Naturalmente, i consigli di seguito riportati hanno un carattere generico, poiché ogni realtà personale o imprenditoriale risponde a strategie specifiche e ad altrettanto precise necessità. Eppure, alcuni errori rimangono comunque universalmente da evitare.

Caratteristiche d'efficacia

Per essere efficace, il nome di un dominio deve rispondere ad alcuni requisiti. Il primo, come facile intuire, è la facile memorizzazione: l'utente deve poter essere in grado di collegarsi al sito digitando autonomamente l'indirizzo nella barra del browser, quindi anche quando non può accedere ai suoi bookmark.

Per questo motivo, sono consigliati nomi brevi, facilmente identificabili con il proprio brand, possibilmente non inclini agli errori di battitura che potrebbero indirizzare il navigatore su siti esterni. È il caso, ad esempio, di parole straniere che potrebbero essere digitate con vocali errate, aprendo così un sito tutt'altro che collegato al proprio business. In caso si avesse la possibilità, è bene analizzare statisticamente quali typo potrebbero risultare più frequenti, acquistando i relativi domini e impostando opportuni redirect.

Non è però tutto. Il nome del dominio, oltre a rappresentare il proprio brand, deve avere caratteristiche di autorità, deve risultare professionale. Non deve quindi contenere abbreviazioni, riferimenti simpatici o battute, a meno che questa non sia una precisa strategia aziendale. Ancora, dovrebbe essere scelto in base alle chiavi di ricerca più frequenti nel proprio settore, per massimizzare i risultati.

Facendo un esempio estremizzato e volutamente semplicistico, le aziende specializzate in ottica dovrebbero far di tutto per conquistare un dominio come "occhiali.com", anziché "lentivisive.it". Attenzione anche all'estensione, affinché non crei dei poco gratificanti giochi di parole con il proprio marchio.

Errori più frequenti

Sono moltissimi gli errori che si possono compiere nella scelta di un nome per il proprio dominio. Il primo, e il più diffuso, è quello di optare per una parola eccessivamente generica o, ancora, non mirata sui propri servizi. Così facendo, si rischia di attirare utenza interessata ad altro, quindi difficile da convertire in clientela.

Ancora, bisogna sempre leggere attentamente il nome del dominio, più e più volte, sillabandolo e ripetendolo ad alta voce. I giochi di parole, alcuni anche molto maldestri, possono infatti non risultare immediati al primo colpo.

Forbes, ad esempio, riporta il caso di un'azienda IT che ha deciso di lanciare i propri servizi come "It Scrap", acquistando il dominio "itscrap.com", accorgendosi solo in itinere come la maggior parte dei clienti rinvenisse nell'indirizzo un ben meno piacevole "it's crap".

Non ultimo, si eviti di rincorrere i trend del momento, ad esempio registrando parole divenute virali sui social, poiché la loro emivita è sempre molto breve. Si evitino i nomi troppo lunghi, quelli difficili da ricordare, le parole composte, i termini che potrebbero indurre in errori di battitura e i titoli che potrebbero essere scambiati, o associati, ad altri marchi.

Naturalmente, non bisogna nemmeno violare la proprietà intellettuale altrui, riutilizzando brand o slogan di cui non si dispone di diritti di copyright.

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