Un tuffo in HTML 5

Lunedì 24 Agosto 2009 - 16:46

di Cesare Lamanna

Web Standards

Dopo Dive into Accessibility e Dive into Python, Mark Pilgrim ci propone un bel tuffo in quello che diverrà il linguaggio standard per la marcatura di pagine web.

Dive into HTML 5 è per ora un sito con un indice e la bozza di un capitolo dedicato all’elemento canvas, ma si arricchirà col tempo di altri contenuti che andranno poi a confluire in un libro pubblicato da O’Reilly. Non si tratta di una reference al linguaggio, ma di un approfondimento su una selezione delle sue caratteristiche più innovative e interessanti.

Last but not least, il sito si segnala per la bella impostazione grafica e per un uso interessante ai fini della tipografia dei web fonts CSS.

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Commenti

1

Una domanda…

Ma dal punto di vista semantico, una canvas cosa rappresenta?

# - postato da Federico Capoano - 25 Agosto 2009 - 09:35

2

Ciao Federico, credo che una buona risposta venga proprio dal capitolo del libro di Pilgrim. È come una ‘tela su cui disegnare’, quindi un elemento destinato a designare aree con animazioni, grafica particolare, etc. E in effetti qualcuno accosta canvas a Flash…

# - postato da Cesare Lamanna - 25 Agosto 2009 - 11:10

3

ma io non capisco a cosa servirà un linguaggio di markup semantico… l’utente medio (80% dei navigatori) non vedrà mai il codice… e per noi programmatori sarà solo più lavoro senza avere chissà quali benefici…

più canvas o più div non vedo cosa cambi…

# - postato da Paolo - 25 Agosto 2009 - 18:18

4

La semantica non serve agli esseri umani se non indirettamente: sono le macchine che interpretano la semantica rendendo quindi utile la loro potenza elaborativa all’uomo…

# - postato da Andrea Paiola - 26 Agosto 2009 - 23:45

5

Geniale. Html5 è un linguaggio che serve per le macchine, non tanto per l’uomo. Stiamo per cominciare a ricostruire la Rete non su misura dell’uomo, ma su misura per le macchine.

E del resto ha molto senso fare una cosa del genere. Ad una automobile per guidare “da sola” non basta un navigatore GPS, deve saper interagire col mondo intorno. Dovrà interagire coi semafori, (a loro volta collegati a reti più grandi), dovrà sapere dove c’è traffico e quali strade scegliere… ed anche queste sono reti di computer.

L’immagine di un meta-mondo costituito di macchine, al servizio dei bisogni fisici e ludici dell’uomo, è affascinante.

Ma a che serve realmente? Un giorno scopriranno che si farà prima ad eliminare i corpi fisici degli uomini e trasferire le coscienze dentro a qualche immensa rete organico-sensoriale, così non ci sarà neppure bisogno di continuare a costruire macchine per soddisfare bisogni che non ci saranno più.

# - postato da Fabrizio Cinti - 27 Agosto 2009 - 03:21

6

@ Andrea Paiola:

…non ho capito… la semantica non dovrebbe servire all’uomo per evitare di comunicare con le macchine in codice binario?!

# - postato da Paolo - 28 Agosto 2009 - 07:44

7

@paolo: credo intenda che la semantica non cambi la visualizzazione della pagina all’utente (quindi non direttamente all’utente e cioè all’uomo) ma quanto renda più veloce ed efficace il lavoro di browser e spider, quindi macchine. Poi è ovvio che indirettamente serve all’uomo :)

@Fabrizio: scusa, ma a me il tuo discorso sembra un po’ esagerato/assurdo/semi-apocalittico.

# - postato da Andrew Low - 29 Agosto 2009 - 17:38

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