Vivere di pubblicità, morire di pubblicità

Lunedì 25 Settembre 2006 - 09:27

di Giacomo Dotta

Web Marketing

Mentre il “software-as-a-service” fa pesantemente capolino sul web, mi viene da fare una piccola, spicciola, superficiale riflessione: se tutti vivono di pubblicità, c’è pubblicità per tutti?

Google raccoglie pubblicità. Yahoo raccoglie pubblicità. Ask.com raccoglie pubblicità. Ora anche Microsoft si mette a raccogliere pubblicità. I giornali raccolgono ancora pubblicità. Gran parte della tv vive di pubblicità. I muri son pieni di pubblicità. Ovunque c’è pubblicità. Però pochi giorni fa al primo rallentamento della raccolta pubblicitaria ecco che il titolo azionario di Yahoo è crollato di oltre il 10% in pochi minuti.

Non dico che si debba parlare di bolla e che ci si debba attendere un qualche disastro da un momento all’altro. Però forse non occorrerebbe riflettere sul fatto che gli spazi potrebbero farsi troppi e le richieste poche? O morirà qualche attore del mercato, oppure qualche servizio non potrà più sopravvivere in quanto incapace di attrarre utenza, traffico e grandi numeri per ospitare grandi promozioni pubblicitarie.

Una possibile scappatoia è nell’estensione delle opportunità promozionali ai piccoli imprenditori, alle piccole realtà, al “glocalismo”: più attori creano numeri maggiori in grado di coprire più spazi e mantenere in vita più servizi. Nel medio periodo, si potrà vivere di sola pubblicità? Il meccanismo instaurato da Google & C. può continuare a crescere? Il sistema del gratis-con-pubblicità può sopravvivere o è già alla frutta? Insomma: c’è o no pubblicità per tutti?

Tags:

Categoria: Web Marketing | Permalink

Commenti

1

Chi non offrirà servizi adeguati (come fa Google) morirà.
Non si può vivere di sola pubblicità: servono le idee commerciali, se rendo l’idea.

# - postato da Andrea Paiola - 25 Settembre 2006 - 09:54

2

di questo ne hai parlato con saibal, che crea in continuazione nuove forme di pubblicità?

# - postato da smal - 25 Settembre 2006 - 09:55

3

Le tv (a parte la Rai) vivono esclusivamente di pubblicità, ed hanno budget milionari. Quanti giornali ci sono che vivono solo di pubblicità? Decine! Perchè i quotidiani regalano riviste? Perchè piene di pubblicità.
Perchè allora scandalizzarsi se internet vive di quella, e quindi ne segue alti e bassi?

# - postato da Giovanni - 25 Settembre 2006 - 10:02

4

Più si andrà avanti, più serviranno idee innovative per quanto riguarda la pubblicità: concordo con Andrea.
Chi non sarà in grado di offrire servizi sopra la media perderà buona parte del suo potere economico.

# - postato da Tom - 25 Settembre 2006 - 10:28

5

La cosa interessante per me del casino fatto sul problema dei banner pubblicitari sul forum è stato vedere il raggiungimento della soglia limite di quanta pubblicità si è disposti ad avere in pagina ^^

# - postato da Andrea Paiola - 25 Settembre 2006 - 10:45

6

Penso che il sistema tenderà ad equilibrarsi da solo, è pur sempre un sistema ciclico fatto di crescita, stagnazione, declino e nuova crescita

Le aziende capaci di crescere più delle altre o resistere in fase di declino resteranno in piedi, le altre, come la recente storia ha insegnato, chiuderanno.. per poter creare il terreno per la nascita di nuove idee e nuovi progetti…

# - postato da Fabrizio Ventre - 25 Settembre 2006 - 11:40

7

Vista dalla parte del navigatore.
Come quando alla TV comincia la pubblicità è il momento ideale in cui si va al bagno, si va a bere un bicchiere d’acqua o si cambia la sabbietta del gatto, effettivamente anche la pubblicità su internet mi sta diventando “trasparente” quando non odiosa.
Se non dedico più di un decimo di secondo al banner (che comunque mi raggiunge e potrebbe essere pure interessante e degno di un secondo sguardo), chiudo senza pietà le varie popup che sempre più spesso impediscono la lettura della pagina e registro un’insofferenza verso quel prodotto, con risultati controproducenti.
Quando le news di HTML.IT venivano ritardate di 15 secondi durante i quali girava lo spot (ragazzi, vi chiedo scusa…..) avevo preso l’abitudine di aprire le news in una nuova tab di FF e lasciavo scorrere la pubblicità.
Capisco bene il punto di vista di chi deve gestire un sito e deve far quadrare i conti, magari per offrire contenuti gratis. Ma, effettivamente, si sta arrivando - secondo il mio modesto parere - alla saturazione.

# - postato da Pierluigi - 25 Settembre 2006 - 12:37

8

P.S.: Oggi ho ritirato i nuovi buoni pasto, in ufficio. Giusto per rimanere in tema, sono sponsorizzati anche questi…

# - postato da Pierluigi - 25 Settembre 2006 - 13:41

9

Nessuno regala più niente:P è così…

# - postato da Daniele Simonin - 25 Settembre 2006 - 13:51

10

la pubblicità non ti interessa?
non la guardare.concetto semplice ed immediato.
alla lunga però sarà controproducente!
bisogna rinnovarsi e inventarsi qualcosa di nuovo, e io sto già pensando a questo.
basando così la pubblicità (i link, i banner, praticamente tutto) sull’interessamento dell’utente.
a chi possa essere interessato su questa mia idea dico solo che il concetto è in rete dallo sviluppo del web 2.0…ma nessuno ancora se l’è pensata :D
saluti

# - postato da Alberto - 25 Settembre 2006 - 14:18

11

perchè non parlare di quanto la pubblicità incide sui costi di un prodotto.

per i produttori sicuramente vale la candela (visti i profitti), non ne gioiscono invece i consumatori che si trovano a pagare un prodotto al doppio del costo di produzione.

# - postato da Salvatore PECORARO - 25 Settembre 2006 - 14:35

12

Tempo addietro si diceva “rete” = “gratis”. Poi sono arrivati i servizi a pagamento o quelli sponsorizzati o quelli che chiedono la registrazione con email e mandano pubblicità. Quello che volevo dire è che oramai siamo arrivati ad un rifiuto “atavico” della pubblicità.
Che, tuttavia, serve!
Se HTML.it (un nome a caso, ma manco tanto) non avesse la pubblicità, probabilmente avrebbe chiuso da un pezzo. O sarebbe molto sottodimensionata rispetto a com’è.
Non ho idea di cosa si stia inventando Alberto #10, ma la mia speranza di fruitore della pubblicità è che serva a farmi conoscere (e desiderare) un prodotto, non che mi faccia venir voglia di spegnere il monitor (o la TV o girare pagina - è lo stesso!)
Circa i costi, vorrei dire a Salvatore che credo sia un po’ la storia del cane che si morde la coda: se non fai pubblicità non fai conoscere il tuo prodotto, se la fai devi caricarne gli oneri…

# - postato da Pierluigi - 25 Settembre 2006 - 15:49

13

Quando su Internet sarà tutto a pagamento rimpiangeremo i siti pieni di banner ;)

# - postato da Fabrizio Ventre - 25 Settembre 2006 - 16:28

14

Un tempo si diceva: “la pubblicità è l’anima del commercio” ed effettivamente non si può negare che senza senza di essa sarebbe impossibile entrare in contatto con certe Ditte, o conoscere certi prodotti. Per questo motivo non credo che si arriverà mai alla sua saturazione. Ma , a volte, la pubblicità è veramente fastidiosa, come gli inserti alla TV, sebbene, in certi casi, siano anche comodi, come lo erano i famosi “intervalli” degli anni ‘60. D’altra parte, chi non vuole vederli può sempre approfittarne per sgranchirsi le gambe, o può anche cambiare canale. Da molti anni, ormai, ho preso l’abitudine di registrare ciò che mi interessa veramente, poi la guardo con calma, passando rapidamente oltre l’inserto pubblicitario. I più fastidiosi sono, comunque, i banners, specialmente quelli che si sovrappongono al testo, impedendone la lettura dei contenuti. Sembra, purtroppo, questa la nuova tendenza, come quella di impedire all’utente di spegnerli o spostarli. Molti, infatti, si spengono da soli dopo qualche decina di secondi (e speriamo che non diventino minuti). A mio parere questo dovrebbe essere vietato, imponendo un posizionamento in zone dove non si sovrappongano ai contenuti, come avviene sui giornali. Quella che, sinceramente, non capisco, è la pubblicità tipo: Media shop, specialmente se notturna, ma almeno quella nessuno la guarda!.

# - postato da Giovanni - 26 Settembre 2006 - 09:52

15

Un tempo si diceva: “la pubblicità è l’anima del commercio” ed effettivamente non si può negare che senza senza di essa sarebbe impossibile entrare in contatto con certe Ditte, o conoscere certi prodotti. Per questo motivo non credo che si arriverà mai alla sua saturazione. Ma , a volte, la pubblicità è veramente fastidiosa, come gli inserti alla TV, sebbene, in certi casi, siano anche comodi, come lo erano i famosi “intervalli” degli anni ‘60. D’altra parte, chi non vuole vederli può sempre approfittarne per sgranchirsi le gambe, o può anche cambiare canale. Da molti anni, ormai, ho preso l’abitudine di registrare ciò che mi interessa veramente, poi la guardo con calma, passando rapidamente oltre l’inserto pubblicitario. I più fastidiosi sono, comunque, i banners, specialmente quelli che si sovrappongono al testo, impedendone la lettura dei contenuti. Sembra, purtroppo, questa la nuova tendenza, come quella di impedire all’utente di spegnerli o spostarli. Molti, infatti, si spengono da soli dopo qualche decina di secondi (e speriamo che non diventino minuti). A mio parere questo dovrebbe essere vietato, imponendo un posizionamento in zone dove non si sovrappongano ai contenuti, come avviene sui giornali. Quella che, sinceramente, non capisco, è la pubblicità tipo: Media shop, specialmente se notturna, ma almeno quella nessuno la guarda!.

# - postato da Giovanni - 26 Settembre 2006 - 09:54

16

Da un po’ di tempo sto provando Adblock Plus per Firefox, e penso che lo terrò. Io penso che la pubblicità deva esserci, ma in forma testuale e comunque attinente al contenuto come ad esempio la AdSense di Google.

# - postato da Andrea Lazzarotto - 27 Gennaio 2007 - 14:48

17

Scusate tanto, ma in Italia i dati sull’advertising online restano tuttora patetici…..
E’ vero che si parla sempre di stime approssimative (e, in parte, lo sono anche quelle di TV e giornali), ma tutt’oggi l’advertising online rappresenta in Italia sempre un 2% circa della torta complessiva, pur rappresentando una mole di utenti ben superiore….
Inoltre, online si venderà pure (relativamente) poco, ma non è che entri dentro un giornale od una radio e compri qualcosa….
E per la televisione, che domina questo mercato, non è che il discorso sia molto diverso (tutto sommato fa eccezione proprio Mediashop).
Siamo tutt’ora a livelli talmente bassi che, specie in Italia (lo ripeto perché negli USA il mercato è ben altrimenti ricco), c’è spazio solo per salire.
Piuttosto c’è la zavorra rappresentata da un eccesso di offerta perché c’è gente disposta ad imbrattare i siti per due lupini (del resto la larghissima parte della Rete è fatta come attività hobbystica e due lupini vengono usualmente considerati meglio di di zero, visto che di norma sono fiscalmente in nero).
A tirare giù i prezzi non è la mancanza di domanda, è la quantità immane di offerta.

# - postato da Antispam - 19 Settembre 2007 - 10:50

Inserisci il tuo commento:





(puoi usare i seguenti tag HTML per formattare il testo -
a href, b, i, br/, p, strong, em, ul, ol, li, blockquote, pre):

 

Anteprima del commento