Tutto ha un prezzo

Martedì 25 Agosto 2009 - 16:53

di Massimiliano Scorza

Web Marketing

“Devo guardare una cosa su Internet ma non ho il pc…”
Non avete idea di quante volte abbia sentito quest’affermazione in famiglia & dintorni. Schiere di zii, mamme, nonni, genericamente over50 (ma non solo) per conto di quali, a seconda dei casi, mi sono iscritto a una newsletter di cucina, ho acquistato un libro, ho cercato lavoro. Non credo di essere l’unico figlio/nipote che fa da intermediario tra attempati parenti e mezzi digitali. Ma questo ruolo mi ha fatto riflettere. Alcune note.

  • quando parliamo di efficacia del web marketing non pensiamo mai alla schiera di persone che non ha mai aperto un sito web. E nemmeno a quelle che non hanno mai acceso un pc. Semplicemente li ignoriamo;
  • milioni di persone sentono parlare di Facebook e Google ma non hanno assolutamente la minima idea di cosa siano queste entità. Ectoplasmi nel sentire quotidiano;
  • altrettanti milioni di persone continuano a compiere decisioni di acquisto senza farsi influenzare dal web;
  • il mondo risulta spaccato in due. Chi sta su internet e chi non sta su internet. Come quando eravamo spaccati tra chi sapeva leggere e chi non sapeva leggere.
  • Ma chi si occupa di questa massa non connessa? Come fanno a vivere senza aggiornare la propria pagina di Facebook? Come fanno a decidere dove andare in vacanza senza farsi un giro su Tripadvisor? Come fanno a cambiare casa senza guardare gli annunci sul web? Come fanno a tenersi aggiornati sulle ultime notizie dal mondo?

    A proposito dell’ultima domanda, ecco dove volevo arrivare: qualcuno si è accorto che molti servizi sul web sono gratuiti e questo nuoce ai tycoon dell’industria dell’informazione. Il popolo connesso oggi non compra più il giornale e legge le notizie gratis su Google News… ma in futuro non sarà più così.

    Sì, ho fatto un minestrone, perché sono confuso. Perché l’uomo più importante e facoltoso dell’industria del Quarto Potere vuole far pagare le notizie su internet. Si chiama regressione, involuzione, non progresso.

    Quindi torneremo indietro, al punto in cui sono rimasti i miei parenti non connessi, che comprano il quotidiano e si rivolgono alle agenzie di viaggi per pianificare una vacanza?

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    Commenti

    1

    il mondo è effettivamente diviso tra chi sta sul web e chi non ha idea di cosa sia.

    Nel futuro non sarà così, è solo questione di tempo.

    Per il resto credo che si stanno accorgendo che il mondo di internet è qualcosa che aggira facilmente barriere fino a ieri insuperabili… La stampa o si riempie di notizie di qualità o sarà destinata a subire la concorrenza dell’informazione gratuita.

    Ma credo anche che nel mondo del web non è più la vendita dei prodotti o dei servizi che genera gli introiti più grossi. Basta vedere google che fornisce tutto “gratuitamente”…

    # - postato da Paolo - 25 Agosto 2009 - 18:16

    2

    Bell’articolo. Anch’io faccio parte della categoria “Intermediario/parenti/tecnologia”…

    Al riguardo delle news a pagamento… sinceramente non ho idea se prenderà piede questo genere di pagamento… già può essere difficile far pagare un file mp3 piuttosto che un film… Riuscire a farsi pagare per una pagina con news?!?…. mah… vedremo.

    # - postato da Patrick - 25 Agosto 2009 - 18:29

    3

    Eccomi, un altro intermediario!

    Concordo con il tuo articolo, a parte per l’ultimo punto che suddividerei ulteriormente fra chi _usa_ internet e chi perde del gran tempo su Facebook!

    # - postato da Marco - 25 Agosto 2009 - 19:45

    4

    Non sono d’accordo.

    Quanto andranno avanti Facebook, Youtube, … e tanti altri se ogni anno continuano a accumulare perdite perché il modello della freeconomy non è sufficiente a pagare impiegati, banda, ecc.?

    I micropagamenti possono portare solo nuova linfa a Internet e qualità, così come è avvenuto con la pay TV (guarda caso di Murdoch).

    Più che altro i miei dubbi riguardano la fattibilità del progetto, sono più di 10 anni che si parla di micropagamenti ma non c’è ancora una piattaforma semplice, veloce, economica, affidabile, e diffusa su scala mondiale (e non parlatemi di PayPal per favore).

    Staremo a vedere, dubito che riescano a crearla entro breve, ma lo spero.

    # - postato da Mik - 25 Agosto 2009 - 21:43

    5

    Mi ha incuriosito il commento 4, perché PayPal non potrebbe andare bene?

    # - postato da Mattia - 26 Agosto 2009 - 07:52

    6

    X il commento 5: xchè le commissioni sono troppo alte… prova a vendere qualcosa che costa 1 euro.

    # - postato da ZioAlfredo - 26 Agosto 2009 - 08:54

    7

    @Mik

    Secondo me se Facebook e Youtube non hanno trovato un buon modello di business probabilmente non e’ facendosi pagare dagli utenti che sopravviveranno. Seriamente pensi che qualcuno pagherebbe per usare Facebook?
    Google ha un modello che garantisce la gratuita’ all’utente finale e funziona.

    Far pagare le notizie non ritengo sia il modello vincente e non mi sembra azzeccato il paragone con le pay tv che stanno proliferando perche’ sono di proprieta’ dei fornitori di contenuti che hanno deciso di non concedere il diritto di trasmetterli sulle tv gratuite.

    # - postato da Erich - 26 Agosto 2009 - 09:26

    8

    Anche la TV è sempre stata gratis (a parte il canone, vabbe’), eppure ci stanno abituando a pagare, a pagare un abbonamento o a pagare il singolo evento.
    Eppure le partite prima si vedevono gratis sulle TV pubbliche, cos’è cambiato?

    E perchè la stessa cosa non potrebbe succedere su internet. Certe cose hanno un valore, una notizia, un commento autorevole, un filmato, una canzone, un software. Perchè non dovremmo pagarlo? Solo perchè c’è la pubblicità?

    # - postato da EcoBB - 26 Agosto 2009 - 09:52

    9

    Il modello freemium ha di certo i suoi limiti e spesso non è la strada migliore da seguire.

    La domanda è “quando un servizio dovrebbe essere free e quando invece pay”. Sicuramente (secondo me) un sito di news dovrebbe seguire un modello di business freemium, garantendo dei servizi di base gratuiti e accessibili a tutti. Da qui, pensare ad ulteriori servizi più avanzati, da offrire a pagamento, il percorso è breve e, solitamente, funziona.

    OT: Mai sentito parlare di Google Checkout? Altro che Paypal.

    # - postato da zimok - 26 Agosto 2009 - 10:15

    10

    Post interessante in quanto offre lo spunto per aprire una discussione su un punto cruciale: il modello free non paga! Almeno per quelle organizzazione costrette a pagare praticamente tutte le voci necessarie alla realizzazione e al confezionamento del prodotto che invece verrà offerto gratuitamente (le news un esempio per tutti).

    Ma pensateci bene: qualunque prodotto free nasce sempre e comunque dall’operato di persone che lavorano. Perché non dovrebbe essere legittimanete remunerato questo lavoro?

    Fin qui, comunque, ho detto cose ovvie, mi preme però entrare nel merito di una questione che riguarda proprio l’informazione.

    La mia azienda opera in quello che è considerato l’indotto del comparto editoriale (fornisce servizi editoriali a quotidiani locali e nazionali) quindi risente pesantemente della crisi in atto. Va da se che la storia dei micropagamenti per leggere un quotidiano mi trova assolutamente daccordo, il problema però sta nel fatto che tutti i quotidiani (ma proprio tutti) riportano le stesse notizie di agenzie, dunque omologate e tutte uguali.

    Penso che il lettore sarebbe disposto a pagare (come faceva un volta con le versioni cartacee) per leggere se oltre alle notizie di agenzie ci fossero anche notizie prodotte attaverso un vero lavoro giornalistico (come le tanto apprezzate “inchieste” quando queste vengono fatte con rigore e professionalità) insomma la stampa quotidiana, dovrebbe finalmente riprendersi il territorio su cui opera e fornire finalemnte un servizio di qualità, con approfindimenti nella versione cartacea e tempestività attraverso la versione online, ma sempre e comunque su temi che rigaurdano il cittadino e il territorio nel quale vive.

    Mi scuso per la lunghezza del commento, ma mi è sembrata una sede opportuna.

    # - postato da noliver700 - 26 Agosto 2009 - 11:35

    11

    Murdock secondo me e’ solo dalla parte sbagliate della barricata. il suo business e’ basato su creare contenuti PER gli utenti e deve difendere i suoi interessi (non che io sia d’accordo con questo, ma dal punto di vista finanziario immagino che abbia ragione lui…)
    siti come facebook o youtube sono invece creati DAGLI UTENTI e PER GLI UTENTI. Facebook, Twitter e qualsiasi network sociale genera introiti facendo creare i propri contenuti gratuitamente dagli utenti , sostenendosi grazie alla pubblicita’.
    Se Murdock eliminasse completamente la pubblicita’ dalle pagine dei suoi network, allora avrebbe un senso offrie un servizio a pagamento, ma fino ad allora con tutti i banner e gli ad che ci sono dovrebbe rimanere gratuito imho.

    # - postato da slegolego - 26 Agosto 2009 - 11:57

    12

    Concordo con quello scritto da slegolego, se le pagine “a pagamento” continueranno ad avere pubblicità non ha senso e non è giusto.
    E io ho “paura” che cercheranno di ottenere introiti sia facendosi pagare dagli utenti per leggere le news…. che da tutto il “circolo pubblicità” che riusciranno ad infilarci… :-|

    # - postato da Patrick - 26 Agosto 2009 - 12:06

    13

    “Come fanno a vivere senza aggiornare la propria pagina di Facebook? Come fanno a decidere dove andare in vacanza senza farsi un giro su Tripadvisor? Come fanno a cambiare casa senza guardare gli annunci sul web? Come fanno a tenersi aggiornati sulle ultime notizie dal mondo?”

    Essi vivono bene lo stesso.

    # - postato da TheStylist - 26 Agosto 2009 - 13:00

    14

    mah io credo che sto murdoch sta prendendo un grosso abbaglio: lui mi fa pagare le notizie? bene vado su un altro sito!
    Capisco che ci possa essere un servizio a pagamento, ma deve offire un qualcosa di piu che la concorrenza freeware (o lo stesso prodotto in versione freeware) non offre.
    Per chi ancora non conosce internet: credo che sia un “ricorso storico”.. quando sono nati telefono e tv erano in pochi ad averli. ora sfido a trovare qualcuno senza un telefono! per internet sara’ la stessa cosa, e’ solo questione di tempo! la differenza fra TV e internet forse e’ che internet richiede una curva di apprendimento maggiore (+interattivita, conoscere un minimo il pc oltre che il web, pericoli di sicurezza etc_

    # - postato da stefano m - 26 Agosto 2009 - 15:09

    15

    @ Erik - commento 7

    youtube è stato acquisito da google…

    Facebook, inoltre, ha un modello di business che funziona finchè ci sono persone che useranno il servizio gratuito. Le statistiche e le ricerche di mercato di estensione mondiale e dettagliate a livello geografico ti dicono niente?

    dietro c’è una valanga di pubblicità mirata in base ai dati che gli utenti inseriscono o in base ai gruppi a cui appartengono…

    riflattiamoci su… è meglio cancellarsi da facebook.

    # - postato da Paolo - 28 Agosto 2009 - 07:57

    16

    Mah, io non ho la tv e non compro un quotidiano da anni, ho una cinquantina di feed in google reader (compreso questo) e guardo ottimi film in streaming sul mio proiettore di camera :-)

    Eppure mi sono abbonato alla versione PDF de “Il Fatto” un nuovo quotidiano che uscira’ a settembre, pagando un bel centone. Senza entrare nel merito del quotidiano, lo faccio perche’ mi da un tipo di informazione che altrimenti non avrei e di cui sento un gran bisogno… l’indipendenza dalla pubblicitá e’ un grande valore, non e’ universalmente applicabile in tutti gli ambiti ma per me ha un valore.

    Parlando con le persone non trovo spesso persone che difendono “a priori” il gratis, mi sembra che le persone paghino ben volentieri per soddisfare un proprio bisogno, la paytv lo dimostra. L’appello di Murdoch mi fa solo pensare che la sua informazione non soddisfi i bisogni dei suoi lettori; il fatto che lui dica ai suoi concorrenti “fate pagare anche voi le news, cosi’ i miei lettori non le troveranno gratis e pagheranno le mie” mi sembra una strada impercorribile. E’ cambiato secondo me il ruolo del giornalista: riportare semplicemente le notizie non e’ piu’ un mestiere che paga, e’ una cosa che le persone possono fare da soli. I giornalisti potrebbero avere un ruolo molto importante nel produrre informazione di > in mezzo al grande > di internet.

    # - postato da Lorello - 28 Agosto 2009 - 15:04

    17

    @Paolo

    Anche se Google ha acquistato Youtube, questo continua a rimanere in rosso di quasi 500M$ e Facebook di piu’ o meno 200M$.
    Magari troveranno il modo di far soldi, ma allo stato attuale il loro modello non funziona.

    # - postato da Erich - 28 Agosto 2009 - 15:22

    18

    “Come fanno a tenersi aggiornati sulle ultime notizie dal mondo?”
    Come facevo io prima di avere internet: sfogliavo il giornale al bar, oppure mi facevo prestare / raccontare se c’era qualcosa di interessante da chi l’aveva comprato. SOLO se c’era un articolo che DAVVERO mi interessa allora lo compravo. (poco frequentemente per la verità).

    Traduco: se la notizia non c’è su GoogleNews, ci può sempre essere un “Logico_Blog” qualunque che posta ogni giorno quale siano secondo lui le notizie più interessanti (in riassunto e non in copia-incolla) e il perchè (con valore aggiunto rispetto alla news e a google-news). E allora, caro sig Murdoch, ora come facciamo?? scommettiamo che posso avere più pubblicità io sul mio blog di quanto raccoglie con i suoi abbonamenti?!?

    # - postato da Logico - 30 Agosto 2009 - 11:02

    19

    @Logico

    Non so che blog tu abbia, ma tutta la blogosfera finanziaria amatoriale non vale la metà del Wall Street Journal da solo.
    E la mole immane di abbonamenti a pagamento del WSJ gli dà incassi neanche lontanissimamente paragonabili con quelli da AdSense che prende tutta la blogosfera italiana messa insieme.
    Murdoch è generalmente detestato, ma vende prodotti di valore assoluto (e non è che li paghi poco, visti i 5 miliardi di dollari che ha dovuto sganciare alla famiglia Bancroft per quel giornale).
    Sto in Rete dagli anni ‘90, ma certi abbonamenti si pagano perché non vale proprio la pena di non pagarli.
    Sostanzialmente è troppo “costoso” non pagarli.

    # - postato da Abaco1 - 31 Agosto 2009 - 21:56

    20

    Però dovremmo ricordarci che quello che chiamiamo genericamente Internet, Facebook, Youtube, in realtà sono cavi, switch, hub, router, computer, server, ecc. ecc.

    Tutto ciò qualcuno dovrà pur pagarlo, no?

    Se pensiamo che le risorse su Internet siano gratis, è perché non andiamo a fondo. Qualcuno paga sempre, semmai spesso non si accorge di come paga o paga in modo indiretto.

    Forse quasi quasi sarebbe meglio pagare in modo diretto e trasparente, senza altri pagamenti nascosti. Almeno le cose sarebbero chiare.

    # - postato da fradefra - Consulente web marketing - 13 Settembre 2009 - 16:39

    21

    non sono d’accordo per le notizie a pagamento sul web perchè si creerebbe di nuovo la differenza di chi può spendere 340 euro per leggersi il financial times e chi no, per esempio. magari quest’ultimo necessita di questa lettura per tener esercitato l’inglese e non ha altri mezzi a disposizione, come me, che con 970 euro di stipendio fatico pure a permettermi la connessione da 20 euro mensili. quindi delle due l’una, o si abbassano le tariffe dei servizi o si lasciano i giornali gratis

    # - postato da antonella - 08 Ottobre 2009 - 17:51

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