Un interessante articolo di Luca De Nardo per ICTBlog racconta di un breve viaggio in moto nel quale il portatile dell’autore ha potuto denotare come a Milano siano varie le reti Wi-Fi (teoricamente da ufficio) raggiungibili tranquillamente dalla strada. In più, tali reti sono spesso senza protezione ed è possibile accedervi senza problema alcuno navigando tranquillamente in rete. Dall’articolo emergono quantomeno 3 riflessioni:

  1. Dove sta la sicurezza se così tanti uffici non proteggono minimamente la propria rete?
  2. Come sarebbe bello il mondo cittadino (ma non solo, anzi!!) se il Wi-Fi fosse davvero libero ovunque, stile Google-San-Francisco
  3. Il wardriving è una attività  in bilico tra legalità  ed illegalità , con l’etica e le modalità  d’uso a fare da ago della bilancia. Qui la definizione di Wikipedia

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Carissimi, la rete wifi di milano é libera, gratuita e senza pasword, ma non é quella delle aziende. Ad esempio se vado in zona Barona o anche in altre zone prendo sempre la stessa rete non prottetata. Stessa cosa negli incroci e sotto determinate paline del bus. Addiritura ho navigato gratitamente in metropolitana a Cadorna. Ci sono reti gratuite prottete e reti gratuite non prottete. Resta il fatto che un servizio deve essere libero. A Bolzano il wimax é gratuito e chiunque può accedervi senza pasword. Anche il cittadino. Vist che la gettata é di 50 Km, pure una parte di Trento é coperta. Tornando a Milano. Ero fermo alla stazioen centrale di Milano che aspettavo di partire e navigavo sulla rete unifi (gratuita e libera); idem in zona Gorl, Precotto, Turro e limitrofe.

Veronica
Veronica

Ah! Il digital divide caro a tutti. Diciamo che gli utenti rimarranno senza connessione ancora per molto, molto tempo. E l'altro ieri il braccio informatico della P.A. ha varato il piano triennale di sviluppo per la Pubblica Amministrazione; una robetta da solo 6,5 miliardi di euro. Ora l'impiegato comunale sarà  felice di far parte del sontuoso e nuovo governo digitale, servizi online per tutti. Il povero Dotta, al contrario continuerà  a navigarsela col "modem a carbone". L'Italia.

Damiano
Damiano

Beh, il digital divide rimane... ma forse é l'unico aspetto in cui la divisione non é nord/sud, ma centro/periferia...

Giacomo Dotta
Giacomo Dotta

La stessa cosa si può notare stranamente anche a Palermo, soprattutto al centro in zona Politeama. E c'é pure chi parla di digital-divide. Solo che non ricordo in questo momento chi é costui.

smal
smal

La cosa bella é che queste aziende, ora, si stanno dannando l'anima per mettersi in regola con il decreto sulla privacy e la sicurezza. Password per tutti, direbbe un politico ben conosciuto. Seriamente, questo denota l'incopetenza di chi, questa rete l'ha installata. Sicurezza minata dall'incompetenza?

Damiano
Damiano