Visto il suo enorme successo il team della piattaforma ha deciso di rendere open source il "kit" con il quale viene sviluppato Docker nelle sue varie versioni, ovvero quei programmi che vengono impiegati per rendere portabili le componenti "core" di Linux. Tale toolset ha preso il nome di LinuxKit ed è già disponibile sul servizio di code sharing Github sotto licenza Apache 2.

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LinuxKit è essenzialmente una raccolta di strumenti che permette nativamente di configurare il proprio sistema operativo containerizzato in modo sicuro, snello, modulare e portabile. Questo è sicuramente un annuncio molto importate per tutte quelle aziende che vogliono investire sul settore dei container, per realizzare una soluzione personalizzata per i propri clienti o magari una realizzata su misura per le proprie esigenze.

LinuxKit offre di base un kernel minimale,delle librerie essenziali e i runtime per il container, tutto il resto è affidato ai developer di terze parti che potranno personalizzare il proprio progetto sulla base delle esigenze correnti. In sostanza LinuxKit non è altro che un "footprint" dal quale partire per realizzare ciò di cui si ha necessità.

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Docker ha coinvolto tutti i suoi principali partner (HP, Intel, ARM e Microsoft) in modo che LinuxKit sia disponibile su più piattaforme possibili sin dal suo lancio. Inoltre, vista la sua struttura minimale e modulare, è possibile adattarlo senza troppi problemi anche per nuove architetture hardware o per altri sistemi operativi.

Docker ha in programma di spostare il pieno controllo di LinuxKit alla Linux Foundation, cosi che il progetto sia completamente indipendente e riesca a cresce e svilupparsi anche senza Docker.

Via LinuxKit

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