Far digerire al cliente il supporto parziale a IE6
Mercoledì 23 Settembre 2009 - 08:59
di Cesare Lamanna

Graceful degradation: è in fin dei conti il concetto chiave per approcciare oggi l’annosa questione del supporto a IE6. Per molti sviluppatori il fatto che un sito non debba necessariamente funzionare su quel browser come su quelli più evoluti e recenti non è più una bestemmia e sempre più passano dalla teoria alla pratica sotto questo aspetto.
Come giustamente sottolinea Jonathan Cristopher, però, viene poi il momento di sottoporre la questione al cliente. E a quel punto possono venire fuori i grattacapi. La web agency per cui lavora ha pertanto deciso di elaborare una strategia interessante. Al momento della stipula del contratto il cliente deve firmare un documento aggiuntivo con cui di fatto consente all’azienda di realizzare un sito che, pur essendo accessibile in ogni parte rispetto ai contenuti, può rendere diversamente sul browser di Microsoft.
Un’azione educativa nei confronti del cliente e al tempo stesso un modo per prevenire contestazioni successive. Buona idea? Qualcuno di voi usa strategie simili?
Jonathan Cristopher, tra l’altro, ha richiesto il supporto di tutti per migliorare e rifinire il testo del contratto, che comunque può essere riadattato liberamente e usato (è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0).
Commenti
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bene fa Cristopher a mettere tutto per iscritto!! chi può dovrebbe farlo sempre… è troppo meglio…
un modo per prevenire contestazioni successive. Buona idea? Qualcuno di voi usa strategie simili?
noi siamo piccoli e collaboriamo riunendo diverse competenze, e non possiamo permetterci ritardi e tempo sprecato, quindi distinguiamo ogni servizio in tantissime voci (ognuna affidata a una figura), il che ci permette di muoverci come le paninoteche (ogni aggiunta di ingredienti costa 50 cent):p
ad esempio per il servizio web il nostro contratto/accordo prevede una versione standard vuota (nel senso di un contenitore che sia fruibile con gli strumenti standard, ovvero i browser nuovi) e poi diverse voci aggiuntive, dalla redazione dei contenuti alla traduzione al posizionamento ecc.
ebbene tra queste voci abbiamo “inventato” quelle relative alle versioni, dalla versione accesisbile e usabile alla versione mobile, alla versione flash, fino… alla versione retrocompatibile (compatibile anche con gli strumenti desueti, aka ie6 e co.)questo in genere fa rendere conto ai clienti che un sito non è un blocco unico (fammi il sito), ma la fine di diverse operazioni/strategie…
quando uno si accorge che la sua esperienza del web non è IL WEB comincia a relativizzare e allora se sceglie ie6 lo sceglie solo se davvero gli serve… altrimenti preferisono risparmiare…
2
Basta continuare a riesumare quella ciofeca
di IE6, ormai deve essere considerato morto
e sepolto. Continuando a parlare di stò browser
si perde tempo ad abbracciare le nuove e potenti
possibilità dateci dai nuovi standard.
E chi viene a dire che “ma il cliente usa
ancora IE6 e bla bla bla” gli si può dire
che se il cliente va ancora in giro con
una FIAT 127 (-> IE6) poi non si deve lamentare
se viene lasciato a terra (-> escluso da
tutte le nuove possibilità offerte dai
moderni browser).# - postato da TheStylist - 23 Settembre 2009 - 12:08
3
Purtroppo questo e’ il frutto di una seria e mancata regolazione della materia.
Il frutto di un serio e semantico metodo di lavoro che dovrebbe stare alla base del concetto stesso di compatibilita’ ed accessibilita’.
Invece si e’ scelto di perseguire come al solito la strada dell’interesse commerciale cone tanti Zio Paparone.
Si e’ tatnto perseguita Microsoft contro IE e Media Player integrato nell’OS perdendo di vista il vero obbiettivo.
Se guardiamo a Safari o al vecchio Netscape ci sarebbe molto da imparare anche da parte degli sviluppatori di Firefox.
Certo so’ che Mozzilla ha assorbito tutto e si basa proprio su quel core ma ben sanno a cosa mio riferisco gli utenti delle sue vechie versioni tipo la 2.0 e precedenti o di quelle che ancor peggio oggi nel 2009 su di esso si basano, tipo SpalshBrowser e simili.
Per non parlare dell’incidente OPERA … Se guardiamo poi a Maxthon che e’ uno dei piu’ diffusi cappottini per IE adirittura le versioni 1.x sono incompatibili con le vesioni 2.x … davvero pazzesco!
Che differrenza passa tra IE6 o preccedenti Firefox 2.0 o precedenti gli SplashBrowser o simili?
NESSUNA!
Se si fosse invece perseguita una politica “strict” basata su specifiche certe e chiare, ci si poteva basare anche su quelle del w3c fin da subito, probabilmente non saremmo a questo punto.
Le vecchie versioni di Netscape o Safari pur con le loro limitazioni funzionano ancora molto bene a tutt’oggi a differenza di quelle basate sulle vecchie versioni di Firefox o IE.
Adirittura pare che anche il rendering di IE8 sia gia’ superato e che per IE9 si cambiera’ nuovamente direzione … chi frequenta il technet lo sa’.
Ache per Firefox la musica non cambia: esiste gua’ una certa differenza tra Firefox 3.x rispetto a Firefox 3.5.x per non parlare di Firefox 3.6.x o Firefox 3.7.x che sono diversi fra loro e rispetto ai predecessori.
E non e’ che l’Acidtest non abbia colpe nemmeno lui come le ha lo stesso w3c quando decise di inserire i trasitional o XHTML 1.0!
Il bailame e’ assoluto. Adirittuta anche edit con certe versioni di IE o firefox sballa a sinistra o ha dei buchi bianchi di molte righe fra l’articolo e i commenti.
Anarchia completa! A mio avviso. Anche se queste sono solo mie considerazioni del tutto personali.
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 12:15
4
quote
E chi viene a dire che “ma il cliente usa
ancora IE6 e bla bla bla” gli si può dire
che se il cliente va ancora in giro con
una FIAT 127 (-> IE6) poi non si deve lamentare
se viene lasciato a terra (-> escluso da
tutte le nuove possibilità offerte dai
moderni browser.
/quoteNon sono d’accordo anche se rispetto la tua opinione.
Ognouno e’ libero di usare cio’ che crede o girare con la macchina che preferisce, salvo ovviamente attenersi alle leggi che ne regolano la circolazione FIAT 127 o la fruizione IE6.
Il codice della strada e’ uguale sia per la 127 che per la piu’ moderna Ferrari … gli standard web invece no!
Credo sia un problema di Standard e non di mezzi utilizzati …
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 12:24
5
In riferimento a: Il codice della strada e’ uguale sia per la 127 che per la piu’ moderna Ferrari … gli standard web invece no!
E’ Microsoft che non rispetta le regole…gli altri si stanno uniformado sempre più…per quello tu non puoi e non devi devi costringere le imprese a costi esosi e inutili.
P.S. Se la tua macchina non raggiunge una certa velocità minima, se sei con lo scooter 50 di cilindrata…in autostrada non ci puoi entrare…
# - postato da Daniele - 23 Settembre 2009 - 12:31
6
Daniele ha ragione nella sua aggiunta e mi trova d’accordo, solo che il WEB non e’ uno solo Internet e’ uguale per tutti, o lamneo lo dovrebbe essere, non ha statali, provinciali, tangenziali o autostrade, quindi il notorino o la vesta 50 special non si puo’ assimilare ad un vecchio Browser.
Il Browser dovrebbe essere il Browser e basta per un utilizzatore finale: la differenza dovrebbe stare dentro ed essere trasperente rispetto a lui.
Microsoft ha millanta colpe su colpe ma anche gli sviluppatori delle prime versioni di Firefox …
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 12:37
7
Errata Corrige:
quote
… solo che il WEB non e’ uno solo Internet e’ uguale per tutti, o lamneo lo dovrebbe essere, …
/quote… solo che il web e’ uno solo e Internet e’ uguale per tutti, o almeno lo dovrebbe essere …
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 12:39
8
Ancora con IE6.
A me viene in mente, come termine di paragone, lo switch al digitale terrestre che hanno affrontato (o stanno affrontando) intere regioni italiane.
Se io decido di rimanere con l’antenna analogica, non posso pretendere di guardare la televisione.
Stesso discorso per tutte quelle aziende (informatiche e non solo) che stanno alla tecnologia come il papa sta alLa scena punk inglese.
Viene da dirmi, citando i Simpson: “Sincronizzati, fratello, sincronizzati”.
# - postato da Simone - 23 Settembre 2009 - 12:45
9
Secondo me è un buon metodo per iniziare a mandare a c…re IE6.
IE 6, oltre ad essere troppo vecchio, non ha mai funzionato bene. Quindi ti mette di fronte a dei problemi e a delle situazioni che io trovo veramente assurde.
Devo ammettere che questo non succede così tragicamente con IE7 e tanto meno con IE8, anche se hanno tanto da migliorare…
Comunque le statistiche parlano chiaro: IE6 ha avuto un calo radicale e si sta utilizzando sempre meno a favore di IE7 e Firefox.
Speriamo continui così! :-)
# - postato da Giacomo Ratta - 23 Settembre 2009 - 12:55
10
quote
Se io decido di rimanere con l’antenna analogica, non posso pretendere di guardare la televisione.
/quoteNon sono d’accordo.
Il passaggio al Digitale Terrestre e’ un fatto commerciale e politico voluto in primis da Mediaset a seguito delle vicende arrivate ad un punto di non ristorno rispetto alle frequenze di Rete4 rubate ad Europa7 ma anche voluto dal Gruppo Telecom (La7 e simili) altrimenti esluso nell’analogico.
Di fatto i possessori delle frequenze rimangono gli stessi ell’analogico e per i nuovi potenziali imprenditori anche le frequenze digitali sono quasi finite o inarrivabili in termini di costi e di infrastrutture: Europa7 di fatto non puo infatti competere e trasmettere a livello nazionele come Rete4 ad esempio … e ha scelto di non andare in onda.
Insomma il Digitale porta piu’ soldi ai soliti MONOPOLISTI vedi RAI, MEDIASET, TELECOM e altri … a spese dei telespettatori che oltre a dover pagare un decoder e un’antennista per vedere le stesse cose e far fare piuì soldi in pubblicita’ ai soliti RICCONI MEDIATICI magari si trovera’ in una zona dove avra’ bisogno di TIVUSAT quindi altri soldi spesi per poi non poter vedere le partite della nazionale o il GF perche’ criptati!
Non credo che sia la stessa cosa del Browser e comunque nessuno puo’ arrogarsi il diritto di costringere l’utenza ad investire i propri soldi in nome della tecnologia quando e’ solo una scusa ipocrita per fare cassa, allargando il parco sponsors e fare piu’ soldi.
Chi a suo tempo ha acquistato XP o W2K, peraltro perfettamente funzionanti ancor oggi, magari essendo solo un utilizzatore di PC per lavoro o dilettante ma non esperto, oppure non ha i soldi per farlo perche’ ha figli da mantenere o e’ un precario, oppure non ha le competenze per sapere che esiste Firefox o simili, perche’ dovrebbe diventare un esperto per aggiornare IE a favore di una lobbi web?
Per l’autovettura non e’ la stessa cosa perche’ bene o male le cose si sanno: in italia di informatica e internet si sa’ ben poco … porno e facebook a parte!
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 13:17
11
x Sla:
Fermo restando che mi trovi d’accordo sulle tue considerazioni sul digitale terrestre (un’altra bella storia italiana, una delle tante), volevo prenderlo come paragone proprio per una questione tecnologica: immagina quanti anziani, quante famiglie senza conoscenze tecniche si siano trovati dinanzi al problema (immagino per molti di loro esistenziale) di non poter più guardare la televisione. Detto, fatto. Vado al negozio, chiedo al nipote esperto o al vicino di casa ed il problema in qualche modo è risolto. Quando un utilizzatore medio di internet (quello, per dire, che “internet lo uso solo per leggere la posta” - e che però poi deve ammettere che non sa neanche il costo di un francobollo) si troverà a non poter più navigare in maniera decente, sono sicurco che la soluzione, in qualche modo (sicuramente non dolente), la troverà. Per il resto, che la tv italiana faccia pena e che l’operazione digitale terrestre sia stata una delle tante trovate per continuare a far arricchire le solite lobby continuando a propinare sempre le solite mer**te ad un pubblico men che mai critico, ripeto, siamo totalmente d’accordo.
# - postato da simone - 23 Settembre 2009 - 13:26
12
Sempre x Sla:
Però non capisco il tuo di paragone.
Per installare Firefox, Chrome o Safari che sia, nessuno deve pagare niente a nessuno. Non arricchisco una lobby. Certo il ritorno economico c’è e ci sarà sempre per i soliti noti, ma qui andiamo fuori discorso. L’informatica è in mano a 4 nomi. Allora che facciamo? Da domani andiamo casa per casa e facciamo installare Linux a tutti? Mi sembrano che manchiamo il punto del discorso.E perchè allora non supportare Netscape? O Internet Explorer 5? Non possiamo essere mossi da “pietismo” (permettimi il termine) verso chi non vuole, non può o non sa aggiornarsi.
Secondo la tua logica, anche loro sono persone senza “le competenze per sapere che esiste Firefox o simili, perche’ dovrebbe[ro] diventare un esperto per aggiornare IE a favore di una lobbi web?”.
Non si può fare un discorso per chi rimane a IE6 e un altro per chi rimane a IE5.
O si discriminano tutti, o nessuno.
C’è qualcosa che non mi torna nel tuo discorso.
# - postato da Simone - 23 Settembre 2009 - 13:34
13
Hai ragione anche tu!
Il mio punto di vista e non di windows e’ piu’ rivolto alla radice non alla e/o possibili soluzioni siano esse consapevoli o raffzzonate.
Torniamo sempre a monte del problema: questo e’ il frutto di una seria e mancata regolazione della materia, dove ll frutto di un serio e semantico metodo di lavoro che dovrebbe stare alla base del concetto stesso di compatibilita’ ed accessibilita’, mentre invece si e’ scelto di perseguire come al solito la strada dell’interesse commerciale piuttosto che della trasparenza tencica e/o tecnologica.
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 13:40
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E’ un buon metodo per tutelarsi e per educare il cliente, la soluzione non è così malvagia. Dal mio punto di vista comunque ormai mi preoccupo esclusivamente che il sito “funzioni” su IE6 e che la navigazione sia possibile senza problemi, ma non mi preoccupo di differenze minori o imprecisioni di layout.
# - postato da Tommaso Baldovino - 23 Settembre 2009 - 14:44
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Ci stavo pensando proprio in questi giorni… la mia idea è anche quella di rafforzare il concetto in termini di “sconto”, visto che tra grane varie il mancato supporto di IE 6 si traduce in un risparmio di tempo (per me) e quindi di denaro (per il cliente).
D’altra parte ottenere una compatibilità buona con IE 6 non è così drammatico una volta seguiti alcuni accorgimenti (filtri, script per le png ecc.).
In generale però è spesso più un danno che un guadagno.
Senza contare i costi / sbattimento di tenere in piedi software di emulazione (che a loro volta hanno i loro casini…)
La vedo come un’opportunità per fare un passo avanti più deciso. Effettivamente spesso mi domando perché mi devo incavolare per uno strumento che ormai ha più di 8 anni, periodo in praticamente cui niente del web attuale esisteva…
16
quote
… effettivamente spesso mi domando perché mi devo incavolare per uno strumento che ormai ha più di 8 anni, periodo in praticamente cui niente del web attuale esisteva …
/quoteVerissimo, ma a mio avviso si tratta di “coscenza comune” oppure non si andra’ mai da nessuna parte e fra 8 anni saremo ancora qua’ a disquisire le stesse cose su IE8 (non piu’ su IE6) che nel frattempo avra’ fatto la stessa fine.
Se ci lamentiamo solo e non reagiamo non si arrivera’ mai ad un punto di fatto. Se tutti i master e chi per esse compresi gli sviluppatori codificassero in puro strict 4.01 e/o 5 o XHTML 1.0 / 1.0 attenendosi strettamente alle regole del w3c, ad esempio, e se lo facessero in molti e sempre di piu’ alla fine qualcosa cambierebbe e chi sviluppa i browser, Microsoft compresa, dovrebbe essere lei ad adeguarsi. Invece facciamo tutti, me compreso, come per la politica o la cosa pubblica: ci lamentiamo ma al momento di agire nessuno prende posizione e le cose non cambiano mai indipendentemente dai governi e da chi li amministra.
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 15:37
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Non credo che scrivere codice “standard” possa contribuire più di tanto. Ha un sacco di altri pregi, scrivere codice strict & Co, ma a mio avviso contribuisce ben poco la diffusione dei browser.
Se i browser leggono ancora tag come center o bgsound, gli standard sono penalizzati o comunque non incentivati.
Certi browser restano in circolazione perché tanto “van bene così”: credo che il passaggio a un browser standard sarebbe più veloce per quegli utenti che cominciassero a vedere siti impaginati male con IE 6. Per non parlare della velocità processazione degli script.
Credo che potrà fare molto di più un sito come Facebook: se provi ad accedere con IE 6 ti viene subito sbandierato che non fa per te… è il servizio che determina gli upgrade, non il codice sorgente.
Il fatto è proprio questo: se come sviluppatori possiamo influenzare il mercato è proprio stabilendo noi delle soglie di qualità che riteniamo adeguate al web odierno. A mio avviso la categoria è sufficientemente matura per prendere posizioni del genere.
Proprio perché lo conosciamo bene credo valga la pena prendere posizione nei confronti di tecnologie obsolete e poco sicure. E fra 8 anni sarà giusto prendere posizione verso IE 8 se avrà ancora una posizione così dominante (o verso chi per esso).
Infine voglio essere provocatorio: perché mi devo assumere io come sviluppatore il costo di una situazione del genere? Non è più giusto che se lo assuma chi pubblica il sito?
“Caro cliente, vuoi entrare in un mercato frammentario per quanto riguarda i browser? Una volta che io ti ho avvisato a cosa puoi rinunciare, scegli pure liberamente. Sappi che fra 6 mesi la situazione sarà già cambiata e magari potremmo perdere tempo nell’andare online perché dovremo perdere X giorni a ottimizzare il layout su IE6. E se posso ti incentivo in qualche modo a orientarti in una direzione anziché in un’altra.”
# - postato da Andrea Crevola - 23 Settembre 2009 - 17:13
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@Andrea
Ci stavo pensando proprio in questi giorni… la mia idea è anche quella di rafforzare il concetto in termini di “sconto”, visto che tra grane varie il mancato supporto di IE 6 si traduce in un risparmio di tempo (per me) e quindi di denaro (per il cliente)
Fallo Andrea, e “spaccialo” per uno sconto…
funziona!!!
loro risparmiano, tu lavori di meno… e s einvece lavori di più, il lavoro non lo butti…fallo… fatelo tutti… tutelatevi… non è possibile che per il web non si paghi di più se si lavora di più…
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quote
“Caro cliente, vuoi entrare in un mercato frammentario per quanto riguarda i browser? Una volta che io ti ho avvisato a cosa puoi rinunciare, scegli pure liberamente. Sappi che fra 6 mesi la situazione sarà già cambiata e magari potremmo perdere tempo nell’andare online perché dovremo perdere X giorni a ottimizzare il layout su IE6. E se posso ti incentivo in qualche modo a orientarti in una direzione anziché in un’altra.”
/quoteGiustissima anche questa posizione.
quote
Infine voglio essere provocatorio: perché mi devo assumere io come sviluppatore il costo di una situazione del genere? Non è più giusto che se lo assuma chi pubblica il sito?
/quoteQuesta invece, a mio avviso personale, si puo’ rovescare esatamente all’inverso:
Perché mi devo assumere io come utente il costo o la competenza tecnica per aggiornare un browser per un sistema che ho pagato fior di quattrini sottraendo tempo e risorse al mio lavotro o al mio tempo libero? Non sarebbe piu’ giusto che i siti internet avessero uno standard comune fruibiule con piu’ browser seppur con le limitazioni di utilizzo (non parlo di layout sballati cosa che sarebbe davvero beffarda ma di reali funzioni nuove o avanzate necessarie alla fruizione degli eventuali servizi offerti attraverso i singoli siti … un sito statico, un blog o un forum non e’ che abbiano bisogno di molto … ) che il loro codice interno ne determina?
D’altro canto e’ anche vero che se molti siti non usassero piu’ center, align, bgsound, frameset, border, cellpadding, ecc … ecc … ma soluzioni standard avanzate che IE non e’ piu’ in grado di leggere stai sicuro che sarebbero loro i primi ad adeguarsi …
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 17:32
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Ciao sLa, sono d’accordo con te se prendi come punto di riferimento l’utente finale, ma io sto parlando di clienti, ossia aziende o enti che si fan belli sulle fatiche altrui.
Quello che proponi tu è il cosidetto progressive enhanchement (l’avrò scritto giusto? :) ) ed è una filosofia di design pienamente condivisibile.
Ma tornando al cliente, se lui considera essenziale avere il supporto a IE 6 (e succede per N motivi: anche solo perché sul pc di sua zia si vede male…) pagherà il prezzo pieno perché probabilmente gli interessano anche quegli utenti.
Se gli va bene anche farne a meno, avrà uno sconto.
Se se ne pentisse, mi pagherà la differenza.Ma almeno è scritto nero su bianco e si pone chiaramente il problema.
Altra provocazione: sinceramente non capisco perché se chiedo a un idraulico di farmi un preventivo quello mi fa pagare anche gli scatti al telefono e io che faccio un lavoro ad alta tecnologia no :)
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Perche’ l’italia e’ il paese del pressapochismo e internet e’ considerato solo cazzeggio su facebook, pornografia, perdita di tempo, virys, carte clonate, extasi, viagra ecc … ecc … Uno che dice: io lavoro su internet, magari anhce da casa, lo guardano come un povero sfigato o un bamboccione mantenuto o pieno di soldi! Quelli che lo fanno per lavoro vengono considerati sfigati come lo era lo zio Bill ai tempi …
# - postato da sLa - 23 Settembre 2009 - 18:12
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La scelta deve essere dello sviluppatore/agenzia. Il cliente potrebbe non sapere quali sono le percentuali di utilizzo di IE6 e altri browser, potrebbe non sapere che IE6 come altri browser sono in graduale ascesa. Senz’altro il cliente non sa quali particolari tecniche lo sviluppatore andrà ad utilizzare nel progetto e come queste potrebbero essere potenzialmente problematiche in alcuni browser. Il cliente saprà quale é la sua fetta di mercato e ne dovrebbe sempre discutere con chi realizza il progetto in modo che possa essere analizzato la rilevanza nell’ottimizzare per determinati browser.
Se il budget é molto limitato ci limitiamo a mettere nel contratto che browser datati (lista…) non sono pienamente supportati.
La mia web agency lavora in questo modo, tra l’altro nelle condizioni contrattuali specifica che non é garantito che il sito potrebbe non essere pienamente supportato per futuri rilasci di web browsers.# - postato da Martin Sarsini - 24 Settembre 2009 - 10:49
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Secondo me nel contratto standard che si fa firmare al cliente andrebbe sempre predisposto uno spazio relativo ai browser sui quali vengono effettuati i test…
e qui un bel IE7+ ci sta benissimo!!!
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lei limiti del possibile cerco sempre di rendere il lavoro compatibile per tutti i brower, però non male l’idea di farsi firmare una specie di ‘liberatoria’… sicuramente serve a far capire al cliente che l’utilizzo di IE6 è ormai ‘andato’ :)







