Il tantum rosa non si beve…

Lunedì 25 Ottobre 2010 - 14:10

di Massimiliano Scorza

Web Marketing

Eppure molte donne si sono intossicate, mesi fa, per colpa, si è detto, della pubblicità ingannevole, o per meglio dire ambigua.

E tutti sappiamo che i Blu-ray non vengono letti dai normali lettori DVD…eppure un megastore di una nota catena di informatica ha dovuto affiggere un avviso a riguardo, dopo le proteste di molti clienti tornati indietro abbastanza contrariati.

L’equivoco e le incomprensioni tra clienti e brand (e non solo ;-) ) è sempre dietro l’angolo, dunque.

Quelli che ho citato sono casi estremi, ma le situazioni in cui i clienti si sentono in qualche modo incompresi, se non traditi, dai brand e dai pubblicitari avevano determinato uno dei viral più famosi del marketing.

Qual è la causa, secondo voi? Le aziende sono sempre più superficiali, o sono i clienti ad essere stanchi di prestare attenzione?

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Commenti

1

Lasciando stare il caso tantum rosa, direi che per quanto riguarda i prodotti tecnologici gli equivoci nascono dalle complicazioni dovute al numero sempre crescente di formati e di tecnologie. Fino a pochi anni fa c’erano i cd per la musica, i dvd per i film e le tv per guardare la tv. Di questi tempi ci sono monitor lcd (o led) con decoder integrati, unità esterne che registrano programmi tv, una varietà impressionante di lettori audio e video, molti dei quali devono essere collegati ad un computer o ad una rete wi-fi per funzionare al meglio.

Per un utente non più giovanissimo (o comunque non aggiornatissimo) è davvero difficile capirci qualcosa. E la presenza di commessi con contratti a progetto, che magari cambiano lavoro ogni 6 mesi, di certo non aiuta.

# - postato da Alessandro - 25 Ottobre 2010 - 14:40

2

Secondo me semplicemente sono le persone che si sono ri… Emh, perse misticamente in quest’epoca molto confusa e piena di ignoranza.
Di un farmaco vanno sempre lette le istruzioni, come lo faccio io per la cottura di un “piatto pronto”.

Lavoro in un contesto di vendita alimentare e ti giuro che di cose ne sento davvero da rimanere sconvolti e terrorizzati.

Esempio: una cliente mi reclama che il formaggio grattugiato che le avevamo preparato “poco giorni prima” aveva un leggero gusto da muffa.
Dopo una lunga chiacchierata la cliente mi ha detto di averlo conservato in frigo per un mese.
Vi risparmio la mia battuta sarcastica con annesse istruzioni di conservazione del prodotto.

Altri si domandano come mai i salumi di deteriorino in meno di mezza giornata… Anche li la soluzione era semplicissima: non avevano mai pensato a conservare in frigo i prodotti deperibili.

Ora mi chiedo io: il mondo va a rotoli, la politica anche, la qualità dei beni e dei servizi altrettanto… Ma non è che sarà proprio colpa di questa insana pigrizia a mettere in moto il cervello?
E qui non c’è cultura scolastica che tenga!
Gli anziani sapevano bene come conservare al meglio i prodotti.

# - postato da Luca T. - 25 Ottobre 2010 - 14:43

3

@Luca T.
col massimo rispetto eh, ma perchè se lavori in quel campo ti interessi di sviluppo e design web?

# - postato da sundog - 25 Ottobre 2010 - 15:45

4

Concordo sia con Alessandro che con Luca T.

Poca attenzione, poca voglia di leggere, apprendere e documentarsi.

# - postato da Paolo - 25 Ottobre 2010 - 17:38

5

Posso concordare con tutte le osservazioni già fatte. Però va anche detto che “una volta” le cose da sapere erano davvero poche e nella vita di una persona gli avvenimenti si svolgevano con rasserenante costanza e ciclicità. Insomma … il pescatore doveva pensare a conservare il pesce, ma non aveva a che fare con la conservazione del burro o della carne! Oggi è tutto più convulso, ci sono tante (troppe?) novità da imparare e per forza di cosa si diventa ignoranti. Io stesso che mi giudico discretamente esperto di tecnologia sono spesso in imbarazzo di fronte al continuo variare delle tecnologie.

# - postato da wolfpd - 25 Ottobre 2010 - 18:19

6

Io penso che ci sia un misto di tante cose.
I clienti spesso sono disattenti quando non proprio menefreghisti con una punta di maliziosa furberia :-)
Le “ditte” fanno esattamente la stessa cosa, ovvero una maliziosa furberia unita spesso ad una disattenzione verso il cliente.
La legge in Italia non è farraginosa ma proprio insufficiente quando non addirittura assente.
I clienti: anche io ho lavorato in un negozio da ragazzo e me ne capitavano di tutti i colori, ma almeno c’era il contatto fisico che aiutava molto a capire, oggi il contatto avviene per lo più per telefono e lì comprendi poco sopratutto se non sei più che smaliziato rischi di sentirti preso in giro.
I clienti sono quelli che dopo aver letto che l’ufficio apre alle 8, chiedono se possono entrare mezz’ora prima, poi se gli fai notare che l’orario è scritto sulla porta ti dicono che non l’avevano letto (sich!) e allora volevano entrare mezz’ora prima di cosa?
Le ditte! Caso Tantum Rosa, il messaggio veicolato dalla pubblicità era poco chiaro, ma ho scoperto poi che i noti problemi dei clienti col prodotto si erano già verificati in tanti anni di vendite del prodotto stesso. In effetti il Tantum Rosa non è un prodotto nuovo è solo un vecchio prodotto ora pubblicizzato.
Poi la legge che in Italia è spesso carente, per esempio c’è un organo interno alla pubblicità che “consiglia” di modificare i claims in funzione delle lamentele dei clienti, è il caso del citato Tantum Rosa, ma non solo è anche il caso della patatina che non tira più ma “attira”, dopo le proteste del MOIGE hanno consigliato di modificarlo.
E’ il caso delle pubblicità Microsoft di Windows Server 2003 che è stata tolta per pubblicità ingannevole… eee ops!
MA niente è stato modificato per legge dato che la legge sulla pubblicità non influisce su queste cosucce.
Cosa rimane? Nulla, la gente si beve il Tantum Rosa e poi va in ospedale, non può fare ricorso alla magistratura o meglio lo può fare e poi sei nelle mani degli avvocati… anche perché ti dicono sbito: “ma scusi lei non le ha lette le avvertenze sul ‘bugiardino’ prima di prendere il prodotto?” Il che è una motivazione già sufficiente per eliminare certe cause in Tribunale, ma prova a fare una cosa del genere che so negli USA e vedi se non cambia subito la pubblicità.

M.

PS scusate la prolissità della risposta.

# - postato da Marco Grazia - 25 Ottobre 2010 - 18:20

7

@Luca T.
ecco perché hai ragione [da leggere con attenzione]: L’ignoranza degli italiani

# - postato da Ideandro - 25 Ottobre 2010 - 19:13

8

sui muri di firenze negli anni 0 circolavano A4 con su scritto:

“Stampa, non ingoiare” mentre qualcuno beveva da un calamaio…

e naturalmente “stampa” stava anche per “comunicazione tout court”

ecco, signori, non vi berrete davvero che Squash lavi più bianco?

No, non ve la siete (sempre) bevuta… ci avete fatto il callo…

benissimo… peccato che quel callo utile sui “rumori” vi porta ad ignorare anche il resto della messaggistica: le campagne serie, le indicazioni stradali, le avvertenze dei bugiardini e… anche le istruzioni del tipo CD-player che non vuol dire DVD-player…

# - postato da EsseZeta - 26 Ottobre 2010 - 11:21

9

Se stiamo a cercare la colpa degli altri, anche quando è innegabile che ci sia, caschiamo male: personalmente penso sia giusto che ciascuno cerchi di fare bene il proprio lavoro, il progettista deve fare il miglior progetto, il cliente dovrebbe informarsi (condizionale d’obbligo). Un parere a riguardo l’ho scritto qua http://energio.wordpress.com/2.....educativa/ per una strana coincidenza proprio con questo articolo, ma -mi scuserete!- l’ho finito solo adesso…

# - postato da Gio - 28 Ottobre 2010 - 13:46

10

puzza puzzocane

# - postato da dorella - 30 Ottobre 2010 - 16:35

11

Masimiliano….Si chiama ignoranza mista a pigrizia mentale.
Il tantum, quello verde, si usa per certe cose, no?
Quelle non si sono nemmeno sforzate di andare a leggere le spiegazioni.
Hanno pensato ad una variante di colore…..

# - postato da Ratamusa - 01 Novembre 2010 - 17:42

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