Un modello che trova già grande applicazione sul mobile, in particolare per le App, ma che sta trovando sempre più spazio anche sulle classiche pagine pensate per la consultazione da Desktop. Quali sono i vantaggi di una simile progettazione?

Quando si progetta un'interfaccia, soprattutto nel caso in cui sia prevista una forte interazione da parte dell'utente, è necessario tenere in considerazione alcuni aspetti. Innanzitutto, le operazioni che l'utilizzatore dovrà eseguire dovranno essere sempre molto chiare, affinché si riducano i dubbi in fase di comprensione e compilazione. Inoltre, potrà essere necessario monitorare eventuali errori e, non ultimo, usufruire più facilmente degli strumenti di tracking. L'approccio "One Thing Per Page" potrebbe rispondere in modo più che efficace a queste esigenze.

One Thing Per Page: cos'è?

L'approccio "One Thing Per Page" consiste nel suddividere compiti complessi in altri più piccoli e immediati, affinché vengano proposti singolarmente all'utente finale. Ad esempio, in un'interfaccia pensata per il pagamento di un negozio online, questo approccio si esplica nella separazione in più passaggi dell'inserimento dei dati da parte dell'acquirente.

Anziché trovarsi l'area di fatturazione, l'indirizzo e l'inserimento della carta di credito in una sola pagina, il consumatore approfitterà di step successivi per l'inserimento delle informazioni sopraelencate. Ancora, un sondaggio online potrebbe proporre le singole domande in una finestra a loro dedicata, al posto di una visualizzazione su pagina singola con scrolling infiniti. Le applicazioni possono essere le più svariate.

Benefici

Sono molti i benefici che questo tipo di progettazione può garantire, sia sul versante degli utenti che per gli sviluppatori. Innanzitutto, riduce il carico cognitivo per l'utilizzatore, garantendogli una maggiore attenzione e un più ridotto rischio d'errore. Naturalmente, non si possono escludere tali errori a priori, ma in ogni caso sarà più semplice gestirli: nella compilazione di campi per la fatturazione e l'inoltro di un prodotto acquistato, ad esempio, sarà più semplice provvedere alla correzione di un singolo form di colore rosso, anziché scorrere la pagina freneticamente in tutte le direzioni per comprendere quale campo debba essere modificato.

Non è però tutto, poiché la suddivisione su singole pagine offre anche un più rapido caricamento delle stesse, con evidenti vantaggi in termini di indicizzazione, mentre il tracking risulta più mirato. In caso si cercasse di comprendere quale sia il livello di affidabilità e performance della piattaforma, infatti, si potrà identificare con facilità il passaggio che risulta meno immediato, senza dover ricominciare l'intera progettazione da capo.

Naturalmente, appare del tutto evidente come un gran vantaggio sia la pressoché assenza totale di scrolling, una conseguenza che l'utente potrebbe ritenere ideale soprattutto sul mobile, mentre si potranno più facilmente evidenziare quegli elementi di dettaglio che solitamente sfuggono ai fruitori. Si pensi, ad esempio, al campo dedicato ai codici di sicurezza della carta di credito: spesso gli acquirenti dimenticano di compilarlo, vedendosi così bloccati nel pagamento, mentre su una pagina dedicata il campo stesso potrà essere reso più grande ed evidente.

Non ultimo, l'esperienza degli utenti di ritorno risulterà del tutto fulminea, poiché ormai abituati al senso di progressione dell'interfaccia, mentre la performance totale potrebbe ottenere un'impennata positiva. Alcuni test dimostrerebbero come il design "One Thing Per Page" si sarebbe dimostrato capace di aumentare il numero medio di ordini per servizi di consegna a domicilio di cibo o per lo shopping online.

Non per tutti

Va considerato, tuttavia, come l'approccio "One Thing Per Page" potrebbe non essere adatto a tutte le tipologie di servizi, soprattutto quando potrebbe risultare noioso o macchinoso per i destinatari finali. Oggi molte interfacce prevedono, al momento della registrazione dei propri dati personali, una pagina singola sia per l'inserimento del nome che per il cognome. Una simile suddivisione è deleteria poiché, oltre a impedire di sfruttare gli ormai universali strumenti di autocompilazione dei browser, costringono i navigatori a passaggi non necessari.

Nella definizione di alcuni sondaggi, ancora, potrebbe essere più utile raggruppare tutte le domande su una stessa pagina, soprattutto qualora queste siano concettualmente concatenate, mentre per interfacce ricche di immagini spezzettare eccessivamente potrebbe rendere la navigazione estremamente frustante.

Via Smashing Magazine

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