Tim Berners-Lee: Facebook e Apple minacciano la neutralità del Web
Mercoledì 24 Novembre 2010 - 08:28
di Marco Lecce

Sul sito della rivista statunitense Scientific American è stato pubblicato in anteprima un articolo del “Signor Internet” Tim Berners-Lee che verrà inserito nel numero in uscita a dicembre.
In questo articolo Berners-Lee rivendica il carattere democratico e libero del Web, ovvero di “una applicazione che gira su Internet grazie a milioni di computer che condividono un piccolo insieme di protocolli open source”. Tale carattere sarebbe a rischio, minacciato da alcune “individualità” che agiscono nella direzione opposta, quella della frammentazione e della “possessione”.
Tim Berners-Lee sottolinea come negli ultimi anni si stia seguendo un approccio di chiusura nei confronti della Rete: si sta perdendo la visione di insieme a favore di una frammentazione in “zone”, in aree chiuse e separate tra loro.
Alcuni tra i più diffusi social network, come ad esempio Facebook, LinkedIn e Friendster, raccolgono nei loro immensi database una grandissima quantità di informazioni sui loro milioni di utenti, come ad esempio gli indirizzi email, le date di compleanno, cosa piace e cosa non piace, quali sono le nostre amicizie e chi sono le persone nelle nostre fotografie: un vastissimo insieme di informazioni che però può essere utilizzato solo all’interno della rete sociale stessa, andando contro i principi di condivisione e riuso dell’informazione che sono tra quelli alla base di Internet e del Web, perché in questo modo “sì, le nostre pagine sono sul Web, ma i nostri dati no”.
L’analisi del “padre” di Internet prosegue trattando gli “open standard”, ovvero tutti gli standard che sono liberamente fruibili sulla rete, minacciati anch’essi da alcune aziende che utilizzando protocolli proprietari creando dei “mondi chiusi” verso l’esterno, come ad esempio il sistema iTunes della Apple. Questo sistema infatti permette di accedere alle risorse utilizzando URL che iniziano con “iTunes:” piuttosto che con “http:”: una tale risorsa è dunque raggiungibile e utilizzabile solo all’interno del mondo-sistema iTunes, creando un mercato chiuso e legato esclusivamente al pensiero e alla politica aziendale.
L’intervento di Berners-Lee si chiude con una frase bellissima: “The goal of the Web is to serve humanity”, lo scopo del Web è servire l’umanità; quello che costruiamo noi oggi sarà al servizio di chi verrà dopo di noi, i quali potranno realizzare cose che noi stessi non possiamo neanche immaginare.
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Commenti
1
Son d’accordo con Bernes-Lee quando dice che si sta prendendo una “brutta strada” con i vari Social Network che chiudono l’accesso alle loro banche dati, costituite da dati “personali” che un utente ha interesse a rendere compatibili con altre applicazioni. Ma un negozio come iTunes come si può renderlo libero tutelando i produttori dei contenuti?
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Ma quindi dovremmo abbandonare la nostra privacy in favore della condivisione totale?
# - postato da David - 24 Novembre 2010 - 09:12
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Quella di iTunes mi sembra una cacchiata, ok Apple non è il massimo per quanto riguarda “l’apertura” ma è normale che i “miei” contenuti lì rendo disponibili solo ai potenziali clienti… se accedi senza iTunes non puoi comprare quindi è “inutile” o meglio “poco utile” che tu usufruisca di quel catalogo prodotti, non stiamo parlando di wikipedia o un giornale con notizie
# - postato da tatac - 24 Novembre 2010 - 09:43
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d’accordo con tatac, Apple ha un ruolo del tutto marginale sulla rete, non ci azzecca proprio nulla. Perché non ha citato Google che è risaputo violare molte norme sulla privacy (non parliamo poi di Facebook).
# - postato da Luglio7 - 24 Novembre 2010 - 11:36
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Io vi consiglierei di leggere l’articolo completo e non questo riassunto (che poi riassunto non è) sul blog.
L’articolo è molto ricco e le preoccupazioni avanzate non riguardano tanto facebook e apple, ma qualcosa di più grande.
# - postato da Dario - 24 Novembre 2010 - 13:29
6
ma che c’entra la privacy?
mister tim parla d’altro…
parla di una “risorsa” che se non fosse stata, beh quelli col Q che avrebbero creato fb o applestore o x-app della situazione…non è che sia tutto oro colato quel che dice timmy.. ma aprire ad un “parliamone” come sta facendo è totalmente condivisibile…
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@David: “Ma quindi dovremmo abbandonare la nostra
privacy in favore della condivisione totale?”No, dobbiamo abbandonare quei social network
che si pappano la nostra privacy in favore di
una loro ed interna “condivisione”;-)
# - postato da il peppo - 01 Dicembre 2010 - 21:12







