Per WordPress l'impossibilità di utilizzare il framework rappresentava un problema particolarmente rilevante, questo perché alcuni progetti correlati come Calypso, che ha portato ad una riscrittura completa della dashboard di WordPress.com, e Gutenberg, block editor destinato a rivoluzionare le modalità per la creazione dei contenuti, erano stati concepiti nativamente per basare il proprio funzionamento su React.

La clausola della Facebook License Combo oggetto della diatriba trasformava però la libreria in una soluzione ibrida, in parte Open Source e in parte proprietaria, che avrebbe permesso a Menlo Park di rivendicare in qualsiasi momento dei diritti sul codice sorgente prodotto attraverso il suo utilizzo; un rischio troppo elevato per l'Automattic di Mullenweg, forzata a seguire la stessa strada intrapresa dalla Fondazione Apache: bannare la Facebook Combo dai suoi progetti cambiando licenza ove possibile ed evitandone l'adozione futura.

Forse sorpresi dalle reazioni suscitate, i responsabili del Sito in Blue hanno però deciso di tornare indietro sui propri passi e, come segnalato nelle scorse ore dallo stesso Mullenweg, a partire dalla versione 16 React sarà rilasciato sotto MIT license e così sarà anche per i progetti Jest, Flow e ImmutableJS. La scelta di una delle licenze Open Source più permissive dovrebbe permettere a WordPress di non riscrivere i proprio piani da zero.

Andrebbe comunque sottolineato che nelle parole di Mullenweg il dietrofront di Facebook non dovrebbe portare necessariamente ad un ritorno a React come fulcro di progetti come Gutenberg, esso infatti viene indicato soltanto come una delle alternative disponibili:

..with Gutenberg there may be an approach that allows developers to write Gutenberg blocks (Gutenblocks) in the library of their choice including Preact, Polymer, or Vue, and now React could be an officially-supported option as well.

Non si tratta di un riferimento diretto all'edtor, ma anche alle condizioni attuali, la scelta di perseverare nella dipendenza da una soluzione promossa da un gigante del Web potrebbe non rivelarsi ottimale per il futuro di WordPress.

Via Matt Mullenweg

CommentaDi' la tua

Il tuo indirizzo email non sarà mostrato pubblicamente. I campi obbligatori sono contrassegnati da *