La release definitiva dei Cloud Source Repositories include diverse migliorie dovute soprattutto agli interventi effettuati a seguito di un'ampia raccolta dei feedback inviati dai betatester, utenti e aziende. A questo proposito è possibile segnalare che gli sviluppatori hanno incrementato le dimensioni supportare per i repository passate ora dal precedente limite di 1GB ad un massimo di 50GB, in questo modo sarà possibile offrire maggiore spazio per il lavoro dei team di sviluppo coinvolti.

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Ora i Cloud Source Repositories hanno un nuovo pricing model che include anche un'opzione gratuita grazie alla quale sarà possibile mettere alla prova il servizio e valutare l'acquisto di una versione "premium". Iniziare un progetto sui Cloud Source Repositories è comunque molto semplice, l'interfaccia utente è in linea con quella degli altri prodotti di Google e, oltre all'GUI, sarà ovviamente disponibile una comoda shell per l'invio di istruzioni da linea di comando.

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I Cloud Source Repositories si integrano perfettamente con l'IDE Java IntelliJ tramite un'estensione, quindi se si utilizza questo ambiente di sviluppo, che è alla base di Android Studio, è possibile interfacciarsi agilmente con il servizio di Mountain View.

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Con i Cloud Source Repositories è possibile utilizzare anche i vari tool da shell per gestire e modificare un progetto tramite il DVCS Git e, se si utilizzano già soluzioni per l'hosting del codice sorgente come Github o BitBucket, è possibile sincronizzare tutte le operazioni effettuate con estrema facilità.

Via Google Cloud Platform Blog

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