Sia per non sovraccaricare i server stessi, sia perché la navigazione potrebbe risultare corrotta, tra pagine e file mancanti. Ma come avvisare adeguatamente la propria utenza e, fatto non di poco conto, evitare che i motori di ricerca interpretino in modo negativo la momentanea assenza, comportando la pericolosa perdita di posizioni nell'indicizzazione?

Naturalmente, la chiusura di un sito a scopo di manutenzione dovrebbe essere sempre momentanea, non più estesa di qualche giorno. Quando lo stop è più prolungato, non si può sperare di evitare modifiche di posizionamento sui motori di ricerca. Di seguito, qualche utile consiglio.

Modalità di blocco

Il primo passo da compiere è quello di scegliere la modalità di blocco preferita per le operazioni di manutenzione. Si può rendere inaccessibile l'intero sito, quindi proponendo agli utenti un messaggio di cortesia per i navigatori, oppure lasciare disponibile l'homepage inibendone però le funzionalità.

Il primo caso è sicuramente da preferire per operazioni veloci o velocissime, tali da non richiedere più di qualche decina di minuti. In questo senso, però, bisogna evitare che il collegamento a una determinata URL, si tratti dell'homepage o di qualsiasi altra pagina, rimandi il classico errore 404, poiché potrebbe avere effetto sul modo con cui i motori di ricerca vedono il proprio sito.

Meglio affidarsi a un più preciso 503, nato per informare sia gli utenti che i crawler dei motori della momentanea assenza, dovuta quest'ultima sia a opere di manutenzione che a sovraccarico dei server stessi.

La seconda modalità, invece, è da preferire quando gli interventi si prolungano per diverse ore e, contemporaneamente, si vuole permette agli utenti di fruire di alcuni servizi di base, come la lettura di articoli già pubblicati. In questo frangente, è necessario mostrare su tutte le pagine un apposito pop-up per informare della manutenzione in corso, così come della disattivazione di alcune funzioni nonché di eventuali performance non attese: file irraggiungibili, lentezza, immagini corrotte e via dicendo.

Bloccare lo shopping

Per tutti coloro che si occupano di commercio elettronico, le opere di manutenzione online si fanno più complesse, soprattutto in termini di informazione e tempistiche. Come facile intuire, per tutta la durata dell'intervento i carrelli dovranno essere disattivati, per evitare non solo di interrompere una procedura d'acquisto prima che sia terminata, ma anche di ricevere denaro dal cliente senza che effettivamente alla società giunga notifica dell'acquisto.

Ovviamente, il blocco non può essere improvviso, poiché vi potrebbero essere utenti intenti a finalizzare un acquisto. È quindi necessario avvisare i consumatori per tempo, anche qualche giorno prima sfruttando la mailing list oppure con evidenti messaggi su ogni pagina del sito, nonché mostrare degli speciali avvisi poco prima dell'interruzione.

Ad esempio, molti portali di shopping online optano per la visualizzazione di un countdown, pronto in ogni stante a comunicare all'utente quanto tempo sia rimasto per terminare le compere virtuali.

Test su server di prova

Non è raro che, nell'effettuare degli aggiornamenti, il risultato finale sia molto diverso dalle proprie aspettative: alcune feature potrebbero scomparire, altre non funzionare correttamente. Per questa ragione, non è mai indicato chiudere un sito e applicare delle modifiche senza prima aver condotto lunghi test, poiché in caso di problemi si rischierà di rimanere fermi per ore, se non giorni.

Un'utile soluzione potrebbe essere la sperimentazione su un server di copia, dove conservare una versione gemella del sito principale: solo in caso l'aggiornamento su questa alternativa sia andato a buon fine, si potrà passare al server primario.

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