A rispondere a questa domanda ci hanno pensato gli esperti di UX Collective, con l'aiuto di Connected Lab, conducendo alcuni test. I ricercatori hanno infatti creato un'interfaccia UX touchscreen per l'auto, chiedendo poi a 21 soggetti di testarne le funzionalità in un simulatore di guida. Ecco i risultati degli esperimenti.

Touchscreen in auto: una pessima scelta

Senza troppe sorprese, tutti i test hanno dimostrato che la presenza di schermi touchscreen non sia la scelta più efficace quando si è in auto. Innanzitutto, sul fronte della distrazione: interagire con il display richiede sempre di distogliere lo sguardo dalla strada e, in alcune situazioni pericolose, anche pochi secondi possono risultare fatali. A ridurre l'attenzione alla guida, però, non sembra essere il touchscreen in sé, quanto la presenza di uno schermo: oltre a richiedere uno sforzo cognitivo maggiore per l'interazione con il sistema digitale, gli automobilisti sono visivamente attratti dal display anche quando non devono compiere alcuna azione.

Non è però tutto, poiché oltre a risultare mediamente pericoloso, lo schermo è anche scomodo. Considerato come nella maggior parte dei casi i pannelli touchscreen siano montati sul cruscotto, poco sopra la leva del cambio, il guidatore spesso dovrà inclinare la schiena o spostarsi per poter accedere a tutti i controlli.

Voce: un'alternativa non gradita

I ricercatori hanno quindi cercato di comprendere quali fossero le alternative più indicate agli schermi touchscreen, partendo ovviamente dalla voce. I comandi vocali sono sempre più diffusi a livello di guida, considerato anche i numerosi assistenti già presenti nei sistemi operativi smartphone di punta, pronti a esaudire ogni richiesta. Sebbene in questo caso non comportino una grave distrazione, perché l'automobilista non distoglie lo sguardo dalla strada, sembra non siano ancora perfettamente efficienti.

La maggior parte dei guidatori trova fastidioso dover parlare per ricevere informazioni semplici, quali la temperatura esterna, le condizioni del traffico o i chilometri mancanti per raggiungere la propria meta. Questo perché gli assistenti vocali, per quanto si siano fatti sempre più intuitivi, richiedono comunque una certa costruzione della frase, nonché tempi d'attesa abbastanza dilungati.

È molto più veloce, infatti, un colpo d'occhio sul cruscotto anziché attendere che la voce robotica del device trovi le informazioni richieste in Rete.

Controlli sul volante: la via giusta

Gli esperti hanno infine scoperto come i classici controlli sul volante, fatti di pulsanti o apposite rotelline da azionare con il pollice, rimangano l'opzione più intelligente per l'auto. Non comportano distrazioni particolari, non richiedono nemmeno di sollevare le mani dal volante e non impongono complesse elaborazioni per ottenere le informazioni desiderate.

Molti produttori hanno già deciso di tornare a questa modalità di input, tra cui anche Tesla, senza però rinunciare completamente agli schermi o al ricorso alle ricerche vocali, seppure come secondarie. Un elemento appare però evidente: negli ultimi anni molti hanno sacrificato l'usabilità e la sicurezza in favore dell'estetica, un approccio assolutamente negativo in termini di interfaccia.

Via UX Collective

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