuta a pioneristiche nostalgie)

# - postato da Logico - 27 Febbraio 2009 - 20:32

17

>> Altri sono forse gli argomenti su cui insistere, non trovate? Ma quali?

Dando il buon esempio, e cioé togliendo dalla pagina sulla quale hai scritto tutti i suoi errori di validazione

# - postato da savonarola HTMLista - 28 Febbraio 2009 - 12:03

18

Grazie Savonarola, ora la pagina è valida, pensa, tutti quegli errori per un a non chiuso bene che poi si replicava…

# - postato da Cesare Lamanna - 28 Febbraio 2009 - 14:20

19

La validazione non costa più di 20 minuti se chi scrive sa ciò che scrive.

Se uno sa, scrive codice corretto…

# - postato da Maurizio - 02 Marzo 2009 - 16:20

Inserisci il tuo commento:





(puoi usare i seguenti tag HTML per formattare il testo -
a href, b, i, br/, p, strong, em, ul, ol, li, blockquote, pre):

 

Anteprima del commento